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Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
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Nicaragua : Manifesto di Radio La Primerísima

di : Giorgio Trucchi
martedì 11 ottobre 2005 - 03h30
JPEG - 14.6 Kb

di Giorgio Trucchi

In alcune interviste, dichiarazioni e documenti ufficiali emessi da esponenti del movimento Izquierda Democrática (ID), che fa parte dell’ampio spettro del sandinismo in Nicaragua, si é ufficializzata la partecipazione di questo movimento alla Campagna elettorale dell’ex sindaco di Managua, Herty Lewites, che ha fondato il Movimiento de Rescate del Sandinismo.

Tra i membri di Izquierda Democrática che hanno deciso di fare questo passo, è stato segnalato anche il Direttore di Radio La Primerísima, William Grigsby.

Per chiarire la posizione della Radio, i lavoratori e le lavoratrici hanno diffuso un comunicato/manifesto che allego di seguito.

Un abrazo


Manifesto

Al popolo del Nicaragua e specialmente ai e alle militanti della Causa Sandinista
Alla comunità internazionale e specialmente ai e alle militanti della Solidarietà

Noi, lavoratori e lavoratrici di Radio La Primerísima, la Radio della Gente, dichiariamo:

1. Radio La Primerísima è di proprietà dei suoi lavoratori e lavoratrici. In questo senso, non abbiamo nessun vincolo organico con nessun potere, organizzazione o movimento, gruppo politico, economico o di qualunque altra indole e pertanto, rispondiamo unicamente alle nostre convinzioni, principi, credenze e postulati. Siamo una stazione radio indipendente, autonoma, legata alla causa sandinista, al servizio delle lotte popolari ed orgogliosamente antimperialista.

2. Come strumento di comunicazione dal popolo, per il popolo e del popolo, Radio La Primerísima è impegnata nel cambiamento di questo sistema economico, sociale e politico che schiavizza la nazione nicaraguense. Come ci ha insegnato Carlos Fonseca, lottiamo non per un cambiamento di uomini al potere, bensì per un Nicaragua dove tutti godano pienamente delle ricchezze nazionali e del progresso. Questo significa tra le altre molte cose, costruire una società dove l’obiettivo principale sia la felicità di tutti gli esseri umani, sradicando lo sfruttamento di pochi nei confronti della maggioranza. Significa anche edificare un’autentica democrazia dove i diritti sociali non siano una merce, dove minoranze corrotte non traffichino con i diritti politici, dove i diritti economici siano parte dell’essenza dei diritti umani.

3. Per noi, il diritto all’autodeterminazione dei popoli è irrinunciabile. Nessuno, in nessuna circostanza, può imporre a nessuna nazione o popolo in qualunque parte di mondo, la sua forma di governo o il suo modello di organizzazione sociale. Ogni popolo è padrone della sua storia e del suo destino. Per questo, consideriamo come una questione di principio la difesa del popolo cubano, del suo governo e della sua Rivoluzione; del governo costituzionale e della Rivoluzione Bolivariana del Venezuela, dei popoli dell’Iraq, Afghanistan, Haiti e di tutti quelli che soffrono l’aggressione imperialista.

4. Noi siamo sandinisti per convinzione e non per obbligo; per impegno autentico con il nostro popolo, non per un salario ed è per queste convinzioni sandiniste e rivoluzionarie che durante gli ultimi 15 anni - durante i quali, l’imperialismo nordamericano ha restaurato il capitalismo in Nicaragua - siamo stati leali difensori dell’eredità storica del Generale degli Uomini Liberi, Augusto C. Sandino, Carlos Fonseca, Rigoberto López Pérez, Ricardo Morales Avilés, Pedro Aráuz Palcios, Arlen Siú, Martha Angélica Quezada, Luisa Amanda Espinoza, Gaspar García Laviana, e tanti e tante eroi ed eroine fedeli fino alla morte alle loro idee di Patria, Libertà e Giustizia Sociale.

Il progetto di paese che hanno creato è ancora vivo, è la soluzione per il Nicaragua. Le idee del sandinismo e l’esempio di chi le ha rese possibili, sono le pietre miliari per fare del Nicaragua una patria per tutti.

Il sandinismo è onestà, senso dell’onore, amore al lavoro, dignità personale e collettiva, congruenza tra quello che diciamo e quello che facciamo, amore per i nostri simili e per la natura, privilegiare gli interessi sociali al di sopra degli interessi privati. È anche democrazia elettorale, riforma agraria, previdenza sociale, salute ed istruzione gratuite, pluralismo politico, economia mista, libertà d’espressione senza restrizioni, collocare lo Stato al servizio degli interessi popolari e non di quelli di mercato, dibattere sulle idee, autodeterminazione, antimperialismo, rispetto per la diversità e per le minoranze, autonomia politica ed amministrazione delle proprie risorse per i paesi caraibici, pieno esercizio dei diritti umani per le donne ed i bambini, eliminazione della violenza interfamiliare, verifica dell’operato delle autorità pubbliche, punizione per i corrotti, protezione e stimolo alle cooperative di produzione contadina, delle imprese associative ed autogestite e dell’industria nazionale, proprietà statale delle risorse naturali e dei servizi pubblici.

Questi sono i valori, i principi ed il modello di società nei quali crediamo e per i quali lottiamo.

E perché crediamo e lottiamo per il sandinismo e come sandinisti, esponiamo e dibattiamo quotidianamente e senza ostacoli le nostre idee e quelle degli altri, benché siano contrarie alle nostre, esercitiamo un giornalismo con professionalità ed impegno, e collochiamo la nostra emittente radio al servizio della gente, come uno strumento di lotta ideologica ed un fattore di cambiamento.

5. Di fronte al caos che vive il paese, propiziato dagli interessi meschini delle classi governanti e delle cupole dei partiti - entrambi corrotti - che litigano furiosamente per quote di potere, mentre milioni di nicaraguensi si dibattono nella peggiore delle miserie, nella fame, nell’emarginazione e nell’ignoranza, e particolarmente davanti alla profonda crisi che attraversa il movimento sandinista, da Radio La Primerísima puntualizziamo:

a) Il capitalismo, nella sua modalità neoliberista, è la principale causa della corruzione, della povertà e del disordine istituzionale.

b) Il governo liberale è inetto. Il Presidente Enrique Bolaños e i suoi alleati dell’oligarchia finanziaria sono colpevoli di alto tradimento, perché il primo ha rinunciato alla sua missione come governante e l’ha delegata ai personaggi dell’imperialismo nordamericano, e i secondi hanno ipotecato il Paese ai poteri di fatto della Banca Internazionale e degli Organismi multilaterali e alle multinazionali.

I patti e repatti tra le cupole dei partiti, della Chiesa e dell’oligarchia, unite tra di loro e tutte contro il popolo ed il Paese, sono insostenibili. Né il paese lo sopporta né il popolo è obbligato a sottomettersi e finirà per ribellarsi contro tutto e contro tutti. Hanno trasformato i Poteri dello Stato in odiosi mercati di ladroncelli, dove si traffica con le leggi, i voti, le cariche, le sentenze giudiziali, i soldi del popolo e anche con i diritti umani.

Coloro che detengono il potere nel Frente Sandinista de Liberación Nacional, non rappresentano ormai la maggioranza del movimento sandinista e hanno deformato l’Ideologia Sandinista. Non sono nemmeno rappresentativi di questo immenso ed abnegato contingente di sandinisti impoveriti e ribelli, quelli che si sforzano per guadagnare i favori degli yankees e dei ricchi, pur di consolidarsi come alternativa elettorale. Ancora meno quelli che firmano accordi "strategici" con politici corrotti e sfacciati, o quelli che si dicono democratici e vogliono solo togliere i loro vecchi amici dalla direzione del partito, per poi usare gli stessi metodi caudillescos ed autoritari.

Noi sandinisti abbiamo bisogno di recuperare la nostra identità politica e questo sarà possibile solo se costruiamo un nuovo strumento dove il dibattito ideologico sia il metodo per trovare consenso, dove i candidati alle cariche pubbliche siano selezionati tra i e le migliori militanti e con limiti di tempo al loro periodo, dove la lotta popolare sia parte della loro essenza organica, dove i dirigenti rendano conto scrupolosamente delle loro gestioni politiche, dove chi occupa una carica nel partito non sia allo stesso tempo un capitalista o un borghese, dove i leader siano esempio di onestà, responsabilità ed umiltà. Un’organizzazione così, potrà solo essere costruita con la partecipazione di tutti/e le/i sandinisti, con procedimenti democratici, senza esclusioni ma con l’egemonia degli interessi popolari.

Noi condividiamo il criterio che le elezioni da sole non sono state, né saranno la soluzione ai problemi del paese. Crediamo che i cambiamenti radicali di cui ha bisogno il Nicaragua saranno possibili solo se cresce la coscienza della gente, specialmente dei più poveri, e se si traduce in azione politica trasformatrice e permanente. L’informazione e la formazione, producono coscienza; la coscienza produce partecipazione; la partecipazione produce i cambiamenti. Dai cambiamenti sorgerà la giustizia sociale e con essa potremo tutti esercitare il nostro diritto a cercare la felicità nel modo che ci sembrerà migliore.

A Radio La Primerísima non ci prendiamo impegni con le persone né con candidati, siano essi caudillos o apprendisti caudillos, bensì con le idee e i progetti. Come abbiamo fatto durante le ultime sette elezioni, appoggeremo le migliori proposte per risolvere i problemi del paese, e in ogni caso, queste devono essere conseguenti con l’ideologia sandinista: antimperialismo, giustizia sociale, pluralismo politico ed economia mista.

6. Radio La Primerísima ha un curriculum impeccabile di impegno e coinvolgimento con le cause popolari. Sono stati quindici anni durante i quali abbiamo sostenuto in modo belligerante la lotta dei maestri, dei lavoratori della sanità, dei contadini, dei militari ritirati, degli studenti universitari, delle donne organizzate, dei cristiani impegnati, delle cooperative dei trasporti, dei pensionati, delle vittime del Nemagón. Abbiamo resistito e vinto le lusinghe, le bustarelle, le offerte per comprare la nostra politica informativa, i ricatti per farci sottomettere ai potenti, le minacce di morte, gli attentati terroristici, l’asfissia finanziaria, il boicottaggio pubblicitario, l’intolleranza ideologica, il ricatto e le furiose cariche da parte delle minoranze di fanatici politici.

È stato un lungo periodo dove - molte volte da soli - abbiamo rivendicato il nostro carattere sandinista ed antimperialista, mentre quelli che qualche tempo fa detenevano il potere all’interno del sandinismo, naufragavano nei torrenti di denaro e nella corruzione del neoliberismo.

Siamo stati anche pionieri nella denuncia contro i patti e il cogoverno, nella lotta contro la corruzione e contro i corrotti, portavoci indomabili di chi da posizioni rivoluzionarie si sforza per la democratizzazione interna del sandinismo e lottatori instancabili per recuperare la maggioranza sociale, affinché sia nuovamente possibile una rivoluzione popolare in Nicaragua.

Non siamo noi che dobbiamo appoggiare un candidato, movimento o partito. Sono i candidati, i movimenti ed i partiti che si dicono sandinisti che sono obbligati ad impegnarsi con il progetto rivoluzionario

7. Questo anno, Radio La Primerísima compirà il ventesimo anniversario della sua fondazione. Sono 20 anni al servizio della gente e siamo disposti a continuare seguendo la stessa strada di impegno e responsabilità nei confronti della causa degli oppressi.



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