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Baghdad, rapita giornalista del Manifesto, Giuliana Sgrena

venerdì 4 febbraio 2005

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BAGHDAD (Reuters) - Una giornalista italiana è stata rapita questa mattina a Baghdad mentre stava facendo delle interviste per strada. Lo hanno riferito fonti della polizia e lo ha confermato il governo italiano, aggiungendo che sono già state avviate trattative per la liberazione.

La giornalista è Giuliana Sgrena del quotidiano "Il Manifesto". Stava intervistando delle persone vicino all’Università di Baghdad con un giornalista iracheno, hanno spiegato le fonti, quando degli uomini armati non identificati l’hanno trascinata fuori dal veicolo.

"La Farnesina conferma il rapimento", ha detto un funzionario del ministero degli Esteri, senza fornire altri dettagli.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha affermato che sono già iniziate le trattative per la liberazione.

"La macchina delle trattative è già stata avviata", ha detto il premier, parlando al Consiglio nazionale di Forza Italia in corso a Roma.

Secondo il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu, la donna potrebbe essere stata rapita da elementi sunniti.

"La giornalista (Giuliana) Sgrena è stata rapita a Baghdad da una banda probabilmente sunnita, gli stessi che hanno colpito i nostri martiri di Nassiriya", ha detto il ministro al Consiglio di FI, riferendosi all’attacco suicida che il 12 novembre del 2003 ha ucciso 19 italiani.

AFFIANCATA SU UN’AUTO

Fonti della polizia hanno spiegato che i rapitori, a bordo di un’auto, hanno affiancato la vettura su cui viaggiava la giornalista italiana, quindi ha costretto il collega iracheno e il conducente a uscire sotto la minaccia di un’arma da fuoco e sono ripartiti con la vettura con la Sgrena. Gli iracheni hanno quindi dato l’allarme.

Il rapimento sottolinea come l’Iraq rimanga una zona pericolosa, nonostante la presenza di 170.000 soldati stranieri, in gran parte americani, e più di 130.000 uomini delle forze di sicurezza irachene.

Sgrena è l’ottava persona di nazionalità italiana rapita in Iraq. Due di queste otto persone — la guardia di sicurezza Fabrizio Quattrocchi e il freelance Enzo Baldoni — sono state uccise.

Una giornalista francese è stata rapita nella capitale irachena a metà gennaio ed è tuttora nelle mani dei sequestratori.

"Ha telefonato questa mattina alla redazione intorno alle 12, chiedendo di essere richiamata, ma poi non ha dato più notizie", ha detto a Reuters una segretaria di redazione del Manifesto. "Era partita per l’Iraq poco prima delle elezioni, ma è da sempre che segue l’Iraq, c’è stata numerose volte".

In una nota la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), appellandosi alle istituzioni e al governo perché attivino ogni possibile canale di trattativa, definisce la giornalista del Manifesto come una della voci "più autorevoli sulle questioni arabe e sul fondamentalismo islamico", ricordando in particolare il suo impegno nel raccontare storie di donne.

Anche l’opposizione, per bocca del segretario dei Ds Piero Fassino, si è appellata all’esecutivo chiedendo "tutti gli sforzi e gli atti possibili" e confermando "l’assoluta disponibilità del centrosinistra a collaborare con il governo per tutto ciò che fosse necessario per liberare Sgrena".

"SPARI, POI GENTE CHE CORREVA NELL’ACQUA"

Una collega italiana che in questi giorni stava lavorando con la Sgrena a Baghdad ha raccontato al Gr1 che oggi sarebbe dovuta essere anche lei lì, a fare interviste nei pressi dell’Università di Baghdad.

"All’ultimo minuto ho deciso di non andare... ho detto oggi no, oggi passo, perché è anche venerdì, è giorno di preghiera, quindi tutti vanno in moschea, è uno dei giorni in cui meno ci si dovrebbe muovere", ha raccontato Barbara Schiavulli, freelance che spesso opera in zone di guerra. "Mi dispiace non aver magari litigato con lei e tenerla qua".

La Schiavulli ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dalla Sgrena questa mattina, ma di aver sentito solo "spari e rumore di gente che corre nell’acqua".

Il direttore del Manifesto, Gabriele Polo, ha detto oggi a Roma che "gli spari sembra fossero quelli delle guardie della vicina moschea, che sono intervenute", ribadendo che la Sgrena non avrebbe mai corso pericoli inutili.

"Se ha scelto di fare questo vuol dire cha ha pensato di avere tutte le garanzie, non ha mai fatto una cosa avventata", ha detto Polo ai giornalisti riuniti nella sede del Manifesto, annunciando una manifestazione per la liberazione domani alle 18 in Campidoglio.

"Non so su quale base il ministro dell’Interno Pisanu abbia dichiarato che sia stata rapita da una banda di sunniti", ha concluso Polo. "Se ha altre informazioni le dia".