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Berlino: Orso d’Oro al film "Grbavica", pellicola di denuncia sulla guerra bosniaca

lunedì 20 febbraio 2006

L’Orso d’oro del Festival del cinema di Berlino è andato al film bosniaco ’Grbavica’, della debuttante Jasmila Zbanic, di cui è protagonista la serba Mirjana Karanovic e che parla delle conseguenze della guerra nella ex Jugoslavia partendo dal rapporto tra una madre e una figlia. "Grazie al festival per aver invitato un film dal bilancio ridotto che viene da un piccolo Paese", ha detto la 31enne Zbanic, ricevendo il riconoscimento.

La documentarista sceglie questa volta la fiction, per affrontare la piaga dello stupro come strumento di repressione durante la guerra balcanica. "Le stime ufficiali parlano di 20.000 donne vittime di violenza - spiega - raccogliere dati attendibili è però difficilissimo. Il fatto che molte siano morte nei campi di concentramento e non abbiano potuto testimoniare, ci autorizza a pensare che la cifra reale sia più del doppio".

Tra gli argomenti affrontati dal film, emerge anche quello dei figli nati in seguito agli stupri: "Spesso le madri non hanno voluto accettarli - racconta la Zbanic -. Molti sono quindi finiti negli orfanotrofi, ma di tanti altri si sono perse le tracce. Attraverso gli uomini del regime, sono stati affidati a famiglie che oggi vivono sparse per il mondo".

La prospettiva adottata dalla Zbanic nel film è appunto quella del rapporto tra una madre e una figlia, nata in seguito a una violenza subita durante la guerra. Un’autorizzazione di cui la ragazza avrebbe bisogno da parte del padre, riporta alla memoria dramma e dolore della sua vicenda.

Nelcast, accanto alle protagoniste Mirjana Karanovic e Luna Mijovic, anche tante donne reduci dai campi di concentramento: "A differenza dei militari e di molte altre categorie, dallo stato non ricevono alcun sostegno. Anche per questo - dice la regista - ho voluto dar loro voce. E’ stata un’esperienza fortissima, che alcune di loro però non hanno retto. Una volta siamo stati costretti a chiamare un’ambulanza, perchè una donna si era sentita male nel ricordare la sua esperienza".

Triplice, nelle intenzioni della Zbanic, lo scopo del film: "Innanzitutto mi auguro che aiuti la Bosnia ad aprire gli occhi su un risvolto così drammatico del suo passato e a trovare la forza per superarlo. Ritengo poi che possa essere utile anche per mostrare al resto del mondo cosa è accaduto in quegli anni".

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