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PARIGI: Incontro-dibattito per un’altra politica delle migrazioni

sabato 9 dicembre 2006

prima tavola rotonda

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de Giustiniano Rossi

Venerdi sera, nella storica sede del PCF a Parigi, in piazza colonel Fabien, si é svolto un incontro dibattito per un’altra politica dell’immigrazione - al quale hanno aderito il Collettivo Bellaciao di Parigi ed il Circolo di Parigi di Rifondazione comunista - che si articolava su due tavole rotonde :

Alla prima "Si devono rinchiudere gli stranieri ?", animata da Fernanda Marrucchelli, dirigente nazionale del PCF, era prevista la partecipazione di Giusto Catania, del GUE, deputato europeo di Rifondazione comunista (assente per motivi di salute), di Anne de Loisy, giornalista, autrice di un libro-testimonianza sulla zona d’attesa per gli stranieri "illegali" o presunti tali dell’aeroporto di Roissy, di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’ARCI, di Claire Rodier, giurista del GISTI e di Migreurop e di Aminata Traoré, ex ministra della Cultura del Mali (assente per altro impegno).

Alla seconda "La repressione e la chiusura delle frontiere puo’ essere oggi la sola politica dell’immigrazione ?", animata da Sophie Celton, dirigente nazionale del PCF, partecipavano Nicole Borvo, senatrice, dirigente nazionale del PCF, Caroline Intrand, di CIMADE ed Emmanuel Terray, antropologo (Giusto Catania ed Aminata Traoré avrebbero dovuto partecipare anche a questa seconda tavola rotonda).

Fernanda Marrucchelli, introducendo il dibattito, indica come il problema dei migranti sia al centro della campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali dell’aprile prossimo, dato che la politica dell’immigrazione dell’attuale governo e del suo ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy, candidato della destra alla presidenza della Repubblica, é un attentato ai diritti della persona ed al diritto di asilo.

Claire Rodier sottolinea che la sola politica comune dei paesi dell’Unione Europea in tema di immigrazione é quella di filtrare i migranti necessari alla stabilità del mercato del lavoro, riducendo nel contempo il numero dei richiedenti asilo. L’Unione Europea subappalta la gestione delle sue frontiere ai paesi di più forte emigrazione, quelli del Magreb, il Senegal e alcuni paesi dell’Est europeo, ma anche alla Libia, sovvenzionando l’apertura di Cpt, che si aggiungono a quelli presenti sul suo territorio, in Mauritania, Senegal, Libia, Algeria, dove rinviare gli stranieri dalle zone di attesa aeroportuali. La politica dell’immigrazione dei governi europei é severa, siano essi di destra o di « sinistra » in quanto entrambi gli schieramenti sono maggioritariamente convinti che essa sia portatrice di voti.

Filippo Miraglia informa che, mentre gli stranieri che hanno fatto domanda di lavoro in Italia quest’anno entro la data limite del 14 marzo sono stati oltre 500.000 (la loro regolarizzazione frutterà allo stato una cifra corrispondente a quella di una finanziaria), ai quali molti altri si sono aggiunti successivamente, quelli arrivati a Lampedusa, che fanno domanda di asilo, sono solo 20.000 circa, la metà dei quali Marocchini. Questo dato contrasta con le immagini trasmesse quotidianamente dalla TV, vero artefice delle idee degli Italiani sull’immigrazione.
I Cpt, oltre ad essere in contrasto con i diritti della persona, sono inutili e costosissimi (secondo i dati pubblicati dalla Corte dei Conti, ogni detenuto costa 30.000 euro) : solo il 20% degli espulsi proviene dai Cpt.

Anne de Loisy parla dei casi di violenza, frequenti nelle zone d’attesa aeroportuali, di cui é venuta a conoscenza grazie ai sei mesi passati a Roissy come dipendente della Croce Rossa.

Dal pubblico viene denunciata l’esistenza in Francia di un’economia parallela, soprattutto nei settori delle costruzioni, della confezione, della ristorazione e dell’agricoltura stagionale, che funzionano grazie al lavoro illegale (non clandestino). I Cantieri Navali dell’Atlantico hanno denunciato per diffamazione l’animatore del sito Internet Bellaciao per aver diffuso un comunicato sindacale sulle condizioni di sfruttamento di lavoratori polacchi nei Cantieri da parte di una ditta di subappalto.

Caroline Intrand, di CIMADE, annuncia una campagna dell’associazione di cui fa parte sugli aspetti più aberranti della politica dell’immigrazione del governo francese e dei governi europei.

Nicole Borvo, senatrice del PCF, fornisce alcuni dati, dai quali risulta che l’immigrazione « irregolare » é ormai stabile, fra 300.000 e 400.000 unità, mentre 25.000 si aggiungono ogni anno grazie al ricongiungimento familiare. I senatori comunisti hanno chiesto, senza ottenerla, una commissione d’inchiesta sui datori di lavoro nero, mentre é stata istituita una commissione d’inchiesta sull’immigrazione clandestina.

Emmanuel Terray informa che 80 associazioni hanno lanciato una campagna per la regolarizzazione di tutti i Sans Papiers. La libertà di movimento é insopprimibile, anche per questa ragione la politica basata sui controlli non é realistica.

Dal pubblico viene denunciato il mercato dei visti nei paesi di emigrazione, il peggioramento delle condizioni di vita nei paesi poveri dovuto allo sfruttamento da parte dei paesi ricchi, l’importanza per l’economia europea del lavoro illegale.

Parigi, 9 dicembre 2006

prima tavola rotonda
Fernanda Marrucchelli
Anne de Loisy
Filippo Miraglia
Claire Rodier
sala
seconda tavola rotonda
Sophie Celton
Nicole Borvo
Caroline Intrand
Emmanuel Terray
sala