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IMMIGRAZIONE: AGNOLETTO “ABERRANTE LA PROPOSTA DI DE CORATO DI APRIRE A MILANO UN ALTRO CPT”

lunedì 27 giugno 2005

di Vittorio Agnoletto, europarlamentare del gruppo GUE Sinistra unitaria

“Il campo di prigionia di via Corelli va chiuso. E’ la negazione di
qualunque diritto umano"

Palermo, 27 giugno 2005 ­ Da Palermo, dove sta partecipando al convegno del
gruppo GUE (Sinistra Unitaria Europea) del Parlamento Europeo su “L’Europa e
i migranti”, Vittorio Agnoletto interviene sulla proposta del vice-sindaco
De Corato:

“La richiesta di apertura di un nuovo CPT a Milano esprime una mentalità
razzista che identifica tutti gli stranieri extracomunitari come potenziali
delinquenti cercando di strumentalizzare lo sgomento che ha attraversato
l’opinione pubblica di fronte ai gravi fatti di violenza sessuale avvenuti
in questi giorni.

Nessuna equazione è possibile tra singole persone, colpevoli di abominevoli
reati, e un popolo. Altrimenti di fronte al raccapricciante episodio di
stupro avvenuto a Lecco ad opera di alcuni nostri connazionali, come
riportato ieri sui maggiori quotidiani, dovremmo concludere che tutti gli
italiani sono degli stupratori.

Non ci si può inoltre dimenticare che in via Corelli, come in tutti i CPT,
sono rinchiuse persone che non hanno commesso alcun reato, ma che hanno solo
la "colpa" di essere fuggiti dalla fame e dalla povertà.

Le richieste di De Corato isolorebbero ulteriormente l’Italia dalla Comunità
Internazionale, infatti il vicesindaco sembra ignorare che:

- le Nazioni Unite e il Parlamento Europeo hanno condannato, con specifici
documenti, l’Italia per la presenza e la gestione dei CPT;
- Amnesty International da tempo ne chiede la chiusura;
- una delegazione di parlamentari europei (fra cui il sottoscritto) è in
Italia in questi giorni per ispezionare questi moderni campi di prigionia e
domani, in particolare, visiterà quello di Lampedusa.

Le testimonianze dei detenuti di via Corelli da me personalmente raccolte e
riassunte in un esposto depositato presso la magistratura milanese, parlano
di violenze, pestaggi, interventi sanitari coatti e assenza di qualunque
garanzia di difesa giuridica. Se la richiesta di aprire un altro CPT a
Milano fosse, come sembra, in relazione all’idea di rinchiudervi anche i
richiedenti asilo ci troveremmo di fronte ad un’ennesima violazione del
diritto internazionale: infatti, anziché approvare finalmente una legge
per i rifugiati, l’Italia priverebbe della libertà chi è giunto nel nostro
Paese per chiedere protezione e sfuggire dal dramma delle guerre e dalle
minacce per la propria vita”.