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Una medicina dei poveri

venerdì 31 dicembre 2004


di Aline Chambras

Jean-Louis Gross é medico, membro del Sindacato di medicina generale*. Per lui,
l’accordo sulla ripartizione delle cure firmato il 15 dicembre, con l’istituzione
del "medico curante", fa presagire un sistema sanitario ingiusto.

A proposito del protocollo di accordo firmato dall’Unione nazionale delle casse
di assicurazione-malattia (Uncam) e da tre sindacati di medici, Lei parla di
inganno. Perché?

Jean-Louis-Gross: I firmatari ci parlano della loro volontà di preservare, ovvero
di migliorare l’accesso alle cure. Di fatto, questo accordo introduce l’autorizzazione,
per tutti gli specialisti, di praticare onorari superiori alla tariffa quando
i pazienti non saranno loro indirizzati dal medico curante. Se un paziente entra
nel circuito coordinato attraverso il medico curante, lo specialista sarà remunerato
meno: é dunque un vero incitamento a non praticare il coordinamento delle cure
ed a dare degli appuntamenti per una consultazione a pazienti con accesso diretto,
dunque ad una tariffa più elevata. La differenza sarà a carico dei pazienti o
delle assicurazioni complementari della salute, dato che non é rimborsata dalla
cassa di assicurazione malattia.

Quali saranno le conseguenze concrete dell’istituzione del "medico curante"?

I pazienti benestanti continueranno a consultare chi vogliono, quando vogliono, con le complementari (assicurazioni o mutue) coprendo le differenze di onorario. I pazienti più poveri andranno dal medico curante per accedere agli specialisti. Questo doppio circuito, invece di valorizzare la funzione di coordinamento, le conferisce una connotazione di medicina dei poveri. Contrariamente agli scopi dichiarati, la scelta non si farà in base alla reciproca fiducia, ma per necessità economica. E che dire dei tempi per avere un appuntamento nel circuito del "medico curante"?

Quali sono gli altri segnali della liberalizzazione del servizio sanitario?

Esiste una misura di cui ancora non si parla, e che é terribile: se la spesa sanitaria supera il tasso votato dal Parlamento (3,2% per il 2005), il comitato di allerta interverrà e la cassa assicurazione malattia avrà il compito di fare scendere i tassi di rimborso degli assicurati. A livello della riforma ospedaliera, si tratta di mettere in concorrenza sleale un servizio pubblico ospedaliero con un settore ospedaliero privato che seleziona i pazienti in base a criteri di solvibilità e redditività. A livello delle complementari della salute, si tratta di mettere in concorrenza, sotto la pressione dei trattati europei, il settore delle mutue e quello delle assicurazioni private. Il risultato sarà che le mutue, malgrado i valori di solidarietà di cui continuano ad essere portatrici, saranno sullo stesso piano delle assicurazioni private di fronte alla legge.

*Medico, coordinatore dell’ospedale di Nuits-Saint-Georges (Côte d’Or). Il Sindacato della medicina generale pubblica la rivista Pratiques

Tradotto dal francese da Karl&Rosa di Bellaciao

http://www.politis.fr/article1195.html