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Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
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Missione in Afghanistan, io non la voterei

di : Vittorio Agnoletto
giovedì 22 giugno 2006 - 15h58
1 comment

di Vittorio Agnoletto

Non invidio i pacifisti che ora siedono nel parlamento italiano. Ne conosco le convinzioni profonde e so quali difficili giornate stanno vivendo. Da settimane sono sottoposti ad una forsennata campagna che cerca di accreditare la tesi secondo la quale la sopravvivenza del governo è appesa alla loro disponibilità a dare il via libera alla permanenza dei militari italiani in Afghanistan: altrimenti saranno considerati i responsabili di un salto nel buio.

Non li invidio. Dico subito che non mi piace chi punta preventivamente il dito accusatorio e aggiungo che, qualunque sarà la loro scelta, intatta resterà la stima e la consonanza politica.

Credo sia giusto che almeno noi, non li lasciamo soli, ma ci assumiamo le nostre responsabilità ragionando collettivamente a voce alta. Non mi sottraggo quindi ad esprimere il mio pensiero: io non voterei una mozione che preveda la permanenza del nostro contingente in Afghanistan.

L’attuale condizione di quel Paese è sotto gli occhi di tutti: un governo sostenuto dagli Usa che non controlla completamente nemmeno Kabul e che si appoggia ai signori della guerra; la produzione di oppio raddoppiata negli ultimi quattro anni; il moltiplicarsi in tutto l’Afghanistan di basi militari Usa destinate a rimanere sine die; una presenza ONU che appare sempre più come la dama di corte della Nato; il terrorismo che, lungi dall’essere sconfitto, si è diffuso in tutta la regione. Una vera e propria situazione di guerra destinata ad ampliarsi.

«Contro la guerra senza se e senza ma», «Fuori la guerra dalla Storia»: non sono slogan, ma rappresentano la rottura definitiva con una cultura che ha dominato per millenni. La guerra non più come prosecuzione della politica o come levatrice della Storia, ma riconosciuta drammaticamente come strumento in grado di porre fine alle vicende umane.

Chi parla di «guerra preventiva», di «guerra umanitaria» esprime la falsa coscienza. Di chi, consapevole della tragedia umana che rischia di innestare, cerca di occultare un’opzione che nasconde gli interessi economici e politici di sempre.

L’appello di don Ciotti, padre Zanotelli e Gino Strada non indica un’opzione tattica, ma ribadisce una discriminante strategica, etica e politica.

So bene che chi partecipa ad una coalizione è consapevole che saranno necessarie delle mediazioni. Non ho una visione manichea della politica, né penso che il nostro destino debba essere sempre quello di rimanere all’opposizione. Sono stato e resto convinto della necessità dell’Unione, non solo per battere le destre, ma anche per cercare di realizzare un governo rispettoso delle garanzie costituzionali e attento alle concrete condizioni di vita dei ceti popolari. Ma si può rinunciare a quello che per noi non è semplicemente un valore, ma è parte costituiva fondamentale delle stesse ragioni che ci spingono a fare politica?

La responsabilità di mantenere insieme una coalizione è di tutti, e non può essere addebitata solo ad una parte. Una coalizione non si governa con il maggioritario, altrimenti sarebbe stato sufficiente aderire ad un programma scritto da DS e Margherita: tutti gli altri avrebbero potuto solo decidere se essere passivi portatori d’acqua o se rinunciare all’alleanza. Per questo è stato scritto un programma condiviso.

Ma in questo caso non si tratta di rispettare i patti siglati: la missione in Afghanistan non è contenuta nel programma dell’Unione, e non poteva essere altrimenti: molte forze politiche non l’avrebbero firmato. Lo sanno tutti: lo sa bene D’Alema, che, infatti, con un tatticismo di corto, cortissimo respiro, cerca di alzare la posta chiedendo un aumento del contingente per poi offrire una mediazione sul mantenimento della situazione attuale. Lo ha sempre saputo Prodi. Se non lo sa , penso che sia opportuno ricordarglielo.

Può stare certo che almeno su questo punto la presenza della sinistra radicale al governo non costituisce un fatto folcloristico.

A chi, nel ruolo non disinteressato di novella Cassandra, di fronte ad un simile confronto prevede una sopravvivenza fortemente limitata nel tempo, rispondo che la discussione che abbiamo di fronte ora è probabilmente una delle più difficili. Nulla infatti, per chi proviene dalla storia dei movimenti di questi ultimi anni, è maggiormente fondante del rifiuto senza se e senza ma della guerra.

Il manifesto



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> Missione in Afghanistan, io non la voterei
1 luglio 2006 - 13h53 - Di 54259e048ca0e637a6100b6a11df4cfd...

IO NON NE POSSO PIU’ - MESSAGGIO DISPERATO AGLI ANTAGONISTI IN ASCOLTO –

Ho letto da qualche parte che - Il problema della sinistra è dare rappresentanza a coloro che ne sono sprovvisti attraverso una pratica politica che coniughi le istanze di movimento con la necessità della rappresentanza, in modo da incidere sul reale per trasformarlo- questo dovrebbe essere lo scopo della sinistra, rappresentare veramente i bisogni delle persone, togliere il potere a chi ne ha già troppo.

E invece eccoli qui, gli IRRIDUCIBILI quelli che hanno tanto a cuore le questioni di principio,perchè dei problemi della vita reale non sanno niente. Passate la vostra vita a manifestare e discutere, mentre la maggior parte di noi, poveri deficienti, deve arrivare alla fine del mese, e se non è così qualcuno vi ha fatto il lavaggio del cervello perchè visti da qui sotto sembrate veramente stare dall’altra parte.
Abbiamo dovuto sopportare il quasi dittatore del Silvio ridens e la sua cricca per tanti anni, le sue televisioni hanno fatto il lavaggio del cervello al paese, stavamo quasi per riperdere, e in questi anni i ricchi sono diventati sempre più ricchi, le case costano una vita o più, il lavoro è sempre più precario, l’arroganza di chi ha il potere nei confronti dei miserabili centuplicata. La realtà, la realtà terra terra per i miserabili è diventata molto, ma molto, più dura.
E in questi anni ho continuato a pensare e ripensare al perchè dovesse cadere il governo d’Alema, a quanto male ne sia venuto per noi gente normale.
E oggi ci risiamo di nuovo...!!!

NON NE POSSO PIU’

Io non sono una raffinata intellettuale, quando incontro qualche tronfio antagonista che ha passato anni e anni sui libri mi mette nel sacco con complicate teorie in cui capisco poco. Quindi chiedo agli scienziatopolitico all’ascolto una domanda semplice sperando in una risposta semplice:
PERCHE’ SIETE ANDATI AL GOVERNO? PERCHE’?

Vi ci ha mandato Silvio? Quanto vi ha pagato infami, quanto?
Come lo vedo che ride di gusto nella sua villazza da strapotente, come li vedo che aspettano all’angolo per cantare “te l’avevo detto”.
Aveva ragione lui quando in campagna elettorale sbeffeggiava Prodi e il suo programma, così pieno di cose inaudite per i potenti e così belle per noi miserabili (non tutte certo, ma c’era una gran differenza rispetto a prima). Lo sbeffeggiava dicendo che tanto dopo un mese la sinistra antagonista lo avrebbe mandato a casa. E io e gli altri come me dicevano, no, vedrai che sono cambiati, vedrai che ora hanno messo più sale in zucca.

E INVECE NO!

Ho sempre pensato che la politica e lo stare al governo è un po’ come fare le riunioni di condominio, vorresti ammazzare il vicino stronzo, vorresti sparisse, potresti discutere per ore su come sarebbe meraviglioso un mondo senza vicini rompiballe, come sarebbe bello vivere in una villa isolata in riva al mare, oppure in una comune dove ci si vuole tutto bene, poi SCENDI DAL PERO, apri gli occhi e sei nella riunione di condominio e li ci resti e o li ammazzi tutti, sperando che quelli che arrivano in sostituzione non siano peggio, oppure cerchi la mediazione, il dialogo, la convinzione e ti adegui a sopportare la tua parte per il bene comune.

IL BENE COMUNE….LA REALTA’ ah, la sinistra antagonista non sa nemmeno dove sta di casa. Sapete, fascisti travestiti, qual è il vostro motto “me ne infischio” “me ne frego” altro che “palestina libera” alla prossima discesa in piazza ve lo faccio io lo striscione “io me ne infischio” e poi ve lo do da reggere, è molto appropriato.
CHISSENEFREGA SE CADE IL GOVERNO, noi anime candide, mica possiamo abbassarci a queste logiche di maggioranza, chi siamo l’UDC? nooo, a voi non frega niente se cade il governo, voi vi guadagnate il pane in altro modo, e scendete in piazza parlando dei precari….
INFAMI!!! Sciacquatevi la bocca prima di parlare, se aveste un minimo a cuore la salute dei precari e dei miserabili che il clan berluscao ha portato ai minimi storici ci pensereste non una ma 1000 volte prima di mettere a repentaglio la maggioranza.
LA REALTA’ è che c’è bisogno di senso DI RESPONSABILITA’, il governo è questo, la maggioranza risicata è questa, sarebbe bello che non lo fosse, MA E’ COSI’ sarebbe bello poter votare diversamente MA NON SI PUO’

e invece voi ve ne fregate! Io ME NE INFISCHIO!! VERO??
cosa saranno altri 10 anni (perché se riperdiamo per 10 anni, per sempre ce li ritroviamo al governo i berluscones), cosa saranno milioni di morti per la causa del comunismo, ammazzarne uno per educarne 100?? vero?? pacifisti dei miei stivali, la bandiera della pace dovrebbe stingersi per la vergogna in mano a voi, vi fa tanta bua l’Afganistan? E gli italiani che moriranno perché la vita li stiancherà prima del tempo, che non riusciranno a curarsi perché non hanno i soldi per la clinica privata, che si spataccheranno in macchina perché sono troppo stanchi al mattino, di quelli non ve ne frega niente, vero???

Sapete cosa vi dico, che io, che voto a sinistra da quando ho l’età per farlo, (circa 15 anni) che sono non violenta e pacifista, che sono sempre stata troppo buona, se questo governo cade per colpa vostra, faccio l’inaudito, entro in un negozio sportivo, compro una mazza da baseball e vengo nei vostri centri sociali, nelle vostre sedi e faccio la pazza, perché vi assicuro che se questo governo cade per colpa vostra la rabbia che mi verrà in corpo e che già sento adesso dovrà trovare uno sfogo, e lo troverà, oh cielo se la troverà.
E non sarò la sola
ANTAGONISTI AVVISATI

Mauro Bulgarelli (Verdi),
Loredana De Petris (Verdi),
Fosco Giannini (Prc),
Claudio Grassi (Prc),
Gigi Malabarba (Prc),
Fernando Rossi (Pdci),
Giampaolo Silvestri (Verdi),
Franco Turigliatto (Prc),
Mario Botta ()

avvisati anche loro

Mila - Bologna






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