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Armi per produrre danni alle persone ......

di : ELETTRA DEIANA
martedì 16 dicembre 2003 - 19h49

Resoconto stenografico dell’Assemblea

Seduta n. 385 del 6/11/2003

(Nuovo elenco dei materiali d’armamento a disposizione delle Forze armate - n. 2-00960)

PRESIDENTE. L’onorevole Deiana ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00960 (vedi l’allegato A - Interpellanze urgenti sezione 10).

ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, su questa materia ho già presentato, insieme con la collega Pisa, un’interrogazione lo scorso 1o agosto, ma il ministro della difesa non ha risposto. L’interpellanza urgente in esame discende quindi anche da quel silenzio che è seguito a un’interrogazione da noi ritenuta particolarmente importante, riferita al supplemento ordinario n. 119 della Gazzetta ufficiale n. 171 del 25 luglio 2003, relativo a un decreto firmato dal ministro Martino - come di sua competenza, trattandosi di questioni militari e di guerra - e dai ministri Frattini, Pisanu, Tremonti e Marzano.

Il citato supplemento ordinario concerne il nuovo elenco dei materiali d’armamento aggiornati di cui saranno dotate le Forze armate e le forze dell’ordine. Nell’elenco sono compresi anche materiali ed apparecchiature la cui natura non sembra affatto corrispondere all’ordinamento italiano che presiede all’uso di armamenti, armi e materiale bellico. Intendo soffermarmi su due aspetti. Il primo è costituito dai materiali che vengono menzionati nel decreto: si tratta di un lungo e micidiale elenco di agenti chimici, letali per le persone, gli animali, e l’ambiente. Il secondo aspetto che intendo mettere in evidenza è dato dalla puntigliosità con cui si descrive l’utilizzazione di questo materiale. Si spiega, ad esempio, che tali agenti biologici e sostanze radioattive devono essere adottati dai militari italiani in quanto adatti ad essere utilizzati in guerra (sono parole testuali). Ancora, si precisa che tali agenti tossici e chimici saranno idonei a determinare danni alle popolazioni o agli animali, a degradare materiali e a danneggiare le colture e l’ambiente.

Di quali materiali si tratta? Tra gli altri, è presente il Sarin, il gas nervino utilizzato nell’attentato alla metropolitana di Tokyo ad opera della setta Aum Shinrikyo nel 1995, che è una delle sostanze più velenose e letali prodotte in laboratorio e capace di uccidere al solo contatto con la pelle, considerata tra le armi segrete di Al Qaeda, come aveva denunciato sul Corriere della sera del 20 novembre 2001, in uno dei suoi reportage, la giornalista Maria Grazia Cutuli. Sono presenti altre sostanze, come il Soman, il Tabun, il Vx, tutte appartenenti agli aggressivi chimici ad altissimo livello di tossicità, che su uno dei principali siti Internet per l’informazione sanitario-farmaceutica - Giofil, banca dati sanitaria farmaceutica - vengono considerati relativamente facili da sintetizzare e per questo ritenuti particolarmente interessanti per attività terroristiche.

Tra i materiali di cui si dovrebbe dotare l’esercito italiano c’è anche l’agent orange, il famigerato erbicida noto per l’uso intensivo con cui gli Stati Uniti combatterono la resistenza delle popolazioni del Vietnam e che inquinò il paese negli anni sessanta con oltre duecento chili di diossina, le cui conseguenze sull’ambiente e sulle popolazioni di quel paese, oltre che sugli stessi militari americani che ne fecero uso, continuano a provocare tumori, malformazione e morti. Oltre a questi prodotti, vi sono elencati altri aggressivi chimici e sostanze tossiche utilizzabili per un fronte più interno - diciamo così -, come gas lacrimogeni antisommossa e gas urticanti di ultima generazione. Inoltre, sempre nel decreto, è prevista l’acquisizione di apparecchiature e tecnologie progettate o modificate per la disseminazione e la produzione di agenti tossici. Vorrei esporre un commento politico che mi piacerebbe rivolgere direttamente al ministro Martino che, da tempo, non ho il piacere di vedere in nessuna sede di questo Parlamento, nonostante le reiterate interrogazioni, interpellanze e via discorrendo. Il ministro Martino ci ha abituato ad una tecnica comunicativa e anche ad una pratica politica ispirata ad un principio molto caro ai neoconservatori americani.

Si tratta del principio dello shock and awe: praticamente, colpire la fantasia degli interlocutori e lasciare scombussolati. Poi, magari, quello che si fa non è all’altezza di quello che si dice. Però, è un modo di anticipare scelte e di scegliere argomenti a suffragio di tali scelte che, insomma, abitua l’opinione pubblica ad una disgregazione del tessuto legislativo e dei riferimenti costituzionali su questioni che attengono alla pace e alla guerra, trattandosi del ministro Martino. Piano, piano, dopo questo shock and awe, si diffonde l’abitudine dell’orecchio e degli occhi a considerare tutta una serie di questioni, che in altri tempi avrebbero scombussolato le menti, come normali elementi con cui dobbiamo convivere. Credo che, invece, si debba chiarire la natura di queste disposizioni, si debba chiarire in che modo un’indicazione di acquisto di questo genere sia congrua non soltanto con la tanto bistrattata Costituzione italiana, non soltanto con tutte le convenzioni e con gli impegni internazionali dell’Italia a promuovere in tutte le sedi il disimpegno per quanto riguarda le armi di distruzione di massa, ma anche con una legge che dovrebbe essere ancora vincolante, nonostante le modifiche negative apportate in seguito alla ratifica degli accordi di Farnborough. Si tratta della legge 9 luglio 1990, n. 185, che pone il divieto di fabbricazione, importazione, esportazione e transito di armi biologiche, chimiche e nucleari.

Chiedo al sottosegretario Berselli di spiegarci bene quali siano le finalità di utilizzazione di questi materiali, in quali siti saranno collocati e quali siano gli scenari a cui dovremo prepararci o che dovremo fronteggiare, visto che nel decreto ministeriale si parla espressamente di utilizzazione in guerra e di finalità distruttive - come dicevo - prima contro popolazioni, animali, materiali, colture e ambiente. Allora, evidentemente, a meno che non si tratti di spese fatte tanto per spendere, nei piani, nei progetti o nelle preoccupazioni - perché anche di questo potrebbe trattarsi - noi dobbiamo attrezzarci a simili scenari, oppure ho ragione io che si tratta di propaganda bellica per abituarci a convivere con la concretezza di simili possibilità. Ancora, la domanda che facciamo è quali siano le misure che eventualmente il Governo intende prendere non soltanto per abituare la popolazione italiana a convivere con simili terrificanti prospettive, ma anche per godere del diritto, finché è possibile, alla sicurezza della popolazione e dell’ambiente. Quindi, riguardo a questo materiale chiediamo di sapere dove sarà stoccato e a quali sistemi di sicurezza verrà sottoposto ed, in ogni caso, in che modo tutto questo venga giustificato alla luce della legge, della Costituzione e degli accordi internazionali sottoscritti dall’Italia.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la difesa, onorevole Berselli, ha facoltà di rispondere.

FILIPPO BERSELLI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, onorevole Deiana, il supplemento ordinario n. 119 della Gazzetta Ufficiale n. 171 del 25 luglio 2003 è il nuovo elenco dei materiali d’armamento da sottoporre a controllo a norma della legge n. 185 del 1990 e non l’elenco dei materiali di cui si doteranno le forze armate e i corpi di polizia italiani. Questo è bene chiarirlo subito perché ci è sembrato che nel contesto dell’interpellanza dell’onorevole Deiana si fosse fatta involontariamente un po’ di confusione su questi due aspetti. Infatti, l’articolo 3 di tale legge prevede l’elenco dei materiali d’armamento ed è approvato con decreto del ministro della difesa, di concerto dei ministri degli affari esteri, dell’interno, delle finanze, dell’industria, del commercio e dell’artigianato, delle partecipazioni statali e del commercio con l’estero, da emanarsi entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

L’individuazione di nuove categorie e l’aggiornamento dell’elenco dei materiali d’armamento sono disposti con decreto da adottarsi nelle forme suindicate, avuto riguardo all’evoluzione della produzione industriale, a quella tecnologica, nonché agli accordi internazionali cui l’Italia aderisce. Si sottolinea che l’elenco in questione viene redatto con l’evidente obiettivo di esercitare un rigoroso controllo sulla delicata materia, non ultimo quello di non permettere l’incondizionata circolazione di materiali pericolosi, costringendo quindi produttori e acquirenti a richiedere una esplicita licenza di esportazione. Pertanto, le preoccupazioni degli onorevoli interpellanti trovano soddisfazioni proprio nel provvedimento emanato con il quale si assicura, nel rispetto delle legge vigente, il controllo sull’intera materia con le stesse finalità e con il medesimo spirito che animano, indubbiamente, l’atto di sindacato ispettivo cui si risponde.

PRESIDENTE. L’onorevole Grandi, cofirmatario dell’interpellanza, ha facoltà di replicare.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, credo che la risposta del sottosegretario Berselli mi confermi in un’opinione che avevo prima per cui il Governo e i suoi esponenti, in questo caso, non possono rendersi responsabili di andare contro una norma di legge esplicitamente prevista e per di più anche a un orientamento politico che può rifarsi alla Costituzione e alla prassi di questi anni riguardante l’utilizzo di armi che non sono lecite e non sono permesse nel nostro paese e contro le quali, tra le altre cose, proprio in Italia si è sviluppata una campagna di qualche rilievo. Ad esempio, ricordo la campagna contro le mine anti-uomo che è pur sempre un risultato importante di civiltà che dobbiamo registrare.

Quindi, a me fa piacere sentire da parte del sottosegretario Berselli un’assicurazione riguardante l’indicazione dei materiali d’arma secondo i criteri indicati dalla legge e nello stesso tempo l’individuazione di materiali che non possono e non debbono essere usati. Tuttavia, vorrei chiedere fortemente al sottosegretario Berselli un supplemento di chiarimento (non lo potrà dare in questa sede), che riguarda in ogni caso un messaggio che, per la valenza degli argomenti sollevati dalla collega Deiana, merita da parte sua, del ministro e del Governo una certa attenzione. Lo dico in tono molto pacato, perché l’obiettivo, quando si tratta della vita delle persone, ovviamente trascende la polemica politica.

Il primo obiettivo che tutti dobbiamo porci è fare in modo di mettere in sicurezza le persone, civili e militari, non solo in Italia, ma anche in altre zone e teatri di guerra. Vorrei ricordare, proprio a tale proposito, certe indagini e dati emersi recentemente. Ad esempio, mi è capitato, di leggere articoli de Il Tirreno, concernenti, in particolare, i militari che sono rientrati dalle zone di guerra, in cui il nostro paese non ha svolto compiti di guerra, ma molto spesso operazioni di peace keeping o di sostegno alla ripresa di zone che sono state teatro di guerra, in cui, purtroppo, sono stati usati armamenti sulla base dell’uranio arricchito. Dalle indagini che sono state riportate da tali quotidiani - mi riferisco, in modo particolare, a Il Tirreno, ma non solo - sono emersi dati abbastanza preoccupanti non solo per le popolazioni civili, ma anche per i militari che si sono trovati a contatto ed esposti ad agenti chimici di questo tipo.

Un altro dato che vorrei ricordare riguarda le forze dell’ordine; giustamente, vi è una certa attenzione nei confronti dei cittadini che vengono coinvolti quando, per il mantenimento dell’ordine (qualche volta anche non solo per questo), si utilizzano i mezzi necessari al fine del raggiungimento dell’obiettivo. Emergono danni per la salute di coloro che vengono a contatto con tali agenti. Anche gli agenti di polizia che vengono a contatto con i suddetti molto spesso ne risentono. Vi sono indicazioni molto precise che provengono dai sindacati di polizia, da coloro che rappresentano le forze dell’ordine, dai Cocer dei carabinieri e della Guardia di finanza, che hanno espresso in più occasioni, preoccupazione per la natura degli agenti chimici utilizzati in alcune situazioni.

In qualche caso, si è rinunciato ad usare tali agenti, perché pericolosi sia per chi li doveva subire per altre ragioni, sia per coloro che li usavano. Quindi, il tema è effettivamente di una certa complessità e merita una particolare attenzione. Per tale motivo, vorrei in breve riformulare al sottosegretario Berselli alcune domande per avere un supplemento di istruttoria riguardo ai ragionamenti svolti in questa sede. In primo luogo, occorre partire dalla conferma del rispetto delle normative esistenti. Non credo vi siano dubbi al riguardo, ma vale sempre la pena di ricordarlo. In secondo luogo, occorre avere particolare attenzione nei confronti di un paese che tende ad essere sempre più esposto in scenari in cui si possono presentare problemi di questo tipo, magari non per iniziativa propria, ma perché altri non hanno le stesse normative e non sottostanno alle stesse garanzie o a quant’altro.

In terzo luogo, occorre predisporre le garanzie necessarie affinché i comandi, in particolare, siano ulteriormente sensibilizzati in tale direzione, nell’interesse - lo ripeto -, non solo delle popolazioni civili, sia all’estero sia in Italia, quando si tratta di operazioni di ordine pubblico, ma anche di coloro che sono soggetti - perché militari, agenti di polizia, carabinieri o guardie di finanza - degli interventi operativi in quei settori. Può capitare, anche senza attribuire una volontà particolarmente malevole, di adottare o di immaginare di adottare strumentazioni che non siano perfettamente corrispondenti, non solo ad un principio di precauzione generale, ma anche a quello relativo a soggetti eventualmente chiamati ad attuare questi interventi.

Mi sembra possa essere utile, ed è il quarto punto che intendevo sollevare, avere un aggiornamento anche di natura scientifica, una sorta di monitoraggio o osservatorio, decidete voi come introdurre un elemento di novità di questo tipo, perché sono troppi i casi, in particolare negli ultimi anni, in cui prima si è fatto, e poi si è pensato a quello che si stava facendo. Poiché il principio di precauzione è un principio al quale siamo obbligati, - ed in questo momento non siamo impegnati in fronti di guerra che giustificano un atteggiamento sommario, anzi siamo impegnati in azioni che hanno obiettivi esattamente contrari a quelli di guerra -, credo che un principio di precauzione ulteriore sia molto utile. Pertanto sarebbe importante che il Ministero della difesa, non sugli aspetti che sono oggetto di attenzione ed in qualche modo anche di riservatezza, - non è infatti di questo che stiamo parlando, bensì dell’operatività -, quanto sugli strumenti che vengono adoperati sperimentasse una particolare trasparenza ed una rassicurazione dell’opinione pubblica, oltre che naturalmente di coloro che si sono fatti carico di questa interpellanza.

Credo che questa sarebbe una cosa molto utile, in modo tale che fosse chiaro all’opinione pubblica l’indirizzo chiaro e netto del ministero nel dare esecuzione piena agli orientamenti delle leggi dello Stato, ma diciamo pure ad un sentimento molto forte e diffuso nell’opinione pubblica e che mi sento di dire, e per questa ragione ho cercato di porre la risposta in termini costruttivi, non estraneo a coloro che pure, militando in un’altra parte politica, hanno oggi compiti di governo, ma non credo che siano o possano essere insensibili alle esigenze di tranquillità e sicurezza delle persone, quando sono chiamati a svolgere compiti di ordine pubblico.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti.

Allegato A Seduta n. 385 del 6/11/2003

(Sezione 10 - Nuovo elenco dei materiali d’armamento a disposizione delle Forze armate)

L)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della difesa, per sapere - premesso che: nel supplemento ordinario n. 119 della Gazzetta ufficiale n. 171 del 25 luglio 2003, concernente il nuovo elenco dei materiali d’armamento aggiornati alle intese internazionali intercorse in merito alla legge n. 185 del 9 luglio 1990, di cui saranno dotate le forze armate e le forze dell’ordine, sono compresi, tra gli altri, materiali, sostanze e apparecchiature, la cui natura non sembra corrispondere alla natura che il nostro ordinamento costituzionale attribuisce all’esercito della Repubblica italiana;

tra questi materiali ed armamenti sono inclusi, infatti, agenti biologici e sostanze radioattive adatte per essere utilizzati in scenari di guerra e, comunque, per produrre danni alle popolazioni, agli animali, per degradare ambiente e colture e, dunque, sostanze e agenti funzionali ad uno scenario di guerra chimica, piuttosto che alla evenienza della difesa del territorio o di missioni umanitarie;

tra questi nuovi materiali di armamento sono presenti tra, gli altri, il Sarin - il terribile gas nervino utilizzato nel noto attentato alla metropolitana di Tokyo, a opera della setta Aum Shinrikyo nel 1995 - una delle sostanze più velenose e letali prodotte in laboratorio e capace di uccidere al solo contatto con la pelle, considerata tra le armi segrete di Al Qaeda, come aveva denunciato su Il Corriere della Sera del 20 novembre 2001, in un suo reportage la giornalista Maria Grazia Cutuli, e altre sostanze come il Soman, il Tabun, il Vx, anch’esse appartenenti agli aggressivi chimici ad altissimo livello di tossicità, che su uno dei principali siti internet per l’informazione sanitario-farmaceutica - Giofil banca dati sanitaria farmaceutica - vengono considerati relativamente facili da sintetizzare e per questo ritenuti particolarmente «interessanti» per attività terroristiche;

anche l’agent orange, il famigerato erbicida noto per l’uso intensivo con cui gli Stati Uniti combatterono la resistenza delle popolazioni del Vietnam, e che inquinò il Paese negli anni Sessanta con oltre 200 chili di diossina, le cui conseguenze sull’ambiente e sulle popolazioni, oltre che sui militari americani che ne fecero uso, continuano a provocare tumori, malformazioni e morti, è fra le sostanze inserite in questo nuovo elenco; oltre a questi e altri aggressivi chimici e sostanze tossiche, come gas lacrimogeni antisommossa e gas urticanti di ultima generazione, è prevista l’acquisizione di apparecchiature e tecnologie progettate o modificate per la disseminazione e la produzione di agenti tossici -: quali siano le finalità di utilizzazione di tali materiali e in quali siti siano destinati; se non ritenga estremamente nocivo e rischioso per la sicurezza della popolazione e dell’ambiente la permanenza, lo stoccaggio e l’utilizzazione di siffatte sostanze e materiali sui territorio nazionale;

se non ritenga che, nell’acquisizione, nel possesso e nella disponibilità di tali sostanze e materiali, non esistano elementi di evidenti e gravi contraddizioni in ordine ai profili costituzionali della funzione di difesa delle forze armate e in ordine agli impegni internazionali dell’Italia a promuovere in tutte le sedi il disimpegno per quanto riguarda le armi di distruzione di massa.

(2-00960)

«Deiana, Pisa, Giordano, Grandi».

(4 novembre 2003)



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giovedì 8 Marzo
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Sabato 3 marzo un raduno di una centinaia di persone in faccia al Centro Pompidou in solidarietà con il movimento notav italiano, dopo l’assemblea organizzata in questa occasione una piccola manifestazione si è organizzata fino alla piazza del Chatelet Lunedì, 6 marzo, la sede della RAI di Parigi è stata occupata simbolicamente in protesta contro il modo in cui i grandi mezzi di comunicazione italiani, tra cui la RAI, partecipano alla criminalizzazione del movimento NoTAV, senza dare (...)
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Valerio Verbano (Roma, 25 febbraio 1961 – Roma, 22 febbraio 1980) (video)
martedì 21 Febbraio
di : Collettivo Bellaciao
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MERCOLEDI’ 22 FEBBRAIO ore 16,00 in via MONTE BIANCO 114 UN FIORE PER VALERIO, presidio alla lapide sotto casa di VALERIO. ore 17,00 partenza del corteo... MAI COME QUEST’ANNO TUTTI E TUTTE...
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Letteratura e guerra partigiana in Italia a Parigi
martedì 7 Febbraio
di : ANPI PARIGI
Il Collettivo Bellaciao sarà presente... Un ciclo di incontri sulla letteratura della Resistenza presentato da Daniele Gaio presentato da Daniele Gaio 13 e 27 febbraio, 5 marzo 2012, ore 19 alla libreria: "La Libreria" 89 rue du faubourg Poissonnière 75009 Parigi L’Anpi Parigi, sezione Carlo e Nello Rosselli, in collaborazione con La Libreria, vi propone un ciclo di incontri sulla letteratura della Resistenza italiana. Quattro narratori (Italo Calvino, Cesare Pavese, Beppe (...)
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