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Berlusconi vuole portare l’eta’ pensionabile a 68 anni !

giovedì 3 novembre 2005

Il presidente del Consiglio: "Si resti al lavoro fino a 68 anni"
Pezzotta (Cisl): "Ci sono problemi ben più importanti"
Berlusconi: "In pensione più tardi"
Ma dai sindacati è un coro di no

ROMA - La riforma delle pensioni continua a far discutere. Ad accedere il dibattito sono le parole di Silvio Berlusconi che, sull’esempio della Germania, considera "un orizzonte che non dobbiamo precluderci, l’innalzamento dell’età pensionabile a 68 anni". "Non si tratta solo di lavoro in più - dice il premier - ma anche di vitalità e giovinezza. Credo che sia un orizzonte da non precluderci, ma al quale guardare per migliorare la condizione generale di benessere".

Gelida la reazione dei sindacati. In casa Cgil la proposta viene bollata con un secco "no comment" del segretario Guglielmo Epifani.

Netta la contrarietà della Uil: "Non c’è bisogno di innalzare l’età pensionabile - dice il segretario Luigi Angeletti. Che aggiunge: "L’idea di fissare un tetto di età pensionabile per tutti era una stupidaggine ieri, lo è oggi e lo sarà sempre più domani. Il sistema previdenziale deve essere abbastanza flessibile da andare incontro alle aspettative delle persone, consentire loro di fare le scelte. E la collettività deve solo favorire scelte positive".

Secondo il leader della Uil "questa politica che si sta applicando ha dato risultati positivi. Le pensioni di anzianità sono inferiori a quelle di vecchiaia. La gente non corre più verso la pensione. Va bene così".

E stessi toni arrivano anche dalla Cisl che si dice contraria a "qualsiasi aumento dell’età pensionabile". "In questo momento - spiega Savino Pezzotta - ben altri sono i problemi che dovrebbero interessare il Paese, a partire dallo sviluppo e dal miglioramento dei redditi di lavoratori e pensionati".

www.repubblica.it

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