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CORRISPONDENZE DAL CHIAPAS (4) : l’autonomia forgiata nel ferro a Magdalena de La Paz

venerdì 9 settembre 2005

di Luca Martinelli

La strada che collega la cittadina di San Andrés Larrainzar (conosciuta come Sakamch’en de los Pobres) e la cittadina di Aldama è una ferita lunga 10km tra le montagne degli Altos de Chiapas, nel più meridionale degli stati della Repubblica messicana, teatro dal 1994 del conflitto tra l’Esercito messicano e l’Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln).

La montagna tagliata é un regalo del Governo di Pablo Salazar, el Gobierno del cambio, e i lavori sono terminati da meno di un anno, ci racconta Manuel, indigeno di etnia tzotzil, la più diffusa nella regione degli Altos, quinto di otto fratelli e base d’appoggio dell’Ezln.

"Prima non c’erano strade. Dopo il sollevamento armato del 1994 ne hanno costruite molte, il Governo e l’Esercito, sebbene non fossero necessarie. Le nostre richieste erano altre, ma il Governo non ci ha mai dato ascolto", ci spiega.

Manuel, 26 anni, é il maestro fabbro nel laboratorio di ferramenta del Municipio Autonomo zapatista di Magdalena de la Paz, il cui capoluogo coincide con quello del municipio ufficiale.

Dalle montagne degli Altos, l’artigianato realizzato nel laboratorio viene esportato negli Stati Uniti d’America, distribuito da Iniciativa Nubi Selva, venduto in alcuni negozi di San Cristobal de Las Casas, capoluogo della regione Altos e principale meta turistica del Sudest messicano, e in alcuni stati della Repubblica (Oaxaca, Jalisco).

Un mercato di nicchia, per ora, ma destinato a crescere nel tempo, ci assicura Manuel, che non é però in grado di fornire dati economici di produzione e vendita.

"Tre anni fa arrivò un ordine anche dall’Italia", ci spiega, ma é stato l’unico: pare che ci siano stati problemi con altri prodotti, per riempire un nuovo container in cui avrebbe trovato spazio anche l’artigianato di Magdalena.

Il laboratorio dà lavoro a 10 persone, la maggior parte giovani al di sotto dei 30 anni:
quattro, tra cui Manuel, si sono formati "a bottega", lavorando per due anni presso un
artigiano di San Cristobal; gli altri "hanno appreso a lavorare il ferro poco a poco,
lavorando".

La struttura che lo ospita venne costruita nel 2001, grazie ad un appoggio ricevuto dagli Stati Uniti d’America. Animali di lamina; portachiavi; portaoggetti e portabiancheria in ferro battuto; figure simboliche; artigiana elaborato (come una straordinaria rappresentazione della Virgen de Guadalupe): questi gli oggetti che escono quotidianamente dal laboratorio.

"Lavoriamo a mano e con la forca. Adesso stiamo costruendo un forno in cemento, con fondi proprio del laboratorio. Funzionerà con un motore e ci permetterà di lavorare con maggiore sicurezza anche materiali più pesanti. Il laboratorio cresce, poco a poco", conclude Manuel.

Come vengono ripartiti gli utili?, chiediamo. Sono distribuiti tra i dieci lavoratori oppure utilizzati per finanziare progetti a livello comunitario? "Il laboratorio - riprende Manuel - forma parte del Collettivo del Municipio Autonomo di Magdalena de la Paz.

Del Colectivo fanno parte 40 famiglie, che lavorano in ambiti differenti. A parte il laboratorio, c’é chi produce caffè e chi ortaggi. Anche noi lavoriamo le nostre milpa (il campo di mais) e produciamo un po’ di ortaggi, anche se non a tempo pieno, perché dipende dagli ordini che arrivano al laboratorio. Gli utili vengono destinati dal Collettivo alla realizzazione di progetti comunitari: ad Aldama funzionano una microclinica e una tienda cooperativa.

"Due anni fa abbiamo comprato un molino per il mais (nixtamal). Oggi forniamo un servizio gratuito a tutte le basi d’appoggio, mentre le persone iscritte ad altri partiti ed organizzazioni devono pagare", continua.

Quando e com’é nato questo Collettivo?

"Il Collettivo ha già tredici anni, anche se non ha ancora un nome - scherza Manuel.

É nato nel 1992, due anni prima del sollevamento armato dell’Ezln. Molti, nella comunità, erano già nell’organizzazione quando questa era nella clandestinità, e così si decise di formare un collettivo, per essere più uniti, perché per resistere con più forza é necessario stare uniti, per lottare di fronte agli attacchi del governo", conclude.

Aldama, il municipio ufficiale, é controllato - dopo le elezioni dell’ottobre 2004 - dal PRI, il Partito Rivoluzionario Istituzionale, che é stato al Governo della Repubblica
ininterrottamente per oltre 70 anni, dal 1929 al 2000, guadagnandosi l’appellativo di
"Partito stato".

Nel 1998, come parte della strategia di contro-insurrezione portata avanti dal Governo federale e da quello statale contro l’Ezln, le sue basi d’appoggio e i governi autonomi create all’interno dei territori controllati dall’Esercito zapatista, venne realizzata una remunicipalizzazione nei municipi con maggiore presenza ribelle: Aldama nacque su territori che prima appartenevano al municipio di Chenalhó (Municipio Autonomo di San Pedro Polhó).

Nel 2002 si formarono però anche le autorità autonome: il Consejo di Magdalena de la Paz estende oggi la propria giurisdizione su una decina di comunità, alcune delle quali situate anche nel territorio del Municipio di Chanalhó.

"Da lá arrivano anche alcuni di coloro che lavorano nel laboratorio. E in una comunitá nei pressi di Chenalhó compriamo tutto il carbone che serve per il laboratorio: prima lo prendevamo a Bethania, vicino a San Cristobal, ma il costo era alto, specie per il
trasporto. Oggi abbiamo trovato un compagno che lo fa apposta per noi, a richiesta".
Come dire che il laboratorio già genere un indotto.

Economie alternative crescono, nel Chiapas zapatista.

"Le nostre porte sono aperte a tutti coloro che vogliano venire a conoscere il nostro lavoro, il Collettivo o che possano sostenerci nella commercializzazione dei nostri prodotti", saluta il compa Manuel.