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martedì 4 maggio 2004

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Di Viviana Vivarelli

Da un articolo di sabato di Bruno Marolo:

"Gli americani usano in modo sistematico la tortura per strappare informazioni ai prigionieri. Saddham aveva una famigerata prigione dove infieriva con la tortura sui dissidenti con cani, scosse elettriche sui genitali, abusi sessuali. Gli americani l’hanno occupata e usano le stesse torture di Saddham sui prigionieri iracheni.

Parte di questi interrogatori sono dati in appalto a servizi di spionaggio privato con meno scrupoli e meno regole dei militari, parte di queste torture sono applicate dal personale di imprese di sicurezza private, quelle per intendere che contano 25.000 uomini in Irak. Titan Corporation di San Diego, California, Caci International di Arlington, Virginia...Ora gli abusi sono stati documentati e le foto hanno fatto il giro della stampa mondiale sollevando scandalo in Inghilterra e negli Stati uniti. Non solo i soldati e le soldatesse americane usavano la tortura ma la fotografavano anche mandando in patria i loro souvenir. Bush e Blair fingono di non saperne niente e dicono che ci sara’ una inchiesta, frose sara’ fatta e forse no, comunque sara’ in segreto e a porte chiuse.

Ma che non sappiano niente e’ un po’ difficile, visto che da marzo Amnesty aveva raccolto prove e fatto denunce precise con un niente di fatto. Cosa si fa ai prigionieri di guerra? nudi, incapucciati da cappucci neri o di sacchi neri di plastica, ricevono percosse (nelle foto si vede un corpo nudo a terra scuro dalle botte e forze morto), sono tenuti senza dormire, sono tormentati da musica altissima giorno e notte, sono legati per ore sotto il sole, costretti ad atti sessuali contro natura, torturati con scosse elettriche ai genitali, fatti azzannare dai cani...

Abbiamo visto le soldatesse e i soldati usarli come trofei, impilando i corpi nudi e incappucciati in scene sessuali vergognose o mettendoli in pose porno, sconce e animalesche. "L’abuso sessuale e’ per un musulmano il peggior oltraggio e quelle immagini infiammeranno le folle. Abbiamo sostituito un dittatore brutale con una superpotenza altrettanto brutale. L’America ha perso completamente la battaglia per le menti e i cuori degli iracheni."

Paolo Cento (verdi): "Noi vogliamo che l’Italia non sia piu’ complice di questo scempio"

Ma anche oggi, con impudicizia estrema, al tg Berlusconi ripete: "Non ce ne andreno dall’Irak perche’ siamo li’ per portare democrazia, ordine e liberta’ " . Pronunzia le parole lentamente, facendo molta attenzione che la dizione sia perfetta, il tono giusto, la recitazione attenta, cosi’ da trasfondere un messaggio di consapevolezza, saggezza, senso del sacrificio... La verita’ e’ talmente diversa da quel tono saggio e consapevole che siamo affascinati e atterriti come davanti a un mostro.

Con lo stesso tono di voce saggio, sensibile e consapevole, Luigi Chiatti diceva che amava i bambini