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BREVETTI SOFTWARE - Vittorio Agnoletto contro la direttiva

mercoledì 6 luglio 2005

di Vittorio Agnoletto, europarlamentare del gruppo GUE ­ Sinistra Unitaria

UE, AGNOLETTO: LA BREVETTABILITA’ DEL SOFTWARE SIGNIFICA
PERDITA DI CONCORRENZA E DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA

La direttiva favorirebbe le multinazionali di settore e ucciderebbe l’Open
source

Strasburgo, 4 luglio 2005 ­ In vista del voto del Parlamento Europeo, in
programma mercoledì 6 luglio a Strasburgo, sulla controversa proposta di
direttiva sulla brevettabilità dei software, Vittorio Agnoletto, in attesa
del suo intervento in plenaria, replica all’appello delle multinazionali di
settore che chiedono l’approvazione della proposta della Commissione
Europea:

“Altro che innovazione: se la direttiva passerà non ci saranno più né
concorrenza, né sviluppo tecnologico ma solo infinite guerre legali.

Quello che le multinazionali chiedono è la brevettabilità dei software di
base che costituiscono l’ABC della programmazione informatica. A differenza
del comune copyright, che protegge la descrizione dell’intero programma ma
non le singole idee che lo compongono, la brevettabilità del software
consentirebbe un monopolio sull’uso di tecniche generiche. Un programma
complesso è la combinazione di migliaia di queste tecniche. Se passasse la
direttiva, si infrangerebbero centinaia di brevetti in un colpo solo.
Una piccola ditta o un qualunque utente/sviluppatore privato dovrebbero
sostenere spese enormi, da una parte, per non commettere violazioni di
brevetto e, dall’altra, per difendere in tribunale le proprie realizzazioni.

Senza i brevetti sul software e grazie ai programmi Open Source, l’Europa
potrebbe invece abbassare i prezzi di mercato, stimolare una reale
innovazione e creare nuovi posti di lavoro nello sviluppo di soluzioni di
libera fruizione per tutti”.