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Parigi: incendio in uno stabile abitato da immigrati, 17 morti

venerdì 26 agosto 2005

Inferno in un condominio abitato da immigrati africani a Parigi. Un incendio che si è sviluppato nella notte in un edificio fatiscente ha causato la morte di 17 persone, tra cui sei bambini.

Secondo le autorità le fiamme si sono propagate lungo la tromba delle scale e hanno devastato i sette piani del palazzo, costruito negli anni ’20 nel 13mo distretto della capitale francese. Le vittime sono soprattutto originarie del Mali, del Gambia, della Costa d’Avorio e del Senegal.

I feriti sono 23, due dei quali in gravi condizioni. Le cause di uno dei più gravi incendi della Parigi post-bellica non sono ancora note, ma molti sono i punti in comune con il rogo del 15 aprile scorso in cui persero la vita 24 persone, anche esse immigrate, ospiti di un hotel.

Secondo la polizia nell’edificio all’incrocio tra Boulevard Vincent-Auriol e la rue Edmond-Flamand, vivevano 133 persone, tra cui 100 bambini. Tutte erano state indirizzate li’ da organizzazioni umanitarie e l’edificio era amministrato dal gruppo privato France Europe Habitat.

"Era un palazzo fatiscente e pieno di topi" ha riferito un abitante del quartiere, "le scale di legno oscillavano". L’allarme è stato dato poco dopo la mezzanotte per un incendio che si era sviluppato tra il terzo e il settimo piano. Il panico, come ha riferito il portiere del palazzo, Oumar Cisse, ha spinto alcuni a saltare giù dalle finestre. Lo stesso Cisse ha parlato di un edificio "terribilmente sporco, pieno di crepe e infestato dai ratti".

"Era dal 1991" ha aggiunto "che aspettavamo di essere trasferiti in un posto migliore". Serge Blisko, vice presidente del 13mo arrondissement ha negato che il palazzo fosse in cattive condizioni igieniche e strutturali. "Era stato requisito dallo stato e affidato all’organizzazione umanitaria Emmaus. Era vecchio, ma non era sporco". Gli abitanti erano perlopiù famiglie che negli anni ’90 avevano occupato abusivamente altri appartamenti della citta’.

"L’immigrazione clandestina non c’entra" ha puntualizzato Blisko, "tutta la gente che vi abitava è regolare". Nello spegnimento del rogo, che ha richiesto tre ore, sono stati impegnati 210 vigili del fuoco e 50 autopompe. Sul luogo del disastro sono arrivati anche il ministro dell’Interno, Nicolas Sarkozy, e il sindaco della città, Bertrand Delanoe.

"Le scale sono state le prime a bruciare" ha riferito una fonte dei vigili del fuoco, "per questo la gente ha cercato scampo alle finestre". La maggior parte delle vittime sono state uccise dal fumo, ha aggiunto.

http://www.liberazione.it/notizia.asp?id=3736