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Appello dagli studenti della Sapienza per il 4 novembre, il 6, il 17 e il 25 novembre

martedì 1 novembre 2005

Ecco il testo dell’appello che arriva dalle facoltà occupate e in mobilitazione de La Sapienza di Roma

Martedì 25 ottobre abbiamo infranto il muro di silenzio troppo a lungo imposto da un governo illegittimo e dalla ristrutturazione autoritaria dell’università e della scuola. Abbiamo saputo tramutare il nostro disagio nella forza del rifiuto, la nostra rabbia in un grido gioioso, la nostra protesta in un fiume di 150.000 persone che ha inondato le strade e le piazze romane.

Un fiume che nessuno ha saputo e potuto arginare: non l’isolamento mediatico prima, non le cariche e i blocchi della polizia, non le inaccettabili rappresaglie dopo, hanno impedito di cingere in un assedio tanto pacifico
quanto tenace il luogo dove in questi anni si è perpetrata la demolizione della cultura e dell’università.

La stessa sera di questa giornata straordinaria l’inutile Signora dell’Ignoranza, un governo sordo ai nostri bisogni, ai nostri desideri, alla nostra improrogabile volontà e necessità di cambiamento, non si sono fermati: il Ddl è stato approvato, un ulteriore colpo mortale all’università italiana, già stremata dalle riforma Berlinguer-Zecchino!

L’arroganza di questo governo non deve e non può fermarci; l’irresponsabilità dimostrata di fronte all’emergenza di un conflitto sociale così radicale non può essere tollerata. Questa arroganza autoritaria deve costituire per il movimento "territorio" irrinunciabile della lotta.

Il 25 ottobre gli studenti hanno ritrovato la loro voce, sono tornati ad alzare la testa e non vogliono abbassarla!

Così come l’autoritarismo liberista della Moratti non deve fermarci ma aumentare la nostra indignazione, così lo straordinario risultato del 25 non può bastarci, ma costituire piuttosto un fondamentale punto di partenza.
Ora più che mai la nostra risposta deve essere il rilancio immediato del movimento, l’intensità delle sue relazioni e della sua iniziativa!

Per questo invitiamo tutte le studentesse e gli studenti universitari e medi, tutte le ricercatrici e i ricercatori precari a dare vita il 4 novembre ad una giornata di mobilitazione nazionale dislocata su tutto il territorio in grado di radicare e di estendere la mobilitazione. Mobilitazione capace di definire in modo forte, attraverso azioni e pratica dell’obiettivo, i temi del conflitto: diritto allo studio, libero accesso ai saperi e alla cultura, precarietà.

Allo stesso modo l‚assemblea nazionale del 25 ottobre non può e non deve rimanere un episodio isolato. È quantomai fondamentale rafforzare la coesione del movimento consolidandone le forme di relazione pur nelle differenze.
Il 6 novembre invitiamo tutte le studentesse e gli studenti, i ricercatori precari a costruire una nuova assemblea nazionale nelle facoltà occupate de La Sapienza.

Questo appuntamento dovrà essere luogo di incontro e di discussione sul presente e sul futuro dell’università. Oltre la necessita di impedire materialmente l’applicazione del ddl moratti e della riforma y, infatti, è fondamentale organizzare la disarticolazione del 3+2 e l’autoriforma dal basso dell’università.

Vogliamo inoltre allargare l’invito per il pomeriggio della stessa giornata agli studenti medi, al fine di costruire la nostra partecipazione alla giornata di mobilitazione mondiale del 17 e allo sciopero generale del 25 novembre.

La nostra rabbia e la nostra felicità non sono a tempo determinato!

http://ww2.carta.org/notizieinmovimento/articles/art_4607.html


http://www.edoneo.org