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Sognavamo cavalli selvaggi
giovedì 1 Febbraio
de Luca Visentini via FR
Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
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Il filo rosso dei deboli e degli indifesi di Dino

di : Alessio Di Florio
venerdì 2 giugno 2017 - 16h52

Passano gli anni e le stagioni e il calendario, inesorabilmente, torna a fermarsi a quel giorno. 5 giugno ed è una stretta al cuore. 5 Giugno, il giorno della nascita e della morte di Dino Frisullo. Nei momenti più difficili e drammatici, quando annaspiamo nella folle corsa mozzafiato di questo nostro mondo traboccante di iniquità e ingiustizia, di disumanità e barbarie, nelle curve più pericolose, nelle vette più ripide, il suo volto, il suo esempio, il faro che ha illuminato ci compaiono davanti e ci danno forza. Ma il 5 giugno è sempre una stretta al cuore, è il giorno in cui il dolore si rinnova più che mai.

Come ricordarlo degnamente? Come cercare di essere all’altezza del testimone che ci ha lasciato? E’ difficile rispondere davanti ad una militanza totale e appassionata, dalle mille e più esperienze. In questi ultimi mesi probabilmente la commemor-azione più vera e forte l’abbiamo avuta il 14 settembre scorso a Piacenza: Abdesselem el Danaf che stava lottando per i diritti di tutti, impegnandosi per lavoratori che vivevano una precarietà e uno sfruttamento che non lo coinvolgevano in prima persona, ha raccolto nella maniera più vera e sentita il testimone dell’impegno e della passione di Dino (anche se chissà se ne ha mai sentito parlare o l’ha mai conosciuto…). E fa tornare alla mente un altro che non è più tra noi, ricordato ormai da pochissimi, Mohammad Muzaffar Alì, Sher Khan (http://heval.altervista.org/6-anni-fa-freddo-gelo-disumanita-assassinavano-sher-khan/ ).

cropped-dino-frisullo-211.jpg Ma non basta rinnovare il dolore, lasciare che nuove lacrime solchino i nostri volti. Se ci fermassimo a questo, se rimanessimo fermi e immobili aspettando che il calendario scorra da solo, non serviremmo a nulla. Tradiremmo la memoria di Dino, di Abdesselem, di Sher Khan. Davanti al 5 giugno di Dino, che implacabile torna, non abbiamo altra scelta che commemofare, che cercare di impegnarci per rinnovare la storia di coloro che, da sempre, si son schierati con gli ultimi e gli indifesi, con i deboli e i senzavoce, gli impoveriti e gli emarginati di ogni latitudine. Per Dino c’era solo un filo della lettura del mondo. Ed era, anzi è, questo. E’ quel filo che univa le corse in bicicletta da Bari a Roma, per poter lasciare il rimborso ferroviario agli operai (http://heval.altervista.org/dino-frisullo-in-bicicletta/ ) “fino a quando te lo potevi trovare al mattino, sdraiato davanti alla tua porta di casa a dormire” che ti dava il buongiorno dicendo “Sono arrivato tardi. Non ho suonato per non disturbarti e mi sono messo qui” come ha raccontato Eugenio Melandri, l’impegno per un migrante rimasto senza documenti, per i naufraghi del Natale 1996 denunciando le mafie dei trafficanti e al fianco dello straordinario e perseguitato popolo curdo, contro tutte le guerre e per i diritti degli altri fino a dimenticarsi completamente di ogni propria esigenza personale. E’ quel filo rosso, rosso sangue, che unisce mai come oggi tutte le latitudini. Dalla Siria al Kurdistan, dall’Iraq all’Afghanistan (16 anni di guerra mai ininterrotta, chi si accorge che ancora oggi lì si muore, quotidianamente assassinate dalle guerre dei “nostri governanti”?!) dai lavoratori a cui viene tolto ogni diritto alle donne sfruttate, violentate, stuprate (anche a pochi passi da noi, nel silenzio e nel disinteresse più totale, ma non vien la nausea, un immenso dolore fisico, come è possibile dormire la notte davanti alla denuncia documentata http://www.altrodiritto.unifi.it/ricerche/tratta/ragusa.htm della più turpe schiavitù sessuale nel ragusano?), dai bambini congolesi imprigionati nelle miniere del coltan a chi la crisi economica (anche nella nostra civile e moderna Europa) ha tolto anche un tetto, dai malati a cui non viene garantito il diritto alla dignità e alle cure alle vittime (di ogni età, troppo spesso anche bambini di pochi mesi) nella “Terra dei Fuochi” o nella Taranto prigioniera dell’inquinamento più massiccio del continente. E l’elenco potrebbe continuare per ore e ore. E troppo spesso in primo piano, nelle “discussioni politiche” che di politico non hanno nulla ma puzzano di compromesso, di meschini interessi di bottega, di disinteresse di chi non sa (e non vive) cosa quotidianamente accade, le vittime, i più deboli, coloro che non hanno scuderie e cancellerie dei grandi interessi vengono dimenticati. Trionfano, anche in quella che dovrebbe essere la “sinistra”, la geopolitica, il campismo, lo schierarsi con un potere piuttosto che un altro, la “ragion di stato” e di convenienza (http://heval.altervista.org/dovremmo-gridare-sempre-piu-e-invece-si-appare-afoni-perche/ ). Lo abbiamo visto nella Taranto dell’ILVA e sulla Siria, ma che senso ha continuamente pensare a Trump e Putin, Assad e l’Iran ma, al centro, non porre il popolo siriano, le famiglie costrette a fuggire e i bambini che mai hanno saputo cosa significa giocare su un verde prato in una bella giornata di sole?!

DinoFrisulloISicilianiGiovaniGiugno2013 Riccardo Orioles pochi giorni dopo la morte di Dino scrisse che era appartenuto alla storia di coloro “raramente a proprio agio nei palazzi, il loro ambiente naturale era la vita dei poveri, la strada. Il loro modo d’esprimersi, un po’ impacciato e timido nei dibattiti ufficiali, attingeva un’eloquenza inaspettata negli appelli di piazza o anche – come nel caso di Dino – davanti ai giudici militari”. E che, davanti a tutti noi, ci lascia due strade: “La sinistra dei binghi, dei salotti romani e dei compromessi, oppure la sinistra degli organizzatori, delle testimonianze di vita, dei compagni. Non e’ possibile essere tutt’e due: c’e’ da fare una scelta”. Si torna a sentire la vicinanza delle elezioni politiche e, puntualmente, stanno tornando tutte le ritualità e le dinamiche che da tanti, troppi anni, vediamo sempre in azione. La “lista della sinistra”, “l’unità delle sinistre”, “l’unità dei comunisti”, le riunioni e i dibattiti di segreterie e grandi “esperti”, non ripeteremo arcobaleni e rivoluzioni civili, ecc. ecc. Ma si riuscirà mai, per dirla con don Lorenzo Milani, a far strada agli impoveriti senza farsi strada, lasciar parlare chi non ha passerelle e cancellerie senza che alla fine trionfino il politicismo e gli interessi particolari? Lasciar parlare chi è rimasto per strada senza che alla fine diano carte i palazzi? Portare al centro della politica gli ultimi, gli emarginati, gli impoveriti, i lavoratori, chi lotta contro le ingiustizie, le mafie, la disumanità e la barbarie delle guerre, facendo quanti più passi indietro perché siano loro a farne almeno una volta, almeno uno, avanti? La discriminante, l’asse intorno a cui tutto sta già ruotando, è la domanda “quanto sono lontano da Renzi e dal PD?”. Con poche varianti è la stessa da illo tempore. Per carità, non che non condivida, anzi. Chi sta scrivendo queste righe la distanza incolmabile la vedeva già ai tempi del primo Prodi e del D’Alema premier. Ma non sarebbe quasi ora di domandarsi, anche se non so quanti hanno fratelli che sono figli unici, se siamo ancora convinti che esistono gli sfruttati, i malpagati, i frustati, i calpestati e gli odiati e la vicinanza/distanza da loro?

 

Alessio Di Florio

In rete il numero di maggio del periodico cartaceo Lavoro e Salute
lunedì 21 - 12h19
di : Franco Cilenti
Primo maggio 1925, la Napoli proletaria non si piega ai fascisti.
mercoledì 2 - 21h25
di : Antonio Camuso
Desperados!
domenica 29 - 08h20
di : Antonio Camuso
IN RETE IL NUMERO DI MARZO DEL PERIODICO "LAVORO E SALUTE"
martedì 27 - 13h59
di : franco cilenti
L’Italia della Terra dei Fuochi e l’Abruzzo
giovedì 8 - 08h07
di : Alessio Di Florio (Associazione Antimafie Rita Atria)
Ma ora si diserti senza se e senza ma il branco dei benpensanti
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mercoledì 7 - 00h23
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Citto Maselli e il suo appello al mondo della cultura – oltre 400 adesioni per P
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di : Franco Cilenti
Abbiamo aspettato troppo… Ora ci candidiamo noi!
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COLPO DI SCENA: POTERE AL POPOLO! E’ ANCHE UN LIBRO
mercoledì 28 - 19h05
di : Roberto Ferrario
Il documento approvato all’unanimità dalla Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
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di : Franco Cilenti
Milano, 23 Febbraio 1986, l’omicidio di Luca Rossi
venerdì 23 - 14h05
di : Roberto Ferrario
Anni di Piombo: in ‘Sia folgorante la fine’, Valerio Verbano vive
giovedì 22 - 15h39
di : Sciltian Gastaldi via FR
In rete il numero di febbraio del Notiziario nazionale Dire, Fare Rifondazione
giovedì 15 - 10h41
di : Franco Cilenti
OMERTA’
domenica 11 - 12h51
di : FanculoaTuttiVoidiHyperion
propaganda razzista che si lega con omertà e connivenze con mafie e non solo ...
venerdì 9 - 14h36
di : Alessio Di Florio (Associazione Antimafie Rita Atria)
TERRORISMO BIANCO NAZIFASCIO LEGHISTA E MANDANTI
domenica 4 - 19h05
di : Lucio Galluzzi
Sognavamo cavalli selvaggi
giovedì 1 - 14h54
di : Luca Visentini via FR
In rete il numero di gennaio del periodico cartaceo Lavoro e Salute
martedì 30 - 12h37
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FACEBOOK ITALIA: PERCHE’ PER ME E’ UN DOVERE POLITICO ABBANDONARE IL "SOCIAL"
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I 59 anni della Rivoluzione cubana
martedì 2 - 13h57
di : Lucio Garofalo
REPUBBLICHETTA
martedì 19 - 19h02
di : Lucio Galluzzi
Col suo marchio speciale di speciale disperazione
domenica 26 - 16h59
di : Alessio Di Florio
In rete il numero di novembre del periodico cartaceo Lavoro e Salute
martedì 21 - 10h55
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di : Franco Cilenti
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lunedì 2 - 10h23
In rete il numero di settembre del periodico cartaceo Lavoro e Salute
martedì 26 - 08h35
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MOVIMENTO MARCHESE DEL GRILLO
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giovedì 7 - 21h25
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Stupro di Rimini: i molti quesiti irrisolti
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di : pugliantagonista
LETTERA APERTA A FILIPPO FACCI: AIUTATE POVIA, MA A CASA VOSTRA!
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di : Lucio Galluzzi
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venerdì 1 - 14h57
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Stupro di Rimini :"applicare l.internazionale, crimine contro umanità"
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