Archivi : FR | EN | ES

Articoli dal 2022

APPELLO PER LA MARCIA DELLO STRETTO

mercoledì 24 novembre 2004

- Contatta l'autore


La Marcia dello Stretto di Messina, promossa mercoledì 8 dicembre (raduno
ore 10,00 a piazza Cairoli, Messina) da associazioni, coordinamenti, comitati
di cittadini, partiti, socialforum, sindacati di base, si ispira ad un modello
di società basato su principi ecosostenibili e solidali e intende difendere
la ricchezza paesistica, ambientale e naturalistica del mare e delle terre
tra Calabria e Sicilia, di un luogo unico nella storia e nella cultura
del Mediterraneo

In questa zona ad levato rischio sismico e dai precari equilibri urbanistici
e territoriali, i Governi succedutisi in questi trenta anni hanno proposto
la realizzazione di un ponte che collegasse le due sponde dello Stretto.
Un ponte che, secondo l?ultimo progetto voluto dal Governo Berlusconi, deve
essere ad unica campata della lunghezza di 3.300 metri, con doppio impalcato
stradale e ferroviario, per un costo prudenziale stimato, oggi, in circa
5 miliardi di euro.

La scelta governativa è stata imposta ai cittadini italiani e alle città
di Messina e Villa San Giovanni, sfruttando i meccanismi antidemocratici
di semplificazione e accelerazione delle procedure della cosiddetta Legge
Obiettivo (L. n. 443/2001), che prevede in tutta Italia la realizzazione
(senza alcuna seria analisi degli impatti ambientali e del calcolo costi/benefici
per la comunità) di oltre 250 interventi per una spesa complessiva preventivata
di 125 miliardi di euro ed elevatissimi costi ambientali e sociali.

Il governo lancia una sfida avventata e distruttiva che noi raccogliamo
con la Marcia per lo Stretto promossa per mercoledì 8 dicembre. Perché riteniamo
che questa sia una sfida sbagliata:

- per il progresso tecnologico. Non esiste ponte al mondo, stradale e ferroviario,
ad unica campata che superi i 1.100 metri. Allo stato attuale delle conoscenze
un ponte ad unica campata di 3.300 metri di lunghezza, come quello voluto
dal Governo, potrebbe essere costruito solo tra 100 anni.

- per i conti pubblici. Stime ufficiali prevedono che il traffico stradale
previsto nel 2032 sia di soli 18.500 autoveicoli al giorno, quando (se davvero
si volesse ripagare il ponte con i pedaggi) bisognerebbe garantirne perlomeno
100.000, con le conseguenze prevedibili per le aree urbane di Messina, Villa
San Giovanni e Reggio Calabria; il traffico ferroviario è modesto ma le
FS dovranno pagare una gabella annua, quando il ponte andrà in esercizio,
di 138 milioni di euro per contribuire a ripagarlo e per garantirne gli
elevatissimi costi di gestione.

- per l?economia del Sud. I 5 miliardi iniziali e i 138 milioni l?anno,
per oltre 40 anni, potrebbero essere meglio impiegati per il potenziamento
e l?ammodernamento delle reti stradali e ferroviarie siciliane e calabresi,
per la ristrutturazione degli scali portuali e aeroportuali e per incentivare
il trasporto via mare e aereo di merci e passeggeri;

- per il lavoro nel Mezzogiorno. L?occupazione temporanea nei 7 anni di
cantiere, stimata dal Governo, è gonfiata del 100% e sarà richiesta manodopera
ad alta specializzazione che escluderà le maestranze locali mentre si
nasconde che, a regime, verranno tagliati centinaia di posti di lavoro tra
gli addetti del traghettamento.

- per l?ambiente- Con opere, cantieri, discariche e cave si devasta un habitat
unico nel Mediterraneo per la ricchezza della biodiversità e 11 tra siti
di interesse comunitario e zone di protezione speciale, tutelate dall?Europa;
la qualità della vita di decine di migliaia di cittadini che vivono sulle
due sponde, sarà compromessa definitivamente.

- per il territorio. Dicono che il ponte reggerà sismi anche elevati,
ma solo il 25 % delle case di Messina e Reggio Calabria sono in sicurezza
antisismica. In caso di terremoto, le due città si trasformerebbero in due
cimiteri.

Noi rispondiamo all?avventurismo del Governo chiedendo con la Marcia dello
Stretto del 8 dicembre di: 1) bloccare la gara del General Contractor, indetta
senza che siano state garantite le semplici regole della concorrenza e le
norme sulla Valutazione di impatto ambientale; 2) impiegare i 5 miliardi
di investimento per il ponte per adeguare e potenziare invece le infrastrutture
esistenti in Calabria e Sicilia; 3) cancellare l?aiuto di Stato di 138 milioni
di euro, garantito attraverso RFI, alla Stretto di Messina SpA; 4) trasformare
la Stretto di Messina S.p.A. costituita per realizzare il ponte, in una
società per la promozione delle infrastrutture realmente utili al Sud.

NO AL PONTE
 
Arci Sicilia
Arci Circolo Thomas Sankara
Associazione Mediterranea per la Natura
Agire Solidale
Cariddiscilla
Comitato Cittadini contro il ponte
Comitato la Nostra Città
CUB Messina
Federazione dei Verdi
Italia Nostra Onlus
Legambiente Onlus
Lega Italiana Protezione Uccelli  
Messina Social Forum
Polisportiva Movimento non Violento
Rifondazione Comunista
Sezione Gramsci - DS Messina
Sinistra ecologista
Tra Scilla e Cariddi
Vince Messina
WWF Italia Onlus
 
 
per eventuali adesioni, scrivere a: marciadellostretto@email.it
 
hanno già aderito:
 
Associazione Geologia senza Frontiere - Roma
Associazione Nesos - Isole Eolie
Associazione Terra e Liberazione - Catania
Circolo Argonauti quosque Tandem - Messina
Forum Ambientalista - Palermo
Fulvia Bandoli - parlamentare nazionale Sinistra Ecologista
Mezzocielo - Palermo
Monica Frassoni - europarlamentare Verdi
Verdi/ALE (parlamento europeo)
Rete Lilliput nodo di Messina

Messaggi

  • Mercoledì 8 Dicembre 2004 a Messina - MARCIA DELLO STRETTO
    i Giovani Verdi provenienti dalla Calabria e dalla Sicilia marceranno a Messina contro la costruzione del Ponte

    Per informazioni rivolgersi a :

    Luca Giacobbe [e-mail] [3487797465]
    www.giovani.verdi.it

    • da Repubblica on line 8.12.04

      Messina, 12:14
      Ponte sullo Stretto, diecimila in corteo per dire ’no’

      Un corteo composto da almeno 10 mila persone, con esponenti di partiti, associazioni ambientaliste ha manifestato contro la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina nel capoluogo siciliano.
      Tra i vari striscioni campeggiava la grande scritta ’’Con il ponte, Messina è morta’’. ’’No al ponte’’, è stato il comune denominatore di tutti gli slogan e dei canti e degli striscioni del lungo corteo alla cui testa c’era il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. "Noi vogliamo che i lavori non inizino - ha detto Pecoraro Scanio- il rischio vero è che facciano il primo buco. Oltre al buco nel bilancio dello Stato, infatti, vogliono fare un buco a terra’’.