Il sito Bellaciao. Colorato, molteplice, dove - per fortuna - il meglio accompagna il peggio, misto, bizzarro, fa pensare a Picabia e ai dadaisti, esplora tutti i registri ed i regimi retorici, divertente e polemico, surrealista: incontro fra un ombrello ed una macchina da cucire su un tavolo da dissezione, testa di Lenin sulla tastiera di un pianoforte Steinway o Bosendorfer... Il Collettivo Bellaciao vi invita a festeggiare la 48.6 milionesima visita del sito Bellaciao
FR
ES
Sabina Guzzanti
a Parigi con Bellaciao
Haidi Giuliani
a Parigi con Bellaciao
Modena City Ramblers
a Parigi con Bellaciao
MANU CHAO
a Parigi con Bellaciao
Senal en Vivo

VIDEO - RADIO
SITI AMICI
con Bellaciao
Bellaciao hosted by
Ribellarsi è giusto, disobbedire è un dovere, bisogna agire !
Version Mobiles   |   Home  |   Chi siamo ?   |   Sottoscrizione  |   Links  |   Contact  |   Ricerca
Sognavamo cavalli selvaggi
giovedì 1 Febbraio
de Luca Visentini via FR
Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
Leggere il seguito - per rispondere...
I GRUPPI COMUNISTI NEL LABIRINTO IRACHENO

di : Franco Ferrari
venerdì 23 dicembre 2005 - 10h42
JPEG - 17 Kb

di Franco Ferrari

Il 15 dicembre si sono tenute in Iraq le elezioni politiche per le elezioni del nuovo Parlamento formato sulla base della Costituzione approvata dal referendum dello scorso ottobre. La partecipazione a voto è stata alta ed in particolare si è registrata una forte affluenza nelle aree a dominanza sunnita che avevano boicottato i precedenti appuntamenti elettorali. Questo dato fa emergere una differenziazione importante tra le forze che si battono contro l’occupazione americana attraverso la guerriglia e la resistenza armata. Di quello che viene definito come il “campo anti-occupazione”, che comprende tutti coloro che non hanno finora partecipato al processo politico messo in piedi dagli Stati Uniti dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, solo il Partito Baath, con una dichiarazione diramata il 10 dicembre ha fatto appello al boicottaggio del voto.

Altri gruppi della resistenza militare di orientamento islamico o “tribale” (sunnita), hanno dichiarato che non avrebbero impedito le votazioni, ed in qualche caso si sono impegnati a difendere con la forza la possibilità dei cittadini delle zone da loro controllate di esprimere il proprio voto. Secondo osservatori vicini alle forze della resistenza militare si starebbe allargando il conflitto tra settori anti-occupazione e i gruppi che vengono fatti risalire alla galassia di Al-Qaeda e alle organizzazioni degli islamisti radicali cosiddetti “taqfiristi” o “salafiti”. Tra i fattori che sono all’origine della divaricazione anche il comportamento di questi gruppi armati nella battaglia di Falluja del 2004 (quando gli Stati Uniti hanno utilizzato il fosforo bianco) che avrebbero scelto una strategia tale da favorire il massimo coinvolgimento della popolazione civile negli scontri. Inoltre una parte del fronte anti-occupazione accusa questi settori, con il boicottaggio armato del referendum sulla Costituzione, di averne di fatto consentito l’approvazione facendo il gioco degli Stati Uniti.

E’ presto per dire se le elezioni del 15 dicembre porteranno effettivamente ad un mutamento del panorama politico iracheno e sposteranno l’azione principale dei gruppi armati sul terreno della lotta politica e non più militare. Restano per ora divise le numerose organizzazioni comuniste, in gran parte nate da scissioni più o meno significative del PC Iracheno. Quello che segue è un tentativo di aggiornare la mappa delle posizioni assunte da questi gruppi.

Partito Comunista Iracheno

Il PC Iracheno costituisce la principale forza politica di ispirazione comunista attiva in Iraq. Dal 1979, quando ha rotto la sua alleanza con il regime del Baath, si è sempre mantenuto all’opposizione e ha partecipato a diverse coalizioni formate da islamici moderati, baathisti dissidenti e socialisti arabi. Ha criticato la decisione americana di scatenare la guerra ma ha ugualmente deciso di partecipare alle istituzioni messe in piedi dal proconsole americano Bremer.

Il PCI chiede la fine dell’occupazione militare ma ritiene che questa sia realizzabile attraverso il consolidamento di istituzioni politiche democratiche. Per questo partecipa al governo di transizione, guidato da un islamico moderato e sostiene i vari passaggi elettorali destinati - almeno questa è la loro convinzione - a riportare l’Iraq sotto il controllo degli iracheni.

Nelle elezioni di gennaio si è presentato con una lista intitolata Unione del Popolo che ha raccolto un risultato nettamente inferiore alle aspettative. Con 70.000 voti, pari ad un modesto 0,83%, ha comunque potuto ottenere 2 seggi. La branca kurda del partito, che gode di una ampia autonomia, si è presentata alle elezioni all’interno della lista dominata dal PDK e dal PUK, le due maggiori formazioni politiche kurde. Questa scelta è stata confermata anche per l’appuntamento elettorale del 15 dicembre, mentre il PCI ha deciso di allearsi nella lista di Iyad Allawi, ex primo ministro, proveniente dal Baath ma per diversi anni stretto collaboratore degli Stati Uniti. Allawi ha formato una coalizione di forze secolariste e multietniche. In gennaio Allawi aveva raccolto il 13,8% dei voti, collocandosi al terzo posto, dopo le coalizioni degli sciiti di Al Sistani e quella dei kurdi.

Il PC Iracheno si batte per un Irak, unito, democratico, laico e federale. Non vuole il ritorno al potere dei sostenitori di Saddam Hussein, e per questo si oppone alla resistenza militare, ma teme anche il prevalere delle forze islamiche sciite che porterebbero il paese sulla strada di un nuovo regime autoritario, e ne favorirebbero la disgregazione su base etnico-religiosa. Ha dato un giudizio complessivamente positivo della nuova Costituzione ma ne ha criticato alcuni aspetti, in particolare la regressione dei diritti delle donne.

Il segretario è Hamid Majid Mousa e nell’attuale governo può contare sul ministero della cultura. Se il suo peso elettorale è modesto, la sua influenza deriva soprattutto dalla forte presenza che detiene nella direzione della Federazione Sindacale Irachena (IFTU). Ha subito gli attacchi della guerriglia e alcuni dirigenti comunisti sono stati assassinati, tra cui un importante leader sindacale.

Il PC Iracheno mantiene rapporti con i PC tradizionali, come il PC greco stalinista, il PC degli Stati Uniti o il PC tedesco (DKP) e respinge le critiche di “collaborazionismo” che gli piovono da varie parti, ritenendo che non vi sia in alternativa alla politica perseguita, se si vuole far uscire il paese dalle condizioni drammatiche in cui si trova per effetto della dittatura di Saddam Hussein, della guerra e della occupazione militare degli Stati Uniti.

Partito Comunista Operaio Iracheno

Questo gruppo, a differenza degli altri che citeremo, non deriva da una scissione del PCI, ma si è formato nel 1993 a seguito dell’unificazione di piccoli gruppi dell’estrema sinistra, attivi soprattutto nella zona kurda, sotto l’influenza del Partito Comunista Operaio dell’Iran.

Il PC Operaio si fonda sulle elaborazioni di un marxista iraniano scomparso nel 2002, Mansoor Hekmat, che ha criticato tutte le correnti comuniste esistenti, ritenendo che si dovesse tornare alle radici umaniste e radicali del marxismo per dar vita ad un comunismo-operaio.

Il PCOI si è opposto alla guerra e continua a contrastare l’occupazione americana. Non ha partecipato alle istituzioni politiche messe in piedi dopo la guerra dagli occupanti, ma è anche il più violento nella polemica contro la resistenza che definisce come una forza religiosa estremista ed etnocentrica e pertanto reazionaria. Il PC Operaio ha sviluppato una critica accesa contro ogni forma di nazionalismo e di integralismo religioso. E’ piuttosto settario in quanto rifiuta ogni alleanza con altre forze politiche e considera tutte le altre componenti comuniste come borghesi.

Ha invitato il popolo iracheno a boicottare le elezioni di dicembre in quanto favorirebbero le tendenze islamiche e etnocentriche anziché una vera democrazia.

E’ attivo soprattutto nell’organizzare i lavoratori sul piano sindacale e le donne contro ogni forma di limitazione dei loro diritti. Ha dato vita ad una Unione dei Disoccupati che dichiarava 130.000 aderenti alla fin del 2003. Non partecipa alle elezioni e non è facile verificare il suo seguito reale. Il suo segretario è Rebwar Ahmed. Ha subito due piccole scissioni, da cui sono nate l’Unione dei Comunisti Iracheni e il Partito Comunista Operaio d’Iraq di Sinistra. Quest’ultimo collegato ad una analoga scissione avvenuta nel partito “fratello” iraniano.

Partito Comunista Iracheno (Direzione Centrale)

Le origini di questa organizzazione - a volte definita anche come “Comando Centrale” - risalgono ad una scissione del PC Iracheno avvenuta nel settembre del 1967. I promotori della nuova organizzazione rappresentavano l’anima più radicale del partito ed erano favorevoli ad impegnarsi nella lotta armata. Sul piano internazionale non si schieravano né con l’URSS, né con la Cina, mentre il resto del PCI (per un certo periodo identificato come “Comitato Centrale” per distinguerlo dagli scissionisti) era rigidamente filosovietico.

Nel febbraio 1969 tutti i suoi principali dirigenti vennero arrestati. Il partito venne ricostruito sotto la guida di Ibrahim Allawi, che ne è tuttora il leader. Dopo essersi alleato fino alla metà degli anni ’70 con il KDP di Balzani veniva ulteriormente indebolito dalla crisi di quest’ultima organizzazione, subendo diverse scissioni e l’allontanamento di numerosi militanti. Per diversi anni la sua stessa esistenza è rimasta incerta.

Ora si è riorganizzato in esilio attraverso la formazione dei “Democratici Iracheni contro l’Occupazione” e in Iraq con la pubblicazione del settimanale Al-Ghad. Guarda con favore alla resistenza contro gli Stati Uniti, che ritiene alimentata dal sentimento patriottico e dalla diffusa disoccupazione. Sostiene la necessità di costituire un’ampia alleanze di forze contrarie all’occupazione che dovrebbero dar vita ad una amministrazione interimaria. Questa amministrazione, che dovrebbe basarsi su una coalizione di forze politiche, dovrebbe organizzare nuove elezioni nazionali. Il PCI (Direzione Centrale) si oppone alla politica settaria (in senso etnico-religioso), lotta per la democrazia e per elezioni libere, per l’unità e l’indipendenza dell’Iraq. Chiede la fine immediata dell’occupazione.

Il suo sito in inglese ha pubblicato una proposta di dialogo e di accordo, datata 11 dicembre 2005, che rifletterebbe la visione della “resistenza nazionale irachena e di altre importanti forze politiche contrarie all’occupazione”. Questa proposta prevede il ritiro degli americani entro sei mesi, il cessate il fuoco della resistenza, la formazione di un governo transitorio scelto tra le forze della resistenza e che non abbiano collaborato all’occupazione, garantito dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Questo piano prevede la possibilità di installazione di forze militari arabe con funzioni di peace-keeping. Non è chiaro se questa proposta di soluzione del conflitto conti effettivamente sull’appoggio delle forze che animano la lotta (militare e non) contro l’occupazione. Né si vede peraltro come si possa escludere da una soluzione politica i partiti che hanno partecipato alle istituzioni politiche messe in piedi dagli Stati Uniti, dato che dispongono di un indubbio seguito di massa soprattutto fra i curdi e gli sciiti.

Partito Comunista Iracheno (Quadri)

La scissione dal PCI di questo gruppo risale al 1985 e il suo principale leader è Nouri al-Mouradi. La sua consistenza effettiva è incerta, ma ha avuto una certa notorietà internazionale perché un suo appello ai partiti comunisti diffuso nel 1993 è stato rilanciato su molti siti Intenet e sulla stampa (tra cui il Manifesto). In questo testo il gruppo di al-Mouradi polemizzava aspramente con i dirigenti del PCI Iracheno accusati di essere “collaboratori e informatori della destra anglo-sionista”.

Questo appello e un successivo documento pubblicato in inglese, forniscono ulteriori elementi del profilo ideologico e politico di questo gruppo, che lasciano piuttosto perplessi.. Il PCI (Quadri), che sostiene apertamente la resistenza militare, dichiara di aver rinunciato all’ateismo e ha provveduto ad una rivalutazione delle correnti estremiste dell’islamismo, valutando favorevolmente il ruolo “anti-imperialista” assunto da Osama bin-Laden. Il movimento Salafita (estremista islamico) viene considerato parte integrante della lotta contro l’imperialismo. Gli attentati di New York dell’11 settembre, secondo il gruppo di al-Mouradi, non possono essere considerati “legalmente” atti terroristici in quanto l’America e al-Qaida erano già in guerra tra loro. Il PCI (Quadri) non riconosce la legittimità dell’esistenza di Israele.

Nell’agosto 2004 il gruppo dei “Quadri” ha pubblicato un comunicato nel quale si afferma che Saddam Hussein è ancora il presidente dell’Iraq e che questo gruppo comunista si schiera con lui nella guerra che conduce contro l’imperialismo.

Partito Comunista Iracheno (Quadri Avanzati)

Di questa formazione politica si conosce poco. Il suo leader è un ex importante dirigente del PCI, Baqer Ibrahim Al-Mousawi, escluso dall’Ufficio Politico del PCI nel giugno del 1984. Prima della guerra, aveva contatti con l’opposizione “patriottica” di Al-Kubaysi. Nel novembre del 2003 Baqer Ibrahim ha diffuso una lettera nella quale dichiarava di sostenere la resistenza e condannava la politica del PC Iracheno che avrebbe sostituito l’idea dell’antagonismo con l’imperialismo con quella della collaborazione con l’imperialismo. La lettera, firmata a titolo personale e non a nome di una organizzazione, è stata sottoscritta anche da altri due comunisti dissidenti appartenenti alla cosiddetta “opposizione patriottica” del PCI, Karim Ahmed e Khalid Al-Salam.

Al-Mousawi (che vive in esilio in Svezia) è anche uno dei primi firmatari dell’appello approvato al termine di un seminario di oppositori iracheni che si è tenuto a Beirut alla fine di luglio del 2005, che sostiene la “formazione di un Fronte Nazionale Iracheno per la Liberazione e la Ricostruzione Democratica”. I firmatari sostengono la lotta politica e armata contro gli occupanti, ma ritengono indispensabile, per allargare la lotta, la formazione di un ampio fronte democratico. Una condizione per la realizzazione di questo fronte è un “audace processo di critica ed autocritica nei confronti degli errori del passato”. Questa richiesta sembrerebbe in particolare rivolta nei confronti del Baath. Un altro elemento chiave dell’appello è l’invito a costruire l’unità di tutte le forze che si battono contro l’occupazione sia quelle armate sia quelle che utilizzato mezzi non-violenti di resistenza. Questo appello è stato sottoscritto anche da al-Mouradi, del PCI (Quadri), ma non da Sabah Jawad, del PCI (Direzione Centrale), presente all’iniziativa.

Il seminario è stato fatto oggetto di un duro attacco da parte del Baath ed anche di una presa di distanza dell’Alleanza Patriottica Irakena, (che raccoglie gruppi di sinistra alleati con i baathisti).

Movimento Comunista Nazionale Democratico d’Iraq

Questo gruppo dissidente del PCI sarebbe stato fondato nel 2001, ma le sue radici risalgono ad una corrente comunista sorta a metà degli anni ’80, che diede vita al giornale Al Manber (Tribuna). Nel momento più difficile per l’Iraq nella sua guerra contro l’Iran, alcuni dirigenti comunisti ritennero di doversi schierare per la difesa del proprio paese, e alcuni rientrarono a Baghdad nella speranza di poter approfittare di una apertura politica da parte di Saddam Hussein. Questa iniziativa non ebbe alcun successo e il gruppo si disperse.

Prima dell’invasione degli Stati Uniti, l’opposizione patriottica guidata da Al-Kubaysi, un ex baathista che per un certo periodo ha vissuto a Damasco, protetto dai siriani, si era riunita a Parigi. L’obbiettivo di questa coalizione era di convincere Saddam Hussein ad aprire il suo regime ad una parte dell’opposizione, quella che pur avendolo criticato, riteneva prioritario costruire l’unità nazionale contro gli Stati Uniti. Anche in questo caso nonostante i contati diretti avuti con il regime non c’è stato alcun seguito all’iniziativa. Per questo i comunisti “patriottici” criticano Saddam Hussein perché, rifiutando di mobilitare tutte le forze antimperialiste avrebbe indebolito la resistenza agli americani.

Il Movimento Comunista Nazionale Democratico, guidato da Ahmed Karim, che ha vissuto per molti anni a Praga, e Khalid Al-Salam, ha partecipato all’Alleanza Patriottica Irachena, ma la sua influenza all’interno dell’Iraq sembra molto limitata. Non è nemmeno chiaro se si tratti di una vera e propria organizzazione o solo di una rete di quadri che cerca di orientare quei militanti comunisti che non condividono la politica del PCI. Disponendo di alcuni dirigenti in esilio ha cercato di dare credibilità alla componente laica e non baathista della resistenza, componente che pure sembra essere del tutto minoritaria sul campo.

Unione del Popolo Iracheno

Si tratta di una altro gruppo di orientamento comunista che sostiene la resistenza armata, ma i cui contorni politici e la effettiva consistenza risultano ancora più incerti. Il promotore e leader del gruppo è Yusuf Hamdan, un professore universitario che nel 2000 aveva messo in piedi un Partito Comunista dell’Iraq alleato e riconosciuto da regime di Saddam Hussein. Gli era stato anche garantito un posto in Parlamento.

Per il PCI, ma anche per altri osservatori iracheni, si trattava di un gruppo “fantoccio” in pratica messo in piedi dai servizi segreti. Dopo l’invasione americana è riemerso alla luce del sole con la denominazione di Unione del Popolo. Si tratta dello stesso nome utilizzato dal PCI per la lista con cui ha partecipato alle elezioni del gennaio 2005.

All’interno del paese, l’atto politico più significativo del gruppo di Hamdan è la sottoscrizione del documento approvato il 15 febbraio del 2005 a seguito di una riunione delle forze contrarie all’occupazione, tenutasi nella moschea di Um al-Qura a Baghdad. Si tratta del testo che finora ha raccolto la più ampia adesione di forze “patriottiche”. Fra i firmatari figurano infatti la corrente di Muqtada Sadr (che peraltro conta dei suoi uomini anche nel governo e ha partecipato alle elezioni de 15 dicembre), l’Associazione degli Ulema Musulmani, che è la più rappresentativa associazione sunnita, il Fronte Patriottico per la Liberazione dell’Iraq (di cui fa parte il Baath illegale), il Congresso di Fondazione Nazionale Patriottico. Fra i gruppi minori che hanno sottoscritto il testo figura l’Unione del Popolo. Il documento chiede il ritiro delle truppe di occupazione e il riconoscimento del diritto alla resistenza, condanna il terrorismo, rivendica democrazia e elezioni, e l’identità araba ed islamica dell’Iraq.

Il PCI “fantoccio” di Hamdan aveva contatti con un piccolo gruppo stalinista belga, ma non era riconosciuto da altri partiti comunisti. L’Unione del Popolo ha recentemente ottenuto, piuttosto sorprendentemente, il riconoscimento del PC Spagnolo, che ha invitato Hamdan a tenere una serie di conferenze in Spagna nello scorso settembre. Durante questa visita, Hamdan ha rilasciato una intervista al settimanale comunista argentino “Nuestra Propuesta” nella quale afferma che il movimento comunista iracheno si è diviso in due parti, una è rappresentata dal PCI che collabora con l’occupazione e ha tradito il comunismo, l’altra è quella nella quale si colloca l’Unione del Popolo Iracheno che mantiene una relazione amichevole con la resistenza.

Di tutte le organizzazioni citate questa sembra la meno credibile. Se prima della guerra, il gruppo di Hamdan sembrava utilizzato dal regime per dividere i comunisti che si trovavano all’opposizione, ora sembra soprattutto funzionale a quei settori della resistenza militare che lo utilizzano per rendere credibile, soprattutto verso la sinistra europea, il carattere pluralista della resistenza.

In conclusione, nella intricata situazione irachena non è facile valutare il seguito e la effettiva rappresentatività di queste diverse tendenze. Per il PC Iracheno si conosce la consistenza elettorale: 70.000 voti, a cui si devono aggiungere i circa 45.000 voti ottenuti in Kurdistan nel 2002. Secondo una fonte americana, l’organizzazione kurda del PCI, avrebbe 5.000 aderenti. Sulla base della stessa proporzione iscritti/voti il PCI dovrebbe contare non più di 7-8.000 iscritti nel resto del Paese. Gli altri gruppi dovrebbero avere tutti un seguito minore. Paradossalmente le due tendenze le cui prese di posizioni hanno avuto più eco all’estero, il PCI(Quadri) e l’Unione del Popolo sembrano le meno credibili.

Tutte le opzioni politiche possibili nello scenario del dopo guerra sembrano perseguite dalle diverse correnti, ma nel complesso nessuna di esse è riuscita finora a ridare al movimento comunista quel seguito di massa che ha avuto tra la fine degli anni ’50 e la prima metà degli anni ’60. Errori strategici, subalternità all’Unione Sovietica, ma anche una durissima repressione e il profondo cambiamento sociale e culturale avvenuto in Iraq, sono tutti fattori che hanno contribuito a questa marginalizzazione.



Rispondere a questo articolo
Stampa l'articolo





In rete il numero di maggio del periodico cartaceo Lavoro e Salute
lunedì 21 - 12h19
di : Franco Cilenti
Primo maggio 1925, la Napoli proletaria non si piega ai fascisti.
mercoledì 2 - 21h25
di : Antonio Camuso
Desperados!
domenica 29 - 08h20
di : Antonio Camuso
IN RETE IL NUMERO DI MARZO DEL PERIODICO "LAVORO E SALUTE"
martedì 27 - 13h59
di : franco cilenti
L’Italia della Terra dei Fuochi e l’Abruzzo
giovedì 8 - 08h07
di : Alessio Di Florio (Associazione Antimafie Rita Atria)
Ma ora si diserti senza se e senza ma il branco dei benpensanti
giovedì 8 - 08h06
di : Alessio Di Florio
Nella Mia Ora di LIBERTA (video)
mercoledì 7 - 00h23
di : Fabrizio De André via FR
Citto Maselli e il suo appello al mondo della cultura – oltre 400 adesioni per P
venerdì 2 - 12h20
di : Franco Cilenti
Abbiamo aspettato troppo… Ora ci candidiamo noi!
mercoledì 28 - 19h10
di : Potere al popolo via RF
COLPO DI SCENA: POTERE AL POPOLO! E’ ANCHE UN LIBRO
mercoledì 28 - 19h05
di : Roberto Ferrario
Il documento approvato all’unanimità dalla Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
martedì 27 - 15h04
di : Franco Cilenti
Milano, 23 Febbraio 1986, l’omicidio di Luca Rossi
venerdì 23 - 14h05
di : Roberto Ferrario
Anni di Piombo: in ‘Sia folgorante la fine’, Valerio Verbano vive
giovedì 22 - 15h39
di : Sciltian Gastaldi via FR
In rete il numero di febbraio del Notiziario nazionale Dire, Fare Rifondazione
giovedì 15 - 10h41
di : Franco Cilenti
OMERTA’
domenica 11 - 12h51
di : FanculoaTuttiVoidiHyperion
propaganda razzista che si lega con omertà e connivenze con mafie e non solo ...
venerdì 9 - 14h36
di : Alessio Di Florio (Associazione Antimafie Rita Atria)
TERRORISMO BIANCO NAZIFASCIO LEGHISTA E MANDANTI
domenica 4 - 19h05
di : Lucio Galluzzi
Sognavamo cavalli selvaggi
giovedì 1 - 14h54
di : Luca Visentini via FR
In rete il numero di gennaio del periodico cartaceo Lavoro e Salute
martedì 30 - 12h37
di : Franco Cilenti
FACEBOOK ITALIA: PERCHE’ PER ME E’ UN DOVERE POLITICO ABBANDONARE IL "SOCIAL"
domenica 14 - 12h00
di : Lucio Galluzzi
I 59 anni della Rivoluzione cubana
martedì 2 - 13h57
di : Lucio Garofalo
REPUBBLICHETTA
martedì 19 - 19h02
di : Lucio Galluzzi
Col suo marchio speciale di speciale disperazione
domenica 26 - 16h59
di : Alessio Di Florio
In rete il numero di novembre del periodico cartaceo Lavoro e Salute
martedì 21 - 10h55
di : Franco Cilenti
È online il nuovo numero del periodico nazionale "dire, fare Rifondazione"
martedì 7 - 11h13
di : Franco Cilenti
Cesare Battisti. Vedrete che finirà con la solita truffa!
venerdì 6 - 14h57
di : Paolo Persichetti
Polizia spagnola spara proiettili di gomma dura contro i manifestanti (Video)
lunedì 2 - 17h49
Catalogna dice sì a indipendenza, 840 feriti in cariche ai seggi (video)
lunedì 2 - 10h23
In rete il numero di settembre del periodico cartaceo Lavoro e Salute
martedì 26 - 08h35
di : Franco Cilenti
MOVIMENTO MARCHESE DEL GRILLO
sabato 23 - 14h39
di : Lucio Galluzzi
Honteux
martedì 19 - 23h36
di : Mario
La pace colombiana benedetta da Francesco sporca del sangue yemenita
lunedì 11 - 23h52
di : pugliantagonista
Mafie, cullarsi nella favola vecchia dell’isola felice e nel silenzio delle cosc
lunedì 11 - 11h26
di : Alessio Di Florio
MAL’ARIA NERA
giovedì 7 - 21h25
di : Lucio Galluzzi
Stupro di Rimini:la conferma, fu stupro etnico
mercoledì 6 - 16h14
di : pugliantagonista
Stupro di Rimini: i molti quesiti irrisolti
lunedì 4 - 22h07
di : pugliantagonista
LETTERA APERTA A FILIPPO FACCI: AIUTATE POVIA, MA A CASA VOSTRA!
sabato 2 - 13h26
di : Lucio Galluzzi
COSCIENZE E VARECHINA
venerdì 1 - 14h57
di : Lucio Galluzzi
Stupro di Rimini :"applicare l.internazionale, crimine contro umanità"
giovedì 31 - 14h10
di : pugliantagonista
Terremoto di Casamicciola
martedì 22 - 17h08
di : Lucio Garofalo

home | webmaster



Monitorare l'attività del sito
RSS Bellaciao IT


rss FR / rss EN / rss ES



Bellaciao hosted by DRI

Le silence est la plus grande persécution ; jamais les saints ne se sont tus. Blaise Pascal
Facebook Twitter Google+
DAZIBAO
Sognavamo cavalli selvaggi
giovedì 1 Febbraio
di : Luca Visentini via FR
Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
Leggere il seguito
"Il sogno di Fausto e Iaio" film di Daniele Biacchessi e Giulio Peranzoni alla "Maison D’Italie" a Parigi (trailer)
domenica 8 Gennaio
di : Enrico Persico MUSICA Italiana Paris
CARISSIMI TUTTI CLASSI EDIZIONI PARIGI E MUSICA ITALIANA PARIGI IN COLLABORAZINE CON LA MAISON D’ITALIE VI INVITANO ALLA PROIEZIONE IN ITALIANO DEL FILM DI DANIELE BIACHESSI _vIL SOGNO DI FAUSTO E IAIO ALLA MAISON D’ITALIE _v7 A, boulevard JOURDAN _v75014 PARIS LE VENDREDI’ 20 GENNAIO ALLE 18,30 SEGUIRA’’ DIBATTITO CON DANIELE BIACHESSI E ALESSIIA MAGLIACANE DI CLASSI EDIZIONE SERATA IN ITALIANO IL SOGNO DI FAUSTO E IAIO Un film di Daniele (...)
Leggere il seguito
Io, in quanto europea/o, rifiuto che le/i rifugiate/i siano respinte/i in mio nome
giovedì 10 Marzo
di :
©Olivier Jobard/Myop Io, in quanto europea/o, rifiuto che le/i rifugiate/i siano respinte/i in mio nome IL DIRITTO D’ASILO E’ UN DIRITTO Nell’espressione “diritto d’asilo”, ogni parola è importante. Un DIRITTO offre a qualsiasi persona perseguitata per le proprie opinioni o identità, minacciata da violenza, guerra, o miseria, la possibilità di trovare ASILO in un paese diverso dal proprio. Lo scopo di questa petizione è (...)
Leggere il seguito
L’Italia ha torturato alla Diaz. Condanna europea (video e sentenza)
martedì 7 Aprile
di : via Collettivo Bellaciao
5 commenti
"Quanto compiuto dalle forze dell’ ordine italiane nell’irruzione alla Diaz il 21 luglio 2001 "deve essere qualificato come tortura". Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia non solo per quanto fatto ad uno dei manifestanti, ma anche perché non ha una legislazione adeguata a punire il reato di tortura." Il sintetico lancio dell’agenzia Ansa contiene solo l’essenziale, ma si tratta di un fatto politicamente enorme. (...)
Leggere il seguito
Morto Francesco Di Giacomo, voce e anima del Banco (video Full Album)
sabato 22 Febbraio
di : Collettivo Bellaciao
2 commenti
A 67 anni in un incidente stradale alle porte della capitale perde la vita un grande protagonista della scena progressive italiana Un inci­dente stra­dale alle porte di Roma ha cau­sato la morte di Fran­ce­sco Di Gia­como, voce solita dei Banco del Mutuo Soc­corso, sto­rica band romana tra le più rap­pre­sen­ta­tive del rock pro­gres­sive ita­liano. Fon­dato nel 1969, il Banco del Mutuo Soc­corso, insieme alla Pre­miata For­ne­ria Mar­coni, gli Area e a Le Orme, ha por­tato in Ita­lia le (...)
Leggere il seguito
Domani 22 febbraio, ore 16, davanti la lapide che ricorda Valerio Verbano
venerdì 21 Febbraio
di : le compagne e i compagni di Valerio
1 comment
VALERIO VERBANO 22/02/1980-22/02/2011 UCCISO DAI FASCISTI. Il nome di Valerio Verbano, trentaquattro anni dopo il suo assassinio, continua a suscitare emozione. Dire che Valerio vive nelle lotte giorno dopo giorno non è retorica, è davvero così, a Roma e non solo. La storia di Valerio continua essere un’arma in più per cambiare l’esistente, per resistere alla crisi, a partire da un’idea di antifascismo fatto di pratiche sociali e culturali, progetti di autoformazione e (...)
Leggere il seguito
Ucraina. I “martiri dell’Unione Europea”? Sono neonazisti 3 live-stream
venerdì 24 Gennaio
di : Marco Santopadre
E’ davvero singolare l’ipocrisia dell’establishment dell’Unione Europea. Se le grandi famiglie europee del centrodestra e del centrosinistra proprio in queste settimane sono in prima fila nel chiedere ai cittadini del continente di non votare per forze politiche xenofobe o di estrema destra alle prossime e imminenti elezioni europee, allo stesso tempo sono proprio formazioni ultranazionaliste, razziste e a volte apertamente ispirate al fascismo e al nazismo quelle (...)
Leggere il seguito
Hugo Chavez é morto (video live)
mercoledì 6 Marzo
di : Collettivo Bellaciao
5 commenti
Il presidente compagno venezueliano Hugo Chavez é morto dopo una lunga battaglia contro un cancro.
Leggere il seguito
Palestina è FATTO! Il primo passo è stato compiuto
venerdì 30 Novembre
di : Collettivo Bellaciao
Nonostante l’ostruzione del più forte paese imperialista. Anche se esiste un percorso abissale ancora a percorrere, questo riconoscimento timido assomiglia di già a un schiaffo... non ci risparmiamo di questo "piccolo" piacere! Mabrouk (felicitazioni), per questo primo passo!
Leggere il seguito
Cassa di Resistenza per i lavoratori colpiti dal terremoto in Emilia Romagna
giovedì 31 Maggio
di : Collettivo Bellaciao
I compagni e le compagne del PRC dell’Emilia-Romagna hanno organizzato una cassa di resistenza per dare solidarietà attiva alle/ai lavoratrici/lavoratori le cui fabbriche sono state distrutte dal terremoto, nonché alle famiglie dei lavoratori rimasti uccisi dal crollo dei capannoni. Facciamo appello ai Gruppi di Acquisto Popolare ed a tutte le strutture del Partito per attivarsi da subito per raccogliere in particolar modo fondi. I versamenti potranno essere effettuati sul conto (...)
Leggere il seguito
STORIA DEL 1° MAGGIO
martedì 1 Maggio
di : Roberto Ferrario
A Parigi il Collettivo Bellaciao si ritrova come ogni anno nella manifestazione che percorre la città. di Roberto Ferrario Il 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione. "Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire" fu la parola d’ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran (...)
Leggere il seguito
25 aprile: la resistenza in Italia
mercoledì 25 Aprile
di : Collettivo Bellaciao
La sfilata della Liberazione a Milano (5 maggio 1945) guidata dal Comando Generale del Corpo Volontari della Libertà. Fu l’atto simbolicamente conclusivo della Resistenza italiana al nazifascismo (in effetti la lotta armata si protrasse in numerose località, specie del Nord-Est, sino ai primi giorni del maggio 1945) e delle insurrezioni popolari che, sostenute dalle formazioni militari di partigiani e patrioti, consentirono la liberazione delle grandi città del Nord Italia prima (...)
Leggere il seguito
DAX NEL CUORE E NELLA LOTTA
venerdì 16 Marzo
di : Milano
16 marzo 2012 Via Brioschi Milano dalle 20.30 letture e interventi in ricordo di Dax e corteo per il Ticinese tutti presenti..... CHI LOTTA NON MUORE MAI......
Leggere il seguito
Parigi: solidarietà con i NoTav (video con Oreste Scalzone)
giovedì 8 Marzo
di : Collectif Bellaciao
Sabato 3 marzo un raduno di una centinaia di persone in faccia al Centro Pompidou in solidarietà con il movimento notav italiano, dopo l’assemblea organizzata in questa occasione una piccola manifestazione si è organizzata fino alla piazza del Chatelet Lunedì, 6 marzo, la sede della RAI di Parigi è stata occupata simbolicamente in protesta contro il modo in cui i grandi mezzi di comunicazione italiani, tra cui la RAI, partecipano alla criminalizzazione del movimento NoTAV, senza dare (...)
Leggere il seguito
Valerio Verbano (Roma, 25 febbraio 1961 – Roma, 22 febbraio 1980) (video)
martedì 21 Febbraio
di : Collettivo Bellaciao
1 comment
MERCOLEDI’ 22 FEBBRAIO ore 16,00 in via MONTE BIANCO 114 UN FIORE PER VALERIO, presidio alla lapide sotto casa di VALERIO. ore 17,00 partenza del corteo... MAI COME QUEST’ANNO TUTTI E TUTTE...
Leggere il seguito