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Federico Rucco - Contropiano

Il popolo delle stelle

sabato 23 febbraio 2013

Cosa è il popolo delle “cinque stelle”? Un movimento che fa della Costituzione una religione civile o un pezzo di società che la sinistra si è fatta nemica gratis? Reportage dalla piazza di Grillo.

“Abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni del popolo viola ma poi sono prevalse strumentalizzazioni e divisioni. Oggi le cinque stelle sono la continuità di quel movimento”. Carlo e Cristina, laureati, non ancora trentenni, ci spiegano così perché sono in Piazza San Giovanni alla manifestazione finale di Beppe Grillo e del suo Movimento 5 Stelle. Antonio, da Benevento, precario della scuola, preferisce la declinazione semplice: “Se ne devono andare affanculo tutti i partiti, i sindacati, i corrotti”. “La Costituzione è il nostro programma, tutti gli altri l’hanno tradita”, Maria avrà una cinquantina d’anni, ha sempre votato a sinistra ma adesso voterà per Grillo.

Sono queste alcune delle considerazioni raccolte in piazza San Giovanni a Roma l’ultimo venerdi di campagna elettorale. Abbiamo saputo che altri “colleghi” della stampa hanno avuto problemi ad entrare nel backstage del palco e hanno chiamato la polizia per potervi accedere. Due scelte che non ci appassionano affatto. Abbiamo preferito stare nella piazza in mezzo al popolo grillino per guardarli in faccia, scambiare battute, ascoltarne i commenti agli interventi dal palco. Sono due modi diversi di indagare su una realtà che sembra essere la vera novità – e forse la variabile indipendente – di queste elezioni.

Se qualcuno voleva disegnare i “Cinque Stelle” come movimento populista, dovrà fare i conti con una regìa del palco e della manifestazione che invece declina uno ad uno gli articoli più importanti della Costituzione e ne dichiara pubblicamente la fedeltà. Il conduttore alterna la lettura degli articoli a brevi video dedicati e qui l’impatto è forte: il procuratore di Caltanissetta Scarpinato – persona straordinaria - che legge Calamandrei; Vittorio Arrigoni su pace e guerra; Pasolini che mette sull’avviso a metà degli anni Settanta sul pericolo del consumismo, ed ancora “I cento passi” di Peppino Impastato sulla legalità e via scorrendo. C’è poi un video che è decisamente una sorpresa: l’intervento del presidente dell’Uruguay, l’ex tupamaro Mujica, uno che ha rinunciato al suo stipendio da presidente della repubblica e che continua a vivere nella sua casetta autocostruita in campagna. Un ex tupamaro tra i grillini fa un certo effetto.
Intervengono anche i candidati del Movimento 5 Stelle (ne omettiamo i nomi perché oggi non si può fare campagna elettorale). Gente giovane e con l’aria da dilettanti allo sbaraglio qualora entrassero in parlamento. C’è la candidata del Piemonte che invoca il reddito minimo garantito e tuona contro le politiche di austerity che chiudono gli ospedali e lasciano cadere a pezzi le scuole; c’è l’ingegnere genovese che tuona contro le devastazioni ambientali e invia i suoi saluti ai No Tav, ai No Gronda e ai No Muos; c’è la candidata emiliana che parla della lotta alle mafie e invoca legalità o il giovane freelance romano candidato nel Lazio che spiega la non violenza, la richiesta di ritiro delle missioni militari e il no agli F35 e l’intransigenza del ripudio della guerra nella Costituzione Italiana. “L’Italia ripudia la guerra” si tuona dal palco quasi a sottolineare l’importanza della questione.

C’è spazio anche per una “caduta politica”, l’unica a rendere quel palco e quella piazza meno prossima a quella che ci è sembrata. L’articolo della Costituzione sul lavoro viene fatto declinare da un giovane imprenditore veneto - trapiantato a Prato e candidato in Toscana - che l’eliminazione degli incentivi statali agli impianti fotovoltaici ha messo in crisi. La storia è quella solita dei self made man e poi dello stato coercitivo che con tasse, decreti, ritardi nei pagamenti porta le piccole imprese al fallimento. Storie che abbiamo sentito spesso nei raduni leghisti, ma che pure rappresentano un pezzo di realtà produttiva che la crisi sta spappolando nel paese cresciuto nell’illusione che “piccolo è bello”.

La tabella di marcia della Bce e la centralizzazione produttiva a livello europeo non fanno prigionieri, se ne stanno accorgendo in molti nel Nordest così come in quelli che erano i distretti industriali. Ma che la questione del lavoro debba essere declinata da un imprenditore e non da un lavoratore, anzi che voglia essere declinata affermando che lavoratori e padroni abbiano stessi interessi è l’aspetto più inquietante dell’elaborazione grillina. Un’idea che lo stesso Grillo agita ripetutamente, ovvero quella che i lavoratori diventino azionisti e compartecipanti delle sorti delle loro imprese. Grillo su questo parla a sproposito e lo ha fatto anche ieri sera – tra l’altro contraddicendosi - quando ha raccontato dei lavoratori del Monte dei Paschi di Siena che hanno investito il loro Tfr nelle azioni dell’azienda ed ora si ritrovano con un pugno di mosche svalutato di quattro quinti.

Una piazza contraddittoria dunque, con un popolo che somiglia tantissimo a quello che abbiamo visto in piazza con le sciarpe viola negli anni scorsi, nella manifestazioni che invocavano legalità ma che alla fine sono state disperse dall’inerzia e dalla complicità del Pd e dalle voracità egemoniche di Di Pietro. Una piazza che difende la Costituzione e che acclama come Presidente della Repubblica Pertini per far sapere che non stima affatto Napolitano. Un popolo che si era disperso e che Grillo è riuscito a mobilitare quando non c’è più un parafulmine come Berlusconi al governo. Una piazza e un popolo con cui la sinistra dovrà fare i conti sul serio. Oggi è riuscita a fare come novanta anni fa con gli Arditi. “Ce li siamo fatti nemici gratis”, commentò allora amaramente Antonio Gramsci.

23 Febbraio 2013

Federico Rucco

http://www.contropiano.org/it/news-politica/item/14720-il-popolo-delle-stelle

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Messaggi

  • Pasolini, Arrigoni, Impastato... se fossero vivi starebbero su quel palco? Secondo me no!

  • Oggi è riuscita a fare come novanta anni fa con gli Arditi. “Ce li siamo fatti nemici gratis”, commentò allora amaramente Antonio Gramsci.

    Lontano da me di paragonarmi ad Antonio Gramsci, ma é da anni che lo dico, il movimento M5S mi ricorda troppo le camice nere, poco importa se sono un sotto prodotto del risultato delle politique delle diferenti correnti politique che continuamo a insistere a chiamarle di "sinistra" ma che in realita hanno come solo sinonimo di formazioni politiche "sinistrate"...

    Molto buono di parlarne adesso perche la vera natura di questo movimento che assomiglia troppo ai movimenti reazionari americani, uscira in modo molto chiaro nei mesi prossimi...

    • Concordo, unica postilla: tale natura uscirà già dopodomani, è da tempo in embrione.

    • sono d’accordo con te. anche io è da anni che provo a denunciare la pericolosità di questo movimento ma i compagni non hanno capito. eppure già con mussolini e poi con berlusconi avevamo fatto lo stesso errore... ma evidentemente non abbiamo imparato...

    • Grillo è la perfetta continuità, pur con ben altre adesioni di massa e con un linguaggio certamente più "plebeo" ( e io direi anche con una maggiore attenzione ai temi del lavoro e del precariato ), dei girotondini del primi anni duemila, dei dipietristi ed infine, come dice l’articolo iniziale, dei cosiddetti "viola" ...

      Tutto movimenti senz’altro discutibili presi uno ad uno, tutti "giustizialisti" e tutti con tratti politici anche ambigui, ma coi quali ci siamo largamente sporcati le mani, coi quali abbiamo sviluppato allenza ... ed anche oggi, non pochi degli esponenti più noti di questi movimenti degli anni scorsi stanno nelle liste di "Rivoluzione Civile" o comunque la sostengono ...

      Lo stesso Ingroia come pure De Magistris, anche se non fanno personalmente mistero di una loro formazione personale di tipo marxista, sono oggettivamente più espressione di questi movimenti che della storia classica del movimento operaio e del marxismo ...

      Quindi, dove sta questa presunta "purezza ideologica" da sventolare ?

      Coi grillini toccherà fatalmente farci i conti ...e avendo in comune, nel bene e nel male, Rivoluzione Civile ed il Movimento 5 Stelle almeno un 70 - 80% di punti programmatici .... altrettanto fatalmente, se Rivoluzione Civile riuscirà, e credo di si, a raggiungere il quorum alla Camera ... penso che i grillini saranno i nostri alleati più naturali nelle battaglie parlamentari .... sicuramente più di Sel per non parlare poi di un PD lontano mille miglia da ogni nostra istanza ...

      Che senso ha allora buttare oggi tanta merda sui grillini ?

      E questo mi sembra il senso profondo dell’articolo di Contropiano, peraltro un giornale on-line sulla cui "identità comunista" non possono certo esistere dubbi ...

    • "Grillo è la perfetta continuità, pur con ben altre adesioni di massa e con un linguaggio certamente più "plebeo" ( e io direi anche con una maggiore attenzione ai temi del lavoro e del precariato ), dei girotondini del primi anni duemila, dei dipietristi ed infine, come dice l’articolo iniziale, dei cosiddetti "viola" ..."

      Quindi Grillo non è più in continuità col berlusconismo legaiolo e glissiamo sulle pacche sule spalle a casapound e le pedate ai marocchini? Funziona così, scurdammece ’o passato?

      Allora facciamo in modo che raggiunga la maggioranza assoluta, diamogli il ministero degli interni e della difesa, poi andiamo in Valsusa e vediamo sei i suoi gendarmi stendano tappeti rossi ai NoTav per fermare la distruzione della valle e usciamo dalla NATO.

      Vabbé, andate avanti voi perché a me me vié da ride... mi sa che ancora non è chiaro di che pasta sono fatti i cosiddetti grillini... ve ne accorgerete lunedì.

    • nessuno butta merda, ma semplicemente si fanno i conti con i fatti. Mi dispiace non si tratta neanche di purismo ideologico, semplicemente io tutta questa attenzione ai temi del lavoro non la vedo. grillo parla di abolizione dei sindacati salvando solo i cobas. ricordo bene che alla vigilia della manifestazione per pomigliano grillo e i grillini hanno snobbato quella lotta anche se era chiaro a tutti che si trattava della prima mossa per distruggere il contratto collettivo. io i grillini in piazza non li ho mai visti, mai! nessuna bandiera dei 5 stelle in nessuna lotta per il lavoro... mi dispiace ma sti fatti di cui parli tu a me non sono pervenuti.