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Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
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La violenza squadrista dei grillini su Facebook

di : Antonio Rispoli
venerdì 22 febbraio 2013 - 23h27
2 commenti

C’è un fenomeno di cui nessuno parla, ma che è inquietante: ed è la crescente violenza verbale che caratterizza coloro che suguono Grillo. Ormai su Facebook è praticamente vietato criticare Beppe Grillo, qualsiasi cosa faccia, se non ci si vuole trovare sul profilo due, tre e a volte anche più persone (a seconda di quanto sia frequentato quel profilo) che scrivono insulti. Impossibile argomentare in qualsiasi maniera, si ha torto a priori a criticare Grillo o ciò che fa o ciò che dice.

La riprova pochi minuti fa. E’ appena starta resa nota l’incredibile vicenda dello staff di Grillo che impedisce ai giornalisti italiani di salire sul palco, nei posti loro riservati, per impedire loro di fatto di lavorare. Oggi, che i giornalisti scrivono sui computer, hanno bisogno di un posto dove stare seduti e dove non piova; farli stare in piedi e sotto l’acqua non è possibile, se devono l avorare. E’ dovuta intervenire la Polizia, per farli accedere, mentre i Carabinieri stavano cominciando - eseguendo gli ordini dello staff di Grillo - a cacciare via i giornalisti. Si tratta di un episodio grave e fortemente antidemocratico: la "selezione dei giornalisti" era prassi ai tempi del fascismo ed è ritornata in auge con Berlusconi; ma non è certo sintomo di democraticità. I motivi li ho già spiegati in un altro editoriale, ma sono riassumibili in poche parole: Grillo non ha alcuna capacità dialettica nel rispondere alle domande. E’ in grado solo di ripetere i monologhi che si prepara, pieni di insulti e di frasi fatte. Ma di fronte ad una domanda concreta, è incapace di dare una risposta coerente. Per questo lui non vuole usare la Tv, dove o ne hai il controllo (come Berlusconi) oppure a qualche domanda devi pur rispondere. Lui è riuscito ad aggirare il problema, grazie a Casaleggio.

Perchè il problema di Internet è che di solito non puoi avere un rapporto unilaterale (del tipo televisivo: io parlo, tutti ascoltano), ma il rapporto finisce con l’essere bilaterale o multilaterale. Finora, chi aveva affrontato il web con le intenzioni di un discorso unilaterale, come Berlusconi, aveva avuto scarso successo: piovevano critiche a volontà. E anche censurando quelli scomodi, risultava comunque una misura di scarso effetto. Invece Casaleggio ha ideato un giusto mix: su Internet un gruppo molto nutrito di influencers, cioè persone in grado - per popolarità e capacità individuale - di manipolare le discussioni, non attraverso la censura, ma deviando la discussione su altri argomenti. A questi ha affiancato i cosiddetti Meet-up: gruppi di persone che esistono sia sul territorio che sul web, in grado a loro volta di appoggiare e seguire gli influencers, per dare più peso ai loro interventi. E questi sono stati un nucleo che ha aggregato la vera forza del Movimento 5 Stelle: i delusi degli altri partiti. I quali si comportano come gli antichi ronin giapponesi. Il ronin era un samurai che aveva perso il padrone da servire, tradendo, in un certo senso, il proprio dovere di morire per lui. Per questo spesso diventavano vagabondi e vivevano in maniera isolata. Ma se trovavano un nuovo padrone, si legavano ad esso quasi con la forza della disperazione, usando ogni sistema, non importa quanto subdolo o malvagio, per restare con lui. Tanto che nel tempo il termine ronin ha assunto una valenza molto negativa. Ed è questa la forza del Movimento 5 Stelle: i ronin provenienti soprattutto dal Pdl e dal Pd. E sono costoro quelli che più spesso usano la violenza verbale.

Una violenza verbale che poi Grillo sa aumentare, con qualche verità, qualche bugia e molte mezze verità. E soprattutto col silenzio: ha fatto delle promesse che, se dovessero essere mantenute, costerebbero qualcosa come 200 miliardi di euro l’anno, senza spiegare da dove prendere i soldi. Mentre, laddove i grillini possono comandare, hanno riempito la pubblica amministrazione di amici, parenti e conoscenti (Mira, comune in provincia di Venezia) oppure hanno tartassato di tasse i cittadini (come a Parma) senza però fare nulla per sistemare i problemi del comune.

E così su Facebook, chi ha postato la notizia dell’assurdo e antidemocratico comportamento di Grillo, è stato subissato di insulti; anzi, molti grillini hanno commentato la notizia dicendo "ha fatto bene, i giornalisti sono tutti venduti" e così via. Senza pensare due cose: la prima è che è dovere dei giornalisti informare; volerli estromettere significa non voler far sapere agli altri cosa succede. La seconda è che hanno impedito a lavoratori di fare il loro lavoro. Per di più parliamo di una categoria di persone verso cui il programma di Grillo si accaniosce particolarmente. Infatti, se si va a vedere il programma di Grillo, il suo obiettivo è cancellare l’uso di giornali e Tv. Certo, non copme norma diretta; ma eliminando i contributi pubblici ai giornali, senza prima modificare il mercato della pubblicità (attualmente nelle mani di Mediaset e ddella Rai), significa condannare alla chiusura quasi tutti i giornali e le Tv private locale. Mentre l’idea che ciascuna rete televisiva debba avere un azionariato pubblico, con il maggiore azionista che non può avere più del 10% delle azioni; insieme alla norma che prevede la messa all’asta ogni 5 anni dei canali televisivi, significa far chiudere le TV. Infatti, acquistare le frequenze televisive comporta un esborso di centinaia di milioni, se non di miliardi.. una volta che ci sono 35 soci (per fare un esempio), come li convinci tutti a cacciare i soldi? Soldi che poi sono a fondo perduto, dato che diventa difficile guadagnare abbastanza anche solo da recuperare l’impegno economico; non parliamo di fare utili, dato che, oltre alle frequenze televisive devi pagare gli stipendi, le atttrezzature, i diritti dei film, ecc. ecc. Con il sisstema proposto da Grillo, le TV chiuderebbero, semplicemente.

Resterebbe solo il web, che è nelle mani di Casaleggio, dato che è quello che ha più esperienza nel settore ed è anche quello che ha più agganci nel gotha dell’economia e della finanza: banche come la JpMorgan, miultinazionali come la Monsanto, ecc. Ma sul web ci sono anche i suoi squadristi, coloro che, come dicevano, aggrediscono anzichè discutere. Esattamente come il loro capo aggredisce e insulta chiunque, però non parla mai del programma, non parla mai delle banche o dell’evasione fiscale... Insomma, fa un discorso tarato sulle esigenze di chi sta sopra di lui. E, diciamolo chiaro, anche sulle sue. In questa campagna elettorale, una delle pochissime cose giuste delle da Pierluigi Bersani, segretari del Pd, è stata: "Grillo vuole governare sulle macerie. Ma sulle macerie gli unici che vivono bene sono i miliardari". E Gruillo lo è miliardario, un dettaglio su cui pochi riflettono. Se qualcosa va male, lui va in Svizzera e fa una vita da nababbo. Se qualcosa va male, noi dove andiamo?

http://www.julienews.it/notizia/edi...



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La violenza squadrista dei grillini su Facebook
23 febbraio 2013 - 10h33 - Di Francisco - eeb4bff11bbd448a88fd8df0a0185052...

Ancora? Questa lettura del fenomeno Grillo comincia essere caparbiamente stucchevole, sono anni che usa questa tecnica e ce ne accorgiamo solo oggi? Ma lo volete capire che Grillo attraverso la rete sarebbe rimasto inchiodato sul blog se non lo avesse supportato la televisione? Ma che il papa, Monti e tutti i rappresentanti di questo potere avrebbero cialtronamente cominciato a usare il web se non avesse la tv per prima indirizzato l’attenzione sull’uso di twitter e facebook? Ma ieri v’è sfuggito che hanno dedicato l’intera ultima giornata a Grillo? E lui sarebbe quello che non usa la tv e vorrebbe concellarla? Sì, quando ce l’avrà in mano, forse. Il m5s era roba di nicchia finché la tv non ha cominciato a metterlo in primo piano, e cioè dall’estate-autunno 2011, in due settimane quadruplicò la percentuale, possibile che a nessuno venga in mente che Grillo è il prodotto di questo sistema che l’ha tirato fuori dal cilindro a momento opportuno? Quattro anni fa, o giù di lì, scrivevo anche qui e a contropiano dove e con quali modalità sarebbe arrivato Grillo... ma ancora una volta orecchie da mercante! La tv è e sarà ancora per molto il mezzo più potente per controllare i consensi, fatevene una ragione una volta per tutte.



La violenza squadrista dei grillini su Facebook
24 febbraio 2013 - 18h56 - Di 2696c9270d9952bf020d745f2896e2bb...

sì è vero. E’ l’alias di Berlusconi





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