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Getronics: A Roma una logorante e patetica trattativa al Ministero. A Napoli si ristruttura..

lunedì 28 febbraio 2005

di Nino Stella

La Getronics ha deciso di controllare il settore informatico italiano prima acquisendo l’Olivetti, liberarsi con le buone o con le cattive dei lavoratori e lavoratrici “olivettiani utilizzando vessazioni, cessioni, trasferimenti di rami aziendali e subappalti vari.

Infine, mantenendo dei piccoli presidi territoriali per mantenere un buon rapporto con enti, amministrazioni pubbliche, banche, per non perdere il controllo delle commesse pubbliche.

Molte attività sono state trasferite in Paesi(Ungheria e Messico) dove la manodopera è meno sindacalizzata e rigida. Altre attività, cedute ad aziende controllate(vedi Alchera) dallo stesso Presidente della Getronics Roberto Schisano(rinviato a giudizio recentemente per vicende fallimentari riguardanti sempre l’ex Olivetti).

A Roma, presso il Ministero per le Attività Produttive in apparenza va avanti un’inutile e logorante trattativa con i sindacati per discutere di fantomatici piani industriali, in realtà al Ministero è stata “legittimata” l’apertura della procedura per la cessione di un ramo aziendale alla società Alchera. I sindacati nazionali di categoria, stanno attuando con l’azienda il solito “gioco delle parti”: hanno fatto circolare numeri “diversi” dei lavoratori e delle lavoratrici interessati alla cessione del ramo aziendale.

Prima 250, poi 131, poi ancora 250. Intanto, l’azienda già inviava comunicazioni ai lavoratori informandoli di essere stati trasferiti presso la società Alchera e tramite questa trasferiti in micro-imprese al di sotto di 15 dipendenti(nelle quali non sarà possibile essere tutelati dallo statuto dei lavoratori). Intanto, Schisano prepara altre cessioni e trasferimenti di rami aziendali. Circola la voce che saranno ceduti i lavoratori e le lavoratrici impegnati presso l’Help Desk. I sindacati invece...continuano a trattare(?) al Ministero delle Attività produttive.

L’azienda ha attuato in questi giorni, con le “disposizioni organizzative”, un vero e proprio piano di ristrutturazione aziendale a livello centrale e nelle varie sedi. Ristrutturazioni che riguardano alcune unità organizzative:Staff, Finance e Administration, Human resource e Qualità, Legal Affaire, Purchasing, Facility Management, Information Processes e Systems.

Anche nella sede di Napoli, S. Giovanni a Teduccio, destinata a diventare tra qualche mese, un “presidio”, sono state ridistribuite dai vari Gervasio, Rizzato e Santoro, funzioni, ruoli, mansioni, lavori, mantenendo vergognosamente ancora inattiva da un anno una lavoratrice con mansioni amministrative che dal 18 maggio 2004, dopo che i vertici territoriali aziendali avevano cercato di imporgli un’attività presso un help desk con turni di lavoro massacranti, è senza lavoro, senza computer e fino a qualche settimana fa senza una sedia e una scrivania.

Ma, alla nostra casella di posta elettronica arrivano altre denunce di vessazioni e di ingiustizie che riguardano oltre la sede napoletana altri siti della multinazionale olandese. Quando interviene la magistratura?