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"My Father - Rua Alguem 5555" - Avere per padre Josef Mengele, l’angelo della morte ad Auschwitz

lunedì 5 giugno 2006

“My Father” di Egidio Eronico, dal 9 nelle sale
Avere per padre Josef Mengele, l’angelo della morte ad Auschwitz. Dal romanzo di Peter Schneider

di Federico Raponi

Nel 1985 il settimanale tedesco Bunte Illustrierte pubblicò un reportage - corredato di informazioni, manoscritti, diari, lettere - con un’intervista esclusiva ad Herman Mengele, figlio del medico nazista tristemente noto come “l’angelo della morte” nel campo di concentramento di Auschwitz. Quel materiale è stato utilizzato e rielaborato da Peter Schneider nel romanzo Vati (Papà, edizioni e/o), «la storia di un figlio non all’altezza della propria storia». Dal romanzo Egidio Eronico ha ricavato un film - presentato ieri a Roma - che uscirà nelle sale a partire da venerdì 9 giugno.

Studi di germanistica e storia alle spalle, Schneider ha vissuto il ’68 tedesco. Per questo gli fu impedito l’insegnamento e subì un processo per ostilità alla Costituzione. Iniziata nel mentre l’attività letteraria, ha poi tenuto cattedre negli States, collabora con riviste come il New York Times Magazine e ha contribuito alla scrittura del film.

Josef Mengele, che si era specializzato in eugenetica social-darwinista, condusse atroci esperimenti nel lager polacco. Alla fine della Seconda guerra mondiale fuggì in Brasile dove morì senza venir catturato. Il figlio seppe a 15 anni della sua esistenza e identità. Cominciò allora tra di loro un rapporto epistolare che portò all’incontro nel rifugio a Manaus, in seguito al quale Herman non trovò il coraggio di denunciare il genitore. Prendendo il film come spunto e andando oltre valutazioni di merito, per dare il segno del rimosso del popolo tedesco - che visse un’adesione pressoché totale con il Führer ed il regime nazista - val la pena citare quanto avvenuto a Schneider, e di recente al lavoro cinematografico. Lo scrittore, a causa del suo romanzo, «ha subito due processi, subendo ricatti morali ed economici da parte della famiglia Mengele, che in Germania ha un’importanza paragonabile a quella degli Agnelli», ha detto il cineasta. Dopodiché il film. «Nessuna coproduzione tedesca o austriaca - ha proseguito Eronico - conoscendo il contenuto ha voluto partecipare. Per il ruolo del padre cercavamo un attore di lingua tedesca, ma quelli contattati non hanno accettato. Ne temevano la negatività. Perfino il direttore del Festival di Berlino (dove il film è stato presentato nel 2004 come evento speciale, ndr) non se l’è sentita di metterlo in concorso».

Ma ce n’è pure per il paese in cui viviamo. «Nel nostro piccolo - ha insistito il regista - abbiamo fatto qualcosa di spregevole anche noi italiani. Con le spedizioni coloniali, 500 mila morti in Africa. Per decenni si è fatto finta che non fosse accaduto». E oggi? «Abbiamo assistito alla pulizia etnica nell’ex-Jugoslavia. E’ inaudito ciò che è successo nel generale, inquietante silenzio e immobilità». Per finire con «le fandonie dell’esportare la democrazia in Iraq. Non capisco come ci si possa cadere, i motivi sono economici. Il mondo - ha concluso Eronico - è tristemente ripetitivo. Quello che cambia è solo il modo con cui si finge di stupirsi».

www.liberazione.it

Cast
Aron Sipos, Charlton Heston, Marit Nissen, Odenir Fraga, Marcos Breda, Andras Stohl, Odilon Wagner
Regia
Egidio Eronico
Sceneggiatura
Peter Schneider, Fabio Carpi, Antonella Grassi, Egidio Eronico
Data di uscita
Venerdì 9 Giugno 2006
Genere
Drammatico
Distribuito da
AB FILM (2006)


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