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Il Muro a Est - Chiudere il cerchio della nostra ghettizzazione

martedì 3 gennaio 2006

di Jamal Juma

E’ passato più di un anno da quando le forze di occupazione hanno dichiarato il completamento della prima sezione del Muro dell’Apartheid — che va da Jenin a Qalqiliya. La rapida costruzione attorno a Gerusalemme, Ramallah, Betlemme ed Hebron segna la seconda fase del progetto. Frattanto, lontano dall’attenzione del pubblico, l’occupazione ha iniziato la terza fase del Muro, che annetterà e ripulirà etnicamente la Valle del Giordano. Sotto il titolo di "sviluppo", la Valle è diventata un "importante progetto governativo" per l’espansione degli insediamenti. Il risultato è stato la distruzione della terra palestinese, l’aumento delle demolizioni di case, e l’espulsione di Beduini Palestinesi. La scorsa settimana, due dei quattro "terminali" di controllo del movimento dei Palestinesi in entrata e in uscita vennero chiusi ai Palestinesi non residenti nella zona, isolando così completamente le aree a Nord della Valle del Giordano. Nel sud, i "checkpoint volanti" escludono i Palestinesi senza permessi di residenza riconosciuti dall’Occupazione — includendo i proprietari della terra.

Il passo finale per l’annessione della Valle ha avuto inizio.

Giudaizzare la Valle del Giordano.

La Valle del Giordano è sempre stato un obiettivo chiave dell’espansionismo sionista. La Valle comprende oltre il 28% del territorio della West Bank e fornisce accesso alle riserve d’acqua del fiume Giordano. Dalla sommità delle colline si acquisisce il controllo di una parte significativa della West Bank, fornendo postazioni strategiche per l’assedio dei palestinesi. Oggi, la Valle del Giordano, sito dei primi insediamenti nella West Bank, contiene 21 colonie abitate da circa 6300 coloni. Recentemente, sono state rinforzate dall’arrivo di un gruppo di colonizzatori risistemati da Gaza.

Al fine di concludere l’annessione della Valle, i Sionisti hanno investito 24 milioni di dollari in "sviluppo" negli ultimi due anni, con un incremento di altri 19 milioni stanziati per il 2006 e i 2008. Il furto di terra su larga scala costituisce la spina dorsale del progetto di pulizia etnica nella Valle del Giordano. Dei 2400 KM quadrati di terra nella Valle, 455,7 KM quadrati sono considerati "area militare chiusa," 1655, 5 KM quadrati saranno controllati dai coloni, e 243 KM quadrati sono stati confiscati lungo la frontiera con il Giordano. Questo lascia 45 KM quadrati per i Palestinesi.

Il 2% della Valle del Giordano che rimane consiste in un ghetto attorno a Jerico e un gruppetto di piccoli villaggi isolati senza terra — in altre parole, le condizioni di un catastrofico esilio Palestinese.

L’espulsione della popolazione Palestinese.

Dato che essi vivono su ampie arre di terra, i Palestinesi Beduini sono stati un bersaglio di rimo piano per l’Occupazione dal 1948, quando 50.000 Beduini furono espulsi dal deserto del Negev (Naqab). Oggi i rimanenti Beduini nel Negev e nella Valle del Giordano affrontano una minaccia imminente di definitiva espulsione.

Recentemente l’Occupazione ha emesso una serie di ordini per l’espulsione dei Beduini, la demolizione delle case palestinesi, la confisca di terra palestinese, e l’espansione di insediamenti ebraici.

Nell’Aprile del 2005, le forze di occupazione espulsero 300 famiglie palestinesi (1500 persone) da est di Tubas e rubarono 10.000 dunum di terra. A sud-est di Betlemme, l’Occupazione espulse sei famiglie, hanno rubato 20 pozzi di acqua, e distrutto 20 rifugi usati per circa 22.000 pecore e 500 cammelli. Più tardi, centinaia di Beduini a Sawahreh Al-Sharkiya, vicino al centro della Valle, ricevettero l’ordine di abbandonare 25.000 dunum di terra. Il Muro dell’Apartheid ora li isolerà da un’area che si estende da Sawahreh, alla periferia di Gerusalemme fino al Mar Morto, e poi a Nord di Gerico.

Per mesi, le pecore che si trovavano su terra confiscata sono state "detenute" dall’Occupazione e i proprietari puniti con forti multe. Questa settimana, i pastori palestinesi hanno riferito che le pecore sono state semplicemente rubate.

La confisca di terra e l’isolamento della Valle del Giordano, insieme al maltrattamento dei pastori, sta sistematicamente distruggendo l’industria zootecnica palestinese, e sta privando il nostro popolo di un’altra fonte di reddito.

La distruzione di case è un’altro elemento del piano sionista. Dozzine di case sono già state demolite nella Valle del Giordano. Quattro case famigliari sono state demolite a Jeftlik e Fasayel. Per anni, la costruzione è stata proibita per 1500 abitanti di Fasayel e al villaggio è stato negato accesso alle infrastrutture di acqua ed elettricità. In più, gli abitanti dei villaggi subiscono regolarmente abusi ed attacchi dagli insediamenti vicini.

Un totale disastro minaccia di inghiottire il villaggio di Al-Akaba. 700 dei suoi abitanti furono espulsi dopo la guerra del 1967. L’Occupazione arbitrariamente detiene la popolazione rimanente nel vicino campo militare e confisca bestiame e carte di identità. Ora, il consiglio di villaggio ha ricevuto 16 ordini di demolizione riguardanti molti palazzi nel villaggio, incluso l’asilo infantile, l’ambulatorio, la moschea ed una centrale elettrica.

Frattanto, la costruzione di insediamenti e l’espansione sta colonizzando le aree appena confiscate. Tre mesi fa, i coloni da Rotarm recintarono 1000 dunum di terra. La colonia di Miskyot si sta espandendo e i bulldozer stanno lavorando senza sosta a preparare la terra e le infrastrutture per una nuova colonia nel Nord-Ovest della Valle.

L’attività di insediamento è stata recentemente rafforzata quando il ministero delle Abitazioni dell’Occupazione ha pubblicato offerte per 700 nuove unità in due dei principali insediamenti. Inoltre, l’Occupazione ha approvato un enorme progetto agricolo, che include l’accesso a grandi tratti di terra, acqua gratis, e 22 milioni di dollari di sussidi per attirare nuovi coloni.

La terza fase del progetto Muro dell’Apartheid.

Le leggi razziste di occupazione e uno schema di "sviluppo" per la colonizzazione nella Valle del Giordano creano un’orribile realtà di espulsione e ghettizzazione, troppo ben conosciuta in tutta la West Bank. Strade recintate, zone militari, insediamenti, checkpoints, trincee e posti di blocco sono continuamente schierati in una forma che rispecchia i muri di cemento che chiudono fuori ad ovest i Palestinesi.

Mentre i palestinesi nella Valle del Giordano sono costretti a vivere in baracche ed ospitare intere scolaresche sotto tendoni, i colonizzatori sionisti stanno costruendo una nuova era di esproprio razzista, oppressione ed espulsione. Lo scopo finale è assicurare che la regione, una volta svuotata dalla sua popolazione palestinese, diventi una grande risorsa strategica sionista e fornisca risorse agricole e risorse naturali su larga scala per sostenere la loro economia e la loro espansione. Nel Sud, la costruzione del muro ad est è iniziata presso Eizzariya e subito circonderà Betlemme ed Hebron da est e taglierà la West Bank in due.

Mentre i rappresentanti governativi palestinesi sono invitati ai tavoli della diplomazia globale, il popolo palestinese viene sistematicamente ghettizzato. L’isolamento fisico è parte del piano per frammentare la lotta palestinese e costruire muri tra la nostra lotta e la lotta per l’auto-determinazione araba.

Il cappio attorno al collo del popolo palestinese si sta rapidamente stringendo.

Mentre la pulizia etnica di Gerusalemme distrugge il centro urbano della Palestina, l’annessione e l’isolamento della Valle del Giordano sta privando i Palestinesi della loro terra, delle risorse idriche, agricole e della produzione zootecnica.

A fronte di questa realtà, gli appassionati dibattiti se il nuovo leader laburista Peretz sia una "colomba della pace" all’interno del campo sionista che promette uno "stato palestinese" appaiono bizzarri. Questi dibattiti hanno il solo scopo di gettare silenzio sul grido palestinese che chiede di isolare l’Israele dell’Apartheid e deviare l’attenzione del mondo dalla continua colonizzazione di terra palestinese, un processo che è sempre stato attuato con fervore sia dai governi Labour che quelli del Likud. A questo punto, una soluzione a due stati sarebbe teoricamente proponibile, ma è diventata praticamente impossibile. I negoziati per uno stato senza frontiere, senza capitale, o senza terra finiscono solo per ingannare il nostro popolo e il resto del mondo.

Documento originale The Eastern Wall
Traduzione di Gianluca Bifolchi
Campagna Palestinese

http://www.zmag.org/Italy/juma-muroaest.htm


http://www.edoneo.org