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Arrivederci Luzi, la morte del poeta senatore

lunedì 28 febbraio 2005

Mario Luzi è morto nella camera da letto della sua casa fiorentina, dove viveva da solo, stamani, dopo le 8,30, mentre era già sveglio. Lo si apprende dalla cerchia degli amici più stretti. Il corpo senza vita del poeta è stato trovato un pò più tardi, dalla persona incaricata delle pulizie di casa, al suo arrivo. Circa le cause del decesso «forse si è trattato di un piccolo infarto, sicuramente è stato un evento acuto», come ha riferito un amico medico che già lo assistè nel settembre 2003 a Pienza, quando il poeta, in vacanza nella cittadina del Senese a cui era molto legato, accusò uno scompenso cardiaco, che lo costrinse al ricovero in ospedale per molti giorni. Gli stessi conoscenti considerano la morte di Luzi «improvvisa visto che ieri stava bene ed ha fatto anche una passeggiata».

Mario Luzi è considerato uno dei fondatori dell’ermetismo nonchè uno dei maggiori poeti italiani contemporanei. La prima raccolta di versi, ’La barcà, fu pubblicata nel 1935. In quel periodo frequenta altri giovani poeti della scuola ermetica fiorentina, fra cui Bigongiari, Parronchi e Bo, e collabora alle riviste d’avanguardia «Frontespizio» e «Campo di Marte».

Nato a Firenze nel 1914, nel 1926 si trasferisce per tre anni con la famiglia a Siena. Nel ’29 è di nuovo a Firenze dove compie gli studi liceali e universitari, laureandosi in letteratura francese con una tesi su Francois Mauriac. A ’La Barcà seguono ’Avvento Notturnò del 1940 e ’Un brindisì del 1945 in cui da voce ad un cattolicesimo nutrito della grande lezione della spiritualità francese. Il momento centrale della sua produzione è rappresentato da tre libri: ’Primizie del desertò del 1952, ’Onore del verò (1957) e ’Dal fondo delle campagnè (1965, ma composto in anni precedenti) che risentono della lezione di Eliot. Dal 1955, dopo che per qualche anno ha insegnato nelle scuole superiori, assume la cattedra di letteratura francese presso la facoltà di Scienze Politiche di Firenze.

Una svolta nella produzione di Luzi avviene nel 1963 con la pubblicazione di ’Nel magmà, seguito da ’Su le fondamenti invisibilì (1971), ’Al fuoco della controversià (1978), ’Frammenti e incisi di un canto salutarè(1990), ’Viaggio terrestre e celeste di Simone Martinì (1994) e la primavera scorsa ’Dottrina dell’estremo principiantè. Il poeta è anche autore di saggi: da ’L’opium chretien’ del 1938 a ’Studio su Mallarmè del 1959; da ’Tutto in questionè del 1965 a ’Vicissitudine e formà del 1974, alle pagine autobiografiche di ’Biografia a Ebè del 1942. È stato anche autore di testi teatrale in versi: ’Il libro di Ipazià del 1978 e ’Rosales’ del 1984. Il presidente della repubblica Ciampi lo ha nominato senatore a vita il 14 ottobre del 2004.

«La scomparsa del senatore Mario Luzi mi riempie di tristezza» Lo dice il presidente del Senato marcello Pera, appena appresa la notizia della morte del poeta e senatore a vita. « Ho avuto più volte occasione di parlare e di corrispondere con lui in questo breve tempo da quando è entrato nell’Aula di Palazzo Madama come senatore a vita nominato dal Capo dello Stato per i suoi alti meriti culturali. Era uomo cordiale e di piacevole conversazione interessato a usare il suo ruolo per contributi importanti alla nostra vita politica», ricorda Pera. «Alla famiglia, al suo gruppo e ai suoi amici e colleghi estendo a nome personale e di tutto il Senato il mio cordoglio. Alla nostra cultura - conclude - mancherà una delle voci più autorevoli e profonde della poesia del Novecento».

«Profondo cordoglio» per la scomparsa di Mario Luzi è stato espresso da Enzo Carra della direzione della Margherita. «Ripercorrendo il suo lungo, straordinario cammino artistico e quello civile, fino a questi ultimi mesi da senatore a vita - sottolinea Carra - emerge chiaro come la cifra della sua grandezza risiedesse proprio nella sua inattualità. »Spero - conclude - che oggi qualcuno si vergogni delle indegne polemiche di cui Luzi è stato fatto oggetto in questi mesi. Resta il dolore per la scomparsa di una grande voce della poesia contemporanea italiana ed il rammarico per la fine di questa sua tardiva, breve e intensa stagione di impegno nella vita pubblica ed istituzionale del nostro Paese«.

«Oltre che per il suo inestimabile valore letterario il poeta-senatore ci mancherà per il suo spirito libero fedele agli ideali repubblicani». Lo afferma la Fondazione ’Antonino Caponnettò esprimendo cordoglio per la scomparsa del senatore Mario Luzi.

«Mario Luzi, della cui nomina a senatore a vita ringraziamo ancora il Presidente Ciampi, è riuscito a portare anche nella vita politica la forza civile e la capacità di lettura dei problemi e dei dubbi della società moderna che hanno segnato il suo coerente impegno morale e la sua scelta per la responsabilità dell’intellettuale». Lo afferma Luciano Violante, manifestando alla famiglia del poeta e senatore a vita il cordoglio del gruppo dei Democratici di sinistra della Camera.

«Con Mario Luzi l’ Italia perde una delle voci più pure, più limpide, più forti». Con queste parole il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha commentato la notizia della scomparsa del poeta e senatore a vita, Mario Luzi. «Nel dolore di questo momento c’è un conforto- ha concluso Veltroni nel comunicato- l’uomo se n’è andato ma le sue parole restano»

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