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2020, Londra brucia - Un terrorista vuole liberare l’Inghilterra - Il film piu’ controverso

giovedì 17 novembre 2005

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Un terrorista vuole liberare l’Inghilterra dal regime nazista che l’opprime. In anteprima ’V per Vendetta’ il film più controverso del momento

di Emiliano Carpineta

Prima ci sono stati i capelli rasati ’per esigenze di scena’ che Natalie Portman ha sfoggiato all’ultimo Festival di Cannes. Poi le polemiche durante le riprese di un film incentrato sul terrorismo, e girato in una Londra che bombe e attentatori in questi ultimi mesi li ha conosciuti troppo da vicino. È così che ’V per Vendetta’, scritto e prodotto dai fratelli Wachowski, leggendari autori di ’Matrix’, anche se firmato da James McTeigue, loro assistente regista, a mesi dall’uscita prevista per il 17 marzo è già uno dei film più attesi.

Della trama si sapeva finora solo quello che si poteva dedurre dal fatto che, come tanti altri film d’azione recenti, anche ’V per Vendetta’ è tratto da un fumetto. A metà strada tra l’Orwell di ’1984’ e la fantascienza di ’Star Trek’, il fumetto, nato in piena era thatcheriana, narra di una Inghilterra del futuro sopravvissuta al conflitto atomico e governata da una dittatura di stampo nazita e tecnocratico. In questo scenario catastrofico irrompe un carismatico e misterioso ’superuomo’ nietzschiano che porta la maschera di Guy Fawkes: un cospiratore cattolico che tentò di far saltare il Parlamento di Londra il 5 novembre 1606. Si sapeva anche che gli autori del fumetto, Alan Moore e David Loyd, non erano soddisfatti della sceneggiatura. Che ’L’espresso’ ha avuto modo di consultare in corso d’opera. Ecco la storia.

La trama del film inizia il 5 novembre 2020, anniversario dell’impresa fallita di Fawkes. Sorpresa per le strade di Londra durante il coprifuoco, la giovane Evey Hammond (Natalie Portman) è accerchiata da tre funzionari del Dito, la brutale polizia politica. A salvarla, emerge dalla nebbia una figura mascherata che si fa chiamare V (è Hugo Weaving, l’agente Smith di ’Matrix’). Lo strano personaggio invita Evey ad assistere a un’azione dimostrativa: fa saltare in aria la statua della Giustizia e il Tribunale penale Old Bailey. Subito il governo scatena i suoi apparati segreti - chiamati l’Occhio e l’Orecchio - nella caccia al terrorista. Che si rifà vivo negli studi della rete tv per la quale lavora Evey e, in perfetta tenuta da kamikaze, obbliga a trasmettere un videomessaggio in cui invita gli inglesi a dargli una mano per completare l’opera incompiuta di Fawkes.

La polizia arriva negli studi. Evey aiuta V a scappare, ma sviene durante gli scontri. E si risveglia nella Galleria dell’Ombra, quartier generale di V. Evey si guarda intorno incredula: intere pareti sono tappezzate di opere d’arte, ogni angolo è un tripudio di cultura (cinema, musica, arte, letteratura, fumetti) salvata dai roghi ordinato dal governo nazista. V propone a Evey un’alleanza, e lei, seppur inorridita dalla teatrale campagna di morte orchestrata dall’angelo vendicatore, accetta senza esitazione. La sua prima missione è portare a letto il vescovo di Westminster, cui notoriamente piace il sesso.

Ma appena lui si fa avanti, lei gli dà un calcio al basso ventre, mentre dalla finestra entra il vendicatore mascherato: quando la polizia, avvertita da una soffiata, arriva sul posto, trova il vescovo agonizzante, ucciso da un’ostia al cianuro. La prossima vittima è una dottoressa. Accanto al suo cadavere gli agenti trovano un diario che spiega il perché della catena di delitti: le vittime erano aguzzini di un campo di concentramento dove minoranze ’inferiori’ (neri, gay, islamici, oppositori) venivano sottoposte a esperimenti genetici, e V è il risultato di uno di questi test.

La polizia non riesce a catturare V, ma mette le mani su Evey: e per la ragazza inizia una serie di torture che lei sopporta con eroismo, rifiutando di rivelare il nascondiglio dell’anti-eroe mascherato. Con un colpo di scena si scopre che la prigionia è solo una messinscena predisposta da V per mettere alla prova la dedizione di Evey.

Dall’incontro con V è passato quasi un anno. Alla vigilia del 5 novembre, milioni di scatole contenenti maschere come quella di V sono recapitate agli abitanti di Londra. Il governo è in preda al panico, e V ne approfitta per fingere un accordo con il capo della polizia segreta, Peter Creedy: il capo del Dito acconsente a consegnare a V il premier, in cambio il Parlamento sarà risparmiato. Victoria Station, a mezzanotte: sotto lo sguardo compiaciuto di V, Creedy uccide a sangue freddo il primo ministro. Poi, con mosse fulminee da predatore notturno, V fa piazza pulita anche di Creedy e dei suoi agenti, ma resta ferito a morte.

Per le strade di Londra la situazione precipita. La città è invasa da simulacri di V e una folla circonda il Parlamento. Un ispettore della polizia individua la Galleria dell’Ombra, ma un treno carico di esplosivo è lanciato a tutta forza verso la destinazione: il Parlmento. Evey invita l’ispettore a presenziare al pirotecnico spettacolo, atto conclusivo della strategia del terrore. Poi, con ammirazione guarda il Parlamento in fiamme.

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