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Clima, prezzi, scorie, democrazia? La sconfitta del nucleare.

mercoledì 23 marzo 2005

In occasione della Conferenza internazionale sul nucleare (21/22 marzo 2005, Parigi), la Rete "Uscire dal nucleare" pubblica un documento-verità

Di Sortir du nucléaire tradotto dal francese da Karl&rosa

Dopo un periodo difficile, il nucleare tornerebbe d’attualità

FALSO: il nucleare rappresenta solo il 6% dell’energia consumata nel mondo e questa parte, già marginale, si ridurrà inesorabilmente: l’Agenzia internazionale per l’energia (AIE), sebbene favorevole all’atomo, ha riconosciuto, il 27 ottobre 2004 (World Energy Outlook), che la parte del nucleare scenderà al di sotto del 5% verso il 2030. Nei prossimi trent’anni circa 200 dei 440 reattori in funzione attualmente sulla Terra saranno chiusi perché arrivati alla fine della loro vita. I nuovi reattori previsti non compenseranno le chiusure.

La Cina sarebbe il nuovo "Eldorado" del nucleare

FALSO: Effettivamente la Cina prevede di costruire fino a 30 reattori nucleari. E’ certo sufficiente per provocare una o più Cernobil cinesi, ma non impedirà al nucleare di restare marginale: perfino con trenta nuovi reattori, la Cina passerà semplicemente dal 2 al 4% di elettricità nucleare nel 2030, cioé appena l’1% dell’energia cinese. Tutt’altro che un "Eldorado" !

Il nucleare consentirebbe di lottare contro il riscaldamento climatico

FALSO: impossibile "salvare il pianeta" con un’energia nucleare marginale (6%) ed in declino. D’altronde, se occorre lottare contro il riscaldamento climatico, é per lasciare alle generazioni future una Terra abitabile. E’ dunque completamente assurdo perseguire quest’obiettivo ... contaminando il pianeta col nucleare per centinaia di migliaia d’anni. Il problema insolubile delle scorie radioattive basta a squalificare il nucleare.

Il nucleare consentirebbe di lottare contro il riscaldamento climatico (2)

FALSO, ed é addirittura il contrario: il riscaldamento climatico mette il nucleare in grande difficoltà. Nel corso della canicola del 2003 é stato necessario innaffiare i reattori, arrestarne molti e violare i limiti legali di acqua calda e prodotti chimici riversati nei fiumi. La siccità 2005 rischia d’altronde di essere ancora più critica per il nucleare.

Il nucleare costerebbe poco, soprattutto in seguito all’aumento del prezzo del petrolio.

FALSO: uno dei rari vantaggi della deregulation del settore dell’energia é quello di mostrare che il nucleare non é redditizio: le diverse imprese sollecitate da EDF rifiutano di investire nel reattore EPR. D’altra parte, il ministro dell’industria Patrick Devedjian ha confessato, in un’intervista pubblicata il 2 gennaio da un settimanale domenicale che "Per anni, i Francesi hanno contribuito molto, con le loro imposte, allo sviluppo del nucleare." Infatti certe stime vanno fino a 450 miliardi di euro da 50 anni ! Queste somme non hanno mai figurato nelle fatture dell’elettricità.

Il nucleare ritroverebbe credito presso l’opinione pubblica

FALSO: é solo quando uno stato forte lo impone che il nucleare ha progetti di sviluppo (vedi Francia, Cina, Russia, USA). E non é certo perché chi ha il nucleare bombarda l’opinione pubblica di messaggi pubblicitari favorevoli all’atomo che quest’ultimo viene accettato dai cittadini.

Il nucleare avrebbe fatto progressi in materia di trasparenza e democrazia

FALSO: la legge sulla trasparenza del nucleare continua a non esistere in Francia, mentre il segreto difesa é tuttora in vigore. D’altronde l’Assemblea nazionale si prepara a votare il 23 e 24 marzo la costruzione del reattore nucleare EPR ben prima che si svolga (fine 2005) il Dibattito pubblico ufficiale su questa questione !

La questione delle scorie nucleari starebbe per essere risolta

FALSO: il sotterramento delle scorie nucleari é un vero crimine differito contro le generazioni e promette, d’altronde, derive finanziarie quasi indecifrabili: "La costruzione del laboratorio sotterraneo di Bure é in ritardo ed il suo costo iniziale (60 M ?) raddoppiato. Il costo dello stoccaggio in profondità comporta incertezze. Queste diverse stime sono solo una delle incertezze che pesano sul futuro finanziamento della gestione di questi rifiuti". (Corte dei Conti, rapporto pubblico, gennaio 2005)

Il nucleare avrebbe un futuro

FALSO: le riserve di uranio (il combustibile del nucleare) saranno esaurite verso il 2050, molto prima se il numero di reattori dovesse aumentare. Il ritrattamento consente di guadagnare solo un po’ di tempo (con un costo finanziario ed ambientale ingiustificabile) ed i progetti di reattori che si alimenterebbero con le loro scorie esistono solo nei sogni degli industriali. Nel nucleare, come altrove, i miracoli non esistono.

http://bellaciao.org/fr/article.php3?id_article=13216