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AGUA

giovedì 31 agosto 2006

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di Enrico Campofreda

Argentina. Goyo, “lo squalo del fiume”, è un nuotatore di lunga lena, ha dimestichezza con l’acqua, scivola in essa, come dovrebbe scivolare nella vita. Invece a un tratto entrambe diventano torbide.

Viene squalificato per doping e la relazione con una donna dalla quale ha avuto una bimba, Sol, s’interrompe. Lui sparisce, si emargina risucchiato dal senso di sconfitta, da un crescente disagio di relazioni.

Quando, dopo molto tempo, rincontra la compagna questa è assai dura e lo respinge. Ora vive con un altro uomo che fa da padre a Sol e offre stabilità anche se la passione per l’ex non è sopita.

Goyo incontra anche Chino, giovane nuotatore d’un certo talento che s’allena con Roque, coriaceo e paterno tecnico dalle grandi qualità umane. Roque cerca d’istillare al ragazzo la grinta per risultare vincente nello sport e nella vita. Chino ha i suoi tempi che non sempre corrispondono ai ritmi concitati delle gare. La sua partner fa l’estetista, è in attesa d’un bambino, l’aspetta una vita serena e assolutamente normale.

L’acqua, elemento contro il quale Chino deve lottare in piscina, sa essere anche asettica. In tanti passaggi degli estenuanti allenamenti l’immersione del corpo è una sorta di ritorno allo stato prenatale del ventre materno. Lì il giovane non è assillato da “tempo e forza”, due parametri con cui deve continuamente misurarsi. Nella selezione che precede una maratona internazionale di 57 km nelle acque d’un fiume, Chino non consegue i tempi previsti ed è escluso dalla rappresentativa del suo paese. Si deprime e s’apparta scegliendo un lavoro di fatica.

Allora Goyo, che ha ripreso a frequentare l’ambiente del nuoto, si rifà sotto e annuncia la partecipazione alla gara. Chino lo seguirà su un battellino per rifornirlo. Durante il percorso i concorrenti devono a un tratto aggirare un isolotto, Goyo opta per una via più ostica che nessun altro sceglie. Chino stupito lo segue ma a un certo punto Goyo sale in barca e chiede al ragazzo di prendere il suo posto. Tentennamento e tuffo con la cuffia di Goyo che resta sul battello. Nessuno ha visto e si prosegue.

Tempo e forza, tempo e forza ma anche serenità. Stavolta Chino non si blocca e conclude un’impresa che non avrebbe mai creduto di sostenere. Giungendo ultimo, venendo squalificato insieme a Goyo ma non è questo che conta.

Conta ritrovarsi e quella prova è servita a entrambi come atleti e come uomini, ricevendo fiducia nella condivisione d’una reciproca debolezza: il ruolo di sconfitto.

Panta rei. Come l’acqua la vita scorre e prosegue. Per Chino ha il dolce volto del figlio neonato che stringe fra le braccia.

Per Goyo l’intrigante bellezza di Ana, una ragazza che stravede per lui e glielo fa capire.

Per tutti la vita può e deve continuare.

Regia: Veronica Chen
Soggetto e sceneggiatura: Verorica Chen
Direttore della fotografia: Sabine Landelin
Montaggio: Luis César D’Angiolillo, Jacopo Quadri
Interpreti principali: Rafael Ferro, Nicolas Mateo, Gloria Carrà, Jimena Albertazzi, Diego Alonso, Leonora Balcarce, Pablo Testa
Produzione: Juan Pablo Gugliotta
Origine: Fra-Arg, 2006
Durata: 89’