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Con i precari e le precarie di ATESIA

domenica 28 maggio 2006

di Piero Bernocchi

Ci sono, in ogni periodo, lotte di lavoratori che assumono un rilievo cruciale e il cui esito è decisivo per una intera fase della battaglia tra chi detiene il capitale e chi solo la propria forza-lavoro. Oggi la lotta eroica dei 4000 lavoratori/trici di Atesia, il più grande call-center d’Italia, moderna Fiat del precariato, ha assunto questo carattere e, giunta ad una svolta decisiva, chiama tutti coloro che si dichiarano contro la precarizzazione alle proprie responsabilità. Se i lavoratori dovessero perdere, i licenziamenti in massa che Atesia sta effettuando in queste ore dissuaderebbero altre ribellioni e la precarietà in Italia si estenderebbe senza ostacoli.

Nessuno finga di non sapere. La cosa vale innanzitutto per il governo Prodi che a parole dichiara di voler riportare il lavoro precario ad eccezione. Alberto Tripi, padrone della finanziaria Almaviva e della COS, che possiede Atesia, è un capitalista all’italiana.

Liberista a chiacchiere, dipende dalle commesse pubbliche statali e regionali e da quelle para-pubbliche della Telecom, ma gestisce Atesia come un “padrone delle ferriere” ottocentesco, con condizioni di lavoro inumane, salari di fame, mobbing permanente, spietati licenziamenti di chi protesta. Ha cacciato 36 lavoratrici di XCOS perché avevano organizzato un Cobas. Ai giovani del Collettivo precari Atesia, che coraggiosamente da un anno scioperano con l’80-90% di adesioni per un posto di lavoro stabile e salari decenti, sta rispondendo con la repressione più brutale (dopo i cinque licenziamenti dei mesi scorsi, sta buttando fuori tutti/e coloro che hanno lottato) e con un ignobile contratto, sciaguratamente sottoscritto da Cgil-Cisl-Uil ma respinto dalla totalità dei lavoratori/trici, che “stabilizza” a part-time solo 200 precari, ne espelle mille (e tutto il Collettivo precari) e lascia gli altri 3000 nella assoluta precarietà.

Nel contempo batte cassa al Ministero del Lavoro e al governo: perché Tripi è sponsor della Margherita e grande sostenitore di Rutelli. Ha ottenuto un’ulteriore commessa con 900 “postazioni” nella Pubblica Amministrazione e altro vuole, in cambio di un indecente contratto con mille licenziamenti e lo “sterminio” del Collettivo.

Prodi e il ministro Damiano possono bloccarlo annullando le commesse e chiudendo i rubinetti statali. Se lo lasceranno fare, se non respingeranno i licenziamenti, si dichiareranno i migliori sostenitori della precarizzazione più selvaggia. Ma la lotta di Atesia chiama alle proprie responsabilità anche il PRC che con tanti suoi esponenti, da Bertinotti al neo-ministro Ferrero a tanti eletti alla Regione, Provincia, Comune e Circoscrizione di zona, è “transitato” da Atesia, chiedendo voti e assicurando il massimo impegno per una conclusione positiva della lotta. Il PRC ha Rosa Rinaldi (che ha definito Atesia “la faccia più moderna della schiavitù”) tra i vice-ministri al Lavoro ed un ruolo di rilievo nel governo. Se non fa di Atesia un discrimine nella lotta alla precarizzazione, se abbandona i lavoratori al licenziamento, perderà ogni titolo a parlare contro la precarietà.

E infine la lotta del Collettivo è anche un monito per tutte le componenti di “movimento” che, almeno a parole, hanno al centro delle proprie attenzioni il rifiuto della precarietà e che dovrebbero prendere atto, quand’anche in ritardo, di quale partita cruciale per milioni di precari si stia giocando ad Atesia e fornire urgentemente tutto l’aiuto necessario perché i precari Atesia riescano a spuntarla sul padrone rutelliano Alberto Tripi.

Confederazione COBAS

www.ilmanifesto.it

Messaggi

  • Atesia: 1 giugno sciopero e presidio

    IL 1 GIUGNO FESTA DEI LICENZIATI:
    ATESIA RIMARRA’ CHIUSA!!!

    In questi giorni c’è stato un taglio netto dell’organico di Atesia: circa 400 le lavoratrici e i lavoratori che dal 1 giugno si ritroveranno a spasso, privati anche di quel misero salario che l’azienda è solita elargire. Questi primi licenziamenti (chiamati “mancati rinnovi”) rientrano nell’accordo siglato da azienda e sindacati l’ 11.04.2006 che prevede un esubero di circa mille persone: questo quindi è solo l’inizio!

    Entro il 30 settembre almeno altre 500/600 persone verranno tagliate fuori mentre per le altre ci sarà la contrattualizzazione secondo il famigerato accordo con tutto quello che ne consegue: contratti di Inserimento, Apprendistato o LAP su turnazioni nell’arco di 18 ore e salari da fame, senza alcuna garanzia sulla stabilizzazione del rapporto di lavoro (con tanto di liberatoria!). In poche parole: la stabilizzazione della precarietà!

    Inutile specificare che all’interno di questa mattanza una particolare attenzione è stata riservata a quei lavoratori/trici che hanno cercato di farsi rispettare esigendo un trattamento dignitoso; contemporaneamente l’azienda continua ad assumere altri LAP avendo acquisito nuove commesse pubbliche (come apprendiamo dal quotidiano Milano Finanza del 19 maggio 2006).

    Tutto questo non è più accettabile e riteniamo necessario scioperare nella maniera più partecipata possibile per dimostrare all’azienda che lavoratrici e lavoratori hanno alla fine perso la pazienza: il 1 giugno invitiamo tutte/i nel piazzale antistante Atesia per partecipare alla festa dei licenziati in occasione della quale Atesia sarà chiusa.

    Richiediamo:
    • Immediato reintegro dei lavoratori/trici licenziati negli scorsi mesi ed il rinnovo contrattuale per tutti/e
    • Blocco delle nuove assunzioni fino alla reale stabilizzazione di tutti i lavoratori già contrattualizzati
    • Annullamento dell’accordo sindacale dell’11 aprile e apertura di un tavolo delle trattative

    IL 1 GIUGNO FESTA DEI LICENZIATI:
    SCIOPERO INTERA GIORNATA DALLE 06.00

    NON CI SONO PIU’ GIUSTIFICAZIONI PER CHI VOLESSE ENTRARE A LAVORARE IN AZIENDA IL 1 GIUGNO DOPO I 400 LICENZIAMENTI DEI NOSTRI COLLEGHI…

    Collettivo PrecariAtesia

    Precariatesia@yahoo.it http://precariatesia.altervista.org