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Bimbi neri, notte bianche, quasi un pezzo di tv eretica - La tragedia dimenticata del Nord Uganda

venerdì 16 settembre 2005

di R.S.

"Good Morning Uganda!" urla ogni mattina il radio dj Giobbe Covatta, novello Robin Williams, che cerca su una jeep scalcagnata tre bambini rapiti in Africa, aiutando i loro genitori adottivi italiani, mentre tanti altri piccoli Acholi, i "night commuters", hanno passato la notte nei centri abitati per sfuggire ai raid "neoschiavistici" nei campi.

Mentre, la sera del 12 settembre, Mentana maltratta in diretta tv un’ospite, oltretutto sensitiva, come si usa nel suo ambiente; e Vespa, più educato, lo straccia all’auditel, Raitre presenta i bambini africani, così come sono. Uno shock per il telespettatore. Ridono scherzano odiano giocano, come gli altri. Non sono solo corpi malati e atrofizzati pieni di mosche, pancia vuota e desolazione. Tutto questo in un documentario «improprio» di 58’, né educato né maleducato, ma pieno di informazioni e emozioni. Si svolge in nord Uganda, tra i bambini rapiti, reclutati a forza dai fanatici cristiani dell’Lra (l’esercito di Joseph Kony), addestrati all’omicidio, ma fuggiti, e squartati nell’anima.

Ci vorrebbe un plotone di psicologi per aiutarli, ma intantoun clown può distrarli, rianimarli, farli ballare, comunicarne il dramma. Bimbi neri, notti bianche, produzione Mestiere Cinema, Amref (African Medical and Research Foundation, in Uganda dal ’98 e dal 2003 attiva nell’assistenza delle vittime di guerra) e Raitre, scherzando e intervistando, tra statistiche e lacrime, e qualche interpretazione discutibile di Museveni («il partito unico», anche se è idea di Berlusconi, non è sempre cosa criminale), ben interpretando quell’ossimoro che è il cinema, giocattolo contraddittorio, ha l’happy end.

Ma non consola sulla gravi emergenza umanitarie. Diretto da Giulio Manfredonia, scritto da Paola Catella, star Giobbe Covatta (che prosegue nel suo lavoro di sensibilizzazione sull’Africa, martoriata e impoverita dall’occidente da 4 secoli per la sua conturbante ricchezza) è un grottesco realista e surrealista. Avesse anche dato la parola ai bimbi e ai filmaker ugandesi, sarebbe stato addirittura magico. Dopo la prima a Venezia sarà alle Notte Bianca a Roma. http://www.ilmanifesto.it/Quotidian...

Bimbi neri notti bianche il nuovo film di Giobbe Covatta alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

Roma, 26 luglio 2005. Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla minaccia del terrorismo islamico, AMREF approda alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia per ricordare al pubblico la tragedia dimenticata del Nord Uganda, dove vent’anni di guerra civile hanno ridotto allo stremo le popolazioni dei Distretti di Gulu, Kitgum e Pader.

“Bimbi neri, notti bianche”, il nuovo film dello “storico”,amico di AMREF Giobbe Covatta, diretto da Giulio Manfredonia e prodotto da Mestiere Cinema insieme ad AMREF, verrà presentato al Lido di Venezia nell’ambito della rassegna “Giornate degli autori”, il 6 e il 7 settembre. Con uno stile che unisce la risata, il reportage e la denuncia, Giobbe si è immerso nella realtà nordugandese mettendosi, come al suo solito, dalla parte dei bambini. Il film sarà poi trasmesso in televisione da Raitre, il 12 settembre.

Dal 1998 AMREF è presente in Nord Uganda per assistere le popolazioni di etnia Acholi e Lango, vittime di quella che le Nazioni Unite definiscono la crisi umanitaria più grave del pianeta: quasi tutta la popolazione dei Distretti di Gulu, Kitgum e Pader (1.600.000 persone) vive raccolta in campi profughi privi di protezione e delle condizioni minime di sopravvivenza.
Reclutamenti forzati di bambini soldato, massacri di villaggi inermi, violenze sessuali, saccheggi, hanno ridotto allo stremo una regione che nel passato fu tra le più prospere dell’Africa orientale: l’agricoltura - occupazione principale per il 95% della popolazione - a causa dela violenza interessa oggi appena il 10% del territorio.

La produzione agricola è crollata, la sopravvivenza è assicurata soltanto dalle grandi agenzie umanitarie, le condizioni sanitarie sono disastrose, l’acqua è un miraggio.
L’intervento di AMREF prevede la costruzione o riabilitazione di pozzi e fonti d’acqua pulita per le comunità sfollate, la vaccinazione in massa dei bambini contro le prinicipali malattie infettive (il piano di vaccinazioni ha già raggiunto la quasi totalità della popolazione infantile del Distretto di Gulu) e il sostegno ai giovani attraverso numerose attività formative e di assistenza.

Tra i beneficiari dei progetti, il caso forse più allarmante è proprio quello dei “night commuters” raccontato nel film di Giobbe: sono i piccoli “pendolari della notte”, che a migliaia lasciano le proprie famiglie, al tramonto, per pernottare in luoghi più “protetti” nei centri urbani, al riparo dagli arruolamenti forzati dei ribelli dell’Esercito di Resistenza del Signore.

Le notizie più recenti provenienti dal Nord Ugaanda confermano che negli ultimi mesi l’epicentro della violenza si è spostato dalDistretto di Gulu a quello di Kitgum e Pader: AMREF ha deciso di seguire la crisi, intensificando la propria presenza in queste regioni.

L’Ufficio Stampa di AMREF Italia
06.99704650

http://www.amref.it/Locator.cfm?PageID=835


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