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Afghanistan: dubbi e propaganda

giovedì 29 giugno 2006

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L’accordo dell’Unione contiene segnali forti. Incomprensibile la minaccia di crisi di governo

di Giovanni Russo Spena*

Dubbi, critiche, osservazioni: qualsiasi commento, suggerimento e proposta sull’accordo che è stato faticosamente raggiunto dalla riunione dei capigruppo dell’Unione sulla missione afgana è legittimo.

E’ invece puramente propagandistico il tentativo di nascondere i segnali forti di discontinuità che quell’accordo contiene a partire dal rientro totale delle truppe italiane dall’Iraq fino alla costituzione di un osservatorio della situazione afgana e passando per tutti quei risultati che sono stati raggiunti. Ed è del tutto incomprensibile la determinazione di alcuni compagni di arrivare a minacciare la crisi di governo o la formazione di un’altra maggioranza pur sapendo bene che entrambe queste eventualità comporterebbero enormi ritorni indietro sul piano della politica estera.

Senza dubbio il risultato della trattativa sull’Afghanistan rappresenta una mediazione: il Prc ribadisce infatti il suo giudizio negativo su quella missione, contro la quale ha votato 8 volte nel corso della passata legislatura, e sulla prosecuzione della missione Enduring Freedom supportatata dall’ Isaf. Gli attuali sviluppi della situazione sul teatro afghano dimostrano quanto fondata fosse l’opposizione a quella missione. Il nostro obiettivo strategico rimane dunque, senza ripensamenti, quello di un disimpegno totale dell’Italia dalle operazioni militari e di una riconversione totale della missione in direzione cooperativa e pacifica.

Intanto però quella mediazione fa si che il governo italiano abbia risposto negativamente alle richieste del comando Nato che chiedeva un incremento del nostro impegno militare come contropartita dal ritiro dall’Iraq. L’Italia non invierà nuovi mezzi bellici offensivi in Afghanistan, non aumenterà il numero dei soldati presenti su quel fronte, non sarà coinvolta nelle operazione offensive in preparazione nel sud dell’Afghanistan. Al contrario, aumenterà da subito i fondi per la cooperazione, come segnale di una futura riconversione dell’intera missione.
Il rifinanziamento della missione sarà accompagnato, per la prima volta, da una mozione di indirizzo che dovrà dare per intero e senza ambiguità il senso di una svolta nella politica estera del nostro paese. La costituzione di un osservatorio permanente sulla situazione afgana, infine, costituisce il prologo necessario all’avvio di una exit strategy, da costruirsi con pazienza e senza forzature inevitabilmente controproducenti. E dovrà essere compito dei nostri gruppi parlamentari rendere quanto più efficace e incisivo possibile il ruolo di quell’osservatorio.

E’ una strategia improntata alla riduzione del danno e alla progressiva modifica della politica estera italiana alla quale si sono dimostrati sensibili ampi spezzoni del movimento pacifista, mentre altre realtà hanno, del tutto legittimamente, sottolineato invece i limiti di un risultato che non soddisfa in pieno né il movimento pacifista né il Prc. Continuiamo a discuterne.

*Presidente al Senato del gruppo Prc

http://www.aprileonline.info/articolo.asp?ID=11148&numero=’193’

Messaggi

  • Non sono d’accordo e lo voglio dire forte e chiaro.Sono e rimango contrario alla guerra in Iraq ma sono favorevole alla guerra in Afghanistan in quanto vi sono fortissime differenze tra le due guerre.1) La guerra in Afghanistan scoppiò a seguito dell’attacco alle torri gemelle di cui, in seguito, leaders talebani e di Al quaeda si vantarono pubblicamente di aver effettuato.Esiste quindi sia il casus belli sia la clausola di attivazione del trattato NATO.2) l’Afghanistan era uno stato terrorista nel senso che vi si addestravano e trovano rifugio terroristi di tutto il mondo e ciò non era un segreto per nessuno in quanto la stessa dirigenza afgana se ne faceva vanto e distribuiva video.Molto si può discutere sulle ragioni storiche e politiche di questo ma è un dato di fatto. 3)Non è trascurabile peraltro il fatto che tutti paesi aderenti alla NATO ed altri partecipino alla guerra per cui rinunciare vorrebbe dire abbandonare non solo gli Stati Uniti ma anche alleati e patners europei.4)Vi è supporto ONU alla guerra.
    Proprio per quanto sopra, e quindi non vi è contraddizione, penso l’esatto contrario della guerra in Iraq costruita sulla base di prove false e riconosciute come tali, una vera e propria guerra di aggressione, condotta peraltro malissimo, sulla base di presupposti strategici errati che non può che distruggere quel poco di fiducia e rapporti amichevoli che avevamo con i paesi di religione musulmana, condotta senza supporto ONU in cui siamo stati trascinati da una dirigenza politica poco avveduta abbagliata da ragioni economiche (i famosi contratti per la ricostruzione) e dal facile successo militare(la storia si ripete, la seconda guerra mondiale non ci ha insegnato nulla).Una guerra che costa alla popolazione locale migliaia di morti al mese senza che se ne veda una fine certa e che ha trasformato l’Iraq in un immenso campo di guerra dove miliziani di tutti paesi vengono a misurare la loro "religiosità". Mi chiedo cosa faranno tutti questi miliziani bene armati ed ancor meglio addestrati quando un giorno la guerra finirà.
    Nonostante il nostro disaccordo su questo specifico punto le ribadisco il mio rispetto e la mia ammirazione e la saluto affettuosamente
    Michele D’Amato (Napoli)

    • io mi pongo una semplice domanda, a cui vorrei una risposta, per me afganistan era e resta unA guerra sbagliata, io ho manifestato contro questa guerra ad assisi, però io mi chiedo ma è possibile che la sinistra debba litigare su ogni cosa, possibile che non sapessero che i ds o la margherita, avrebbe votato a favore della guerra, possibile? io mi chiedo, ok la guerra è ingiusta ma le altre guerre, non se ne parla più? io andrò in kosovo quest’estate con sprofondoimperia, vi consiglio di visitae il sito, ma è sparita dal aggenda della sinistra, e l’afrika? ragazzi di sinistra sveglia sveglia, perchè siamo noi il futuro, cominciate a fare casino, per queste cose, se la minnoranza vuole far cadere il governo, si accomodi, dopo tornerà berlusconi, ma sia ben chiaro se torna berlusconi, non lamentatevi più, c’è lo teniamo tutti

      by guido arci camalli, arci bergamo arci peppino impastato arci cervo arci guernica arci ceriana, arci fuori orario
      pubblicizzo questi arci per son bellissimi ma anche altri arci lo sono, non sciupiamo gli arci miraccomando son il nostro passato e il nostro futuro, io ho ancora la famosa bandiera sul bancone e voi? IL PAcifismo deve esistere sempre no a tutte le guerre, no alla guerra in afganistan, ricordatevi del kosovo ogni tanto