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Benedetta Figliola!

par zag(c)

Publie le giovedì 6 febbraio 2014 par zag(c) - Open-Publishing
3 commenti

Sarà pure bella e simpatica. Sarà pure una donna e in tempi di sessismo e di femminicidio imperante, bisogna stare attenti alle parole. Ma in quanto ad economia non ci capisce proprio niente o è solo una corista nel canto del main stream o entrambi, che è più probabile.
«un ulteriore abbattimento di 1 punto percentuale sull’Irap per le «imprese virtuose" Esordisce la presidente della regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani riferendosi alla Elettrolux.
Ma benedetta figliola , la Elettrolux produce elettrodomestici e chi vuoi che se li compra oggi gli elettrodomestici? Se si guastano, ci si guarda bene dal comprarne di nuovi. Si ricorre alla riparazione , stante all’incremento di fatturato che si registra nelle aziende di riparazioni. ( Dati CGIA di Mestre). O si deve produrre per esportare ripercorrendo il mantra che ci vuole tutti paesi esportatori?. ( poi qualcuno dovrà spiegare che se tutti esportano, chi importa?). Ma i dati macroeconomici dimostrano ( se solo qualcuno si decidesse a studiare prima di parlare di cose che non sa) che se qualcuno è dedito all’esportare va in quei paesi dove il costo della manodopera costa meno e dove sopratutto è più vicino ai mercati che assorbiranno quei prodotti. L’industria degli elettrodomestici come quella dell’auto è saturo , ha rappresentato il modello di sviluppo degli anni ’60 del novecento. Tutte le famiglie li possiedono e le nuove coppie stentato a mettere su famiglia. Ora il mercato è saturo è ormai un prodotto maturo e quindi o si producono prodotti ad alto valore aggiunto, con innovazione di alta tecnologia, provvisti di gadget accattivanti e sopratutto indirizzati verso il risparmio energetico, con un occhio alla sostenibilità ecologica altrimenti è pura spazzatura invendibile!
Allora , benedetta figliola, Vedi cosa fa Marchionne! Costruisce auto di lusso perché sono i ricchi che oggi possono comprare e spendere e va in USA a produrle! In Polonia vanno perché il costo del lavoro costa la metà di quello italiano ed è vicino ai mercati che possono assorbirli quei prodotti.
Ma noi continuiamo a fare regali agli industriali, a fondo perduto, bruciando soldi prendendo tempo per una soluzione che prima o poi arriverà comunque! Andranno via e chiuderanno , portandosi dietro i capitali. (Ilva e Riva docet)
Ma perché, benedetta figliola, non ti sforzi a pensare che occorre un piano industriale che pensi alla riconversione di quelle industrie che nel nostro mercato interno non hanno sbocchi, sono ormai decotte! Cerca di alzare un po lo sguardo e pensare alla grande perché grande è la crisi e grande devono essere le soluzioni. Di fronte ad una grande parete ci vuole un grande pennello!

Pensa un po! Nel 1949 nell’appena dopoguerra, perché per fare un paragone a quei tempi ci dobbiamo riferire, un tuo vicino di ideologia un certo Fanfani sai a cosa pensò per rilanciare la "crescita" che a quei tempi si chiamava "ricostruzione!" Ad un piano casa . finanziato dallo Stato attraverso l’INA con il contributo degli industriali ( che i soldi li investivano, non li prendevano) e il TFR dei lavoratori. Che non venivano prelevati per pagare i debiti di Stato (che allora si chiamavano crediti di guerra)
Il piano Marshall che invece di finanziare le industrie ( come volevano gli americani per finanziare le proprie di industrie), finanziava i bisogni della povera gente! Dove si prendono i soldi del piano Marshall! Ma non pagando gli interessi sul debito( 83 miliardi ben tre volte le manovre fatte da tutti i governi da Berlusconi a Letta e ogni anno! 50 miliardi da pagare per il Fiscal compact per vent’anni ogni anno! ) , ricontrattandoli ( come ha fatto per ben due volte la Grecia). O ne parliamo o non avrete nemmeno una lira! ( Euro). Riconvertire l’industria di guerra verso una industria di pace!.
Facciamo ancora case?
Ma benedetta figliola, ma non case ma ricostruzione del territorio, argini, fiumi, torrenti , scuole, edifici pubblici , ospedali. L’Italia sta crollando, franando sotto la pioggia e il fango. Terremoti, allagamenti e non una sola parola è stata spesa dalla politica. Mia cara figliola!
Ecco la nostra ricostruzione del dopo guerra della crisi!
L’industria edilizia e della riconversione opera cinque volte nel bene e rimette in moto tutte le attività produttive e il lavoro che gravitano intorno!
Ecco la nostra crescita. Che è anche crescita culturale e politica!
Ma occorrono menti e capacità intellettive , mia bella figliola!

Io avevo pensato e speravo di non morire democristiano, ma forse ora mi pento non di quella ideologia, ma forse di quei politici!
Ahimè che tempi! Benedetta figliola!

P.S.
Il soggetto può essere benissimo cambiato con qualsiasi altro politico . La sostanza non cambia. Mi sono rivolta a lei , e mi scuserà, ma solo perché in fondo mi è simpatica, benedetta figliola!

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Messaggi

  • Naturalmente, se non c’è reddito distribuito ai lavoratori in Italia, attraverso le retribuzioni, perchè lasciati a spasso dal Capitale che delocalizza, come si pensa che loro possano poi acquistare, unitamente agli altri residenti nel nostro Paese sempre più impoveriti (pensionati!) i prodotti che le Industrie producono all’Estero?

    L’Economia Politica e la Politica Economica; queste due facce della stessa medaglia sconosciuta dai/ai nostri governanti.

    Non è simpatica, non può esserlo perchè appartenemnte al Partito Democristiano, pardon Democratico (refuso ideologico!).
    Ma è la stessa cosa!

    • Si , ma attenzione! Distinguiamo l’aspetto personale, umano, da quello politico o di (non) scelte politiche. La Serracchiana è solo un esempio , ma scorrendo il nostro caravanserraglio di politici non è che la cosa cambi , anzi! La crisi della politica è essenzialmente uniformità di pensieri e parole degli uomini/donne che fanno politica. La scelta poi delle formazioni partitiche è solo l’abito che si indossa. il costume di scena. Ma tutti poi reciteranno la parte loro assegnata sul teatrino della messa in scena . Si recita a soggetto!

    • Non a soggetto, ma con un copione assegnato e guai ad andare fuori le righe.

      Non è facile scindere l’aspetto umano da quello più tecnicamente politico e, quando c’è " ... uniformità di pensieri e parole ...", si capisce che l’autore della recita è altrove. Poi c’è chi recita meglio, con competenza e professionalità; ma questo è altro discorso.

      Grande Totò che usciva dalla sceneggiatura con improvvisazioni; ecco perchè mi intrigano i pentastellati i quali, pur con un copione di base, i punti fissati e contro-firmati all’inizio quale base operativa, salvo le novità che si presentano, di volta in volta, poi mettono del proprio in scena e scombussolano il quadro politico.

      Tutti contro di loro perchè non controllabili ed, al momento, non ricattabili.

      Saluti