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ATTI DI STRAORDINARIA CENSURA

lunedì 1 novembre 2004

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di Patrizia

Un appello al Presidente Ciampi ed a quelli delle due Camere affinchè mandino a casa «un Cda che non rappresenta la metà degli italiani e tornino a lavorare quelli che sono stati messi a tacere, di sinistra e di destra». È solo una delle tante iniziative partorite dai due giorni di convegno ad Orvieto, dove Art21 voleva mettere a confronto autori, produttori, consumatori di tv e radio sul tema della qualità.

Monica Guerritore ha aperto la serie delle esperienze. E non trova altra spiegazione a quel che le è accaduto a Montecatini, alle prove dello show del sabato sera al quale avrebbe dovuto partecipare e da dove se n’è dovuta andare per «potermi continuare a guardare allo specchio», per «non rimanere in balia di un attore, un prim’attore, che per la paura scende sempre più in basso».

Un convegno finito inesorabilmente a parlare di Rai, per l’incalzare di denunce di censure, nuove, come, ieri, il caso Hendel e, oggi, quello Guerritore, e vecchie come quelle raccontate ieri a tarda sera da Travaglio e oggi da Enzo Biagi. L’anziano maestro del giornalismo italiano, intervistato da Loris Mazzetti, ha parlato per 28 minuti di televisione e della sua storia professionale con il garbo e la sottile ironia di sempre. E, com’è nel suo stile, con tanti piccoli aneddoti, come quello della sua visita alla tomba di Indro Montanelli. «Gli ho detto: Indro, tu dicevi che certi personaggi dovevamo provarli. Ho l’impressione che abbiamo sbagliato la dose».

«Quest’intervista sarà inoltrata a Raiuno - ha annunciato Giuseppe Giulietti, segretario di art21 -, visto che alle 20,30 la satira non la danno, possono dare l’informazione: questa!» E poi, «siccome già so che non la daranno, la offrirò ai direttori di La7 e Raisat» ha detto rivolgendosi alla sala dove c’erano Carmine Fotia e Marco Giudici. Poco prima un costernato Roberto Natale, segretario del sindacato dei giornalisti Rai, era sbottato: «è stata una settimana infernale, prima il codice etico, poi Hendel, poi la Guerritore! La canzone di Fossati, la Bertè la canta da vent’anni su tutte le radio, quando a Carcarlo Pravettoni, la maschera di Hendel, la usano per la pubblicità dei panettoni. Gli stupidi censori della Rai hanno superato la soglia del ridicolo».

Di denunce penali ed alla corte dei conti, infine, aveva parlato ieri sera poco prima di mezzanotte, in una sala gremita, l’avv.Domenico D’Amati. A suo giudizio «un dirigente Rai è un incaricato di pubblico servizio e se dichiara che la satira in prima serata non si fa ci può essere l’ipotesi di abuso d’ufficio». Quanto alla Corte dei conti, per D’Amati, ci si può rivolgere per chiedere che i dirigenti che fanno spendere alle aziende miliardi per non far lavorare alcune persone, devono pagare di tasca loro e non, come nel caso dell’azienda Rai, con i soldi dei contribuenti«.

http://www.articolo21.com/notizia.php?id=1196

Messaggi

  • Dopo il caso di Paolo Hendel, che ieri sera è stato ospite della Dandini, nuova polemica sulla trasmissione di Panariello
    Censura, il giallo della Guerritore

    L’attrice: «Volevano tagliare i miei interventi». Gli autori Rai: «Sbigottiti e offesi»

    di MARCO MOLENDINI

    ROMA - Chissà se, visti i risultati (di immagine, ma a piangere sono anche gli ascolti dello show di Panariello), la Rai sarebbe disposta a ripensarci. Vale a dire a tornare sulla decisione di tappare la bocca a Paolo Hendel per un pugno di battute (già sperimentate su Italia 1 e ieri parzialmente messe in onda da Raitre). Hai voglia, adesso, a professare scandalizzata innocenza contro Monica Guerritore che grida alla censura bis. La denuncia fa clamore, viale Mazzini preferisce stare a guardare e sono gli autori di Ma il cielo è sempre più blù a farsi carico del problema (la Guerritore sostiene che non erano presenti alle prove). Sono loro a dirsi «sbalorditi», addirittura offesi: «La censura è una cosa seria e sentirla evocata per scopi incomprensibili fa incredibile tristezza». L’attrice ha sparato il suo siluro senza incertezze, ospite del convegno organizzato da Articolo 21 a Orvieto sulla qualità tv (che si è concluso con un’appello a Ciampi e ai presidenti delle Camere «perché mandino a casa il cda»): «Non hanno voluto un monologo di Franca Rame e hanno cambiato un verso di Dedicato di Ivano Fossati che parla di »politici da fiera». Non potevo restare in balia di un attore che, per la paura, scende sempre più in basso. Non mi sarei più potuta guardare allo specchio».
    L’accusa, dunque, è rivolta al conduttore Giorgio Panariello. Sarebbe lui stavolta il censore, con la Rai ancora spettatrice passiva, anche se nel caso di Hendel l’intervento del produttore dello show del sabato sera, Bibi Ballandi, è stato apertamente condiviso con la frase «la satira non rientra nella nostra linea editoriale» pronunciata dal direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce. Raitre, invece, ha la licenza (anche se in qualche caso ci ha rimesso le penne). Così, ieri sera, Paolo Hendel ha potuto dare sfogo alle sue battute su Vespa, Buttiglione, su Sandro Bondi («risultato di un’audace combinazione genetica fra Bracco Baldo Bau e don Abbondio»), sulla censura in tv («uno può dire quello che vuole: basta non parlare di politica, di sesso, di religione, di problemi sociali, di guerra, di pace»).
    Ma il caso Hendel, nonostante la mezza toppa, finisce inevitabilmente a fare da volano alla vicenda Guerritore. Racconta Monica, che da qualche anno è legata all’ex presidente Rai Roberto Zaccaria: «Panariello mi ha detto che del monologo della Rame si potevano far al massimo due battute». Di che parla il monologo? Niente di politico: «Racconta di una donna che torna a casa, non trova più le chiavi e cerca di ricordare dove le ha messe. Ripensa a tutto quello che ha fatto nella sua giornata troppo piena di cose e scopre che si è persa anche il bambino». E la canzone di Fossati? «Sul gobbo il verso «Dedicato ai politici da fiera» è diventat o «Dedicato alla faccia che ho stasera » che Panariello voleva cantare con me».
    Sarebbe censura, ridicola censura dunque. Ma la replica è dura, risentita. Monica Guerritore, ribattono gli autori di Ballandi, ha abbandonato lo show «con molta leggerezza» lasciando un biglietto «estremamente affettuoso» in camerino in cui, in sostanza, si raccomandava di spiegare il forfait con motivi di salute. Ancora, su Dedicato : «La Guerritore è sicuramente un’ottima attrice, ma questo non significa che sia anche un’ottima cantante». Un modo gentile per dire che le prove erano andate male e, per questo, era stato proposto il duetto con Panariello. E il verso censurato? «L’avremmo ripristinato, quella sul gobbo era una versione della canzone presa da internet solo per fare le prove». E il monologo della Rame? «L’avevamo subito accettato, in discussione era solo la collocazione: se prima della sigla come voleva Monica o dopo, o in altro momento». Stavolta la censura si tinge di giallo: chi mente?

    DA " IL MESSAGGERO" 1.11.04

  • DEL RESTO, DI COSA MERAVIGLIARSI SE PERSINO LA DEFINIZIONE "NON ALTO" ESPRESSA DA FIORELLO SEMBRA ABBIA MANDATO SU TUTTE LE FURIE IL CAVALIERE BERLUSCONI ?

  • Grazie a chi ha inviato il link sul convegno d’Orvieto.L’audio è perfetto:i commenti di tutti i partecipanti da Zaccaria a Biagi non sono assolutamente da perdere.

    Ma come al solito,sferzante e inesorabile risulta Travaglio:

    http://www.articolo21.com/notizia.php?id=1197

    Peccato che la vergognosa Rai berlusconiana fa finta di niente e non ne parla.Ha paura pure della sua ombra.Come il suo padrone che esce in pubblico con un esercito di guardie del corpo. Censura tutto la Rai:da Pericle a Santoro,da Sabina Guzzanti a chiunque non si mette in ginocchio davanti all’ex pregiudicato.Ha paura di qualsiasi alito che parli di libertà.A Berlusconi resta poco tempo per fare il dittatorello da quattro soldi che ha rubato tutto allo Stato italiano.

    Ripropongo il link di articolo21:

    http://www.articolo21.com/notizia.php?id=1197

    Patrizia che ha orrore del berlusconismo

  • Dico al commentatore qui sotto. Guarda che su questo sito si censura come e più che su altri siti, in televisione, sui giornali e via dicendo. Solo che qui hanno la faccia di bronzo di "indignarsi" per quello che fanno gli altri. Berlusconismo di sinistra. http://www.lapagina.ch/2002/20020403/primopiano.html