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Bellaciao Cordoba : incontro con il Collettivo di Parigi...

martedì 6 dicembre 2005

di Antonio Mele

Questa ultima riunione del ciclo sulla storia contemporanea dell’Italia organizzato dal Collettivo Bellaciao di Cordoba è stata l’occasione per me di scoprire la qualità con cui i compagni di Cordoba hanno saputo lavorare.

Il compagno Luigi Vallebona ha presentato con chiarezza nello spazio di due ore i punti salienti della storia del nostro paese dagli inizi degli anni ’60 agli inizi degli anni ’90, dal punto di vista politico, culturale e sociale.

Dalle premesse del ’68, come la nascita della Neoavanguardia del gruppo 63 in letteratura come contestazione della letteratura borghese e sperimentazione linguistica, il Concilio Vaticano II, la fine del neorealismo nel cinema, si è arrivati a ripercorrere le prime conseguenze del crollo del muro di Berlino, con la crisi del sistema politico italiano.

La presentazione è passata chiaramente dal movimento del ’68, con i suoi libri culto, la strage di piazza Fontana, il terrorismo di stato e non, le lotte per i diritti civili degli anni ’70, l’individualismo degli anni ’80 incarnato in politica dal governo Craxi.

Senza poter andare al di là dello sforzo di sintesi di Luigi mi fermo qui, ricordando giusto ancora la sua citazione sulla a volte dimenticata analisi profetica che il libro di Guy Debord “La società dello spettacolo” pubblicato in Italia nel 1967 fa dell’impatto sulla comunicazione di massa sulle relazioni umane e sociali.

Questo intervento è stato accolto con grandissimo interesse dai presenti, un nutrito gruppo di argentini e italiani che il collettivo Bellaciao ha saputo riunire intorno al ciclo, e ne è nato un dibattito in cui diverse esperienze sono state messe a confronto. In particolare era evidente che le persone presenti uscivano con la loro partecipazione dallo stereotipo di italiano all’estero nostalgico dell’Italia che ha lasciato o forse solo conosciuto dai racconto dei parenti. Dal dibattito è risultato che queste persone sono ben coscienti del loro nuovo ruolo di votanti nel sistema elettorale italiano e vogliono partecipare alla vita politica italiana. E’ importante quindi che le organizzazioni politiche italiane lavorino con loro, soprattutto in Paesi come l’Argentina dove forte è la presa di partiti di destra e associazioni più o meno velatamente di destra.

D’altra parte è risultato forte anche il bisogno di valorizzare in Italia l’esperienza e la ricchezza di questi italiani che per la loro storia conoscono un altro Paese, un’altra società. Le idee al Collettivo Bellaciao di Cordoba non mancano : in Argentina oggi si parla di lotte per la depenalizzazione dell’aborto, che potrebbero essere alimentate dall’esperienza vincente dell’Italia negli anni ’70. Allo stesso modo l’esperienza di accoglienza degli immigrati in Argentina, co i suoi punti positivi e negativi, potrebbe essere usata per immaginare oggi una risposta sana in Italia e in Europa alla pressione migratoria dai Paesi più poveri, che non sia il muro di Schengen e della legge Bossi-Fini.

Il lavoro del Collettivo Bellaciao di Cordoba è sicuramente un esempio da seguire, anche a Parigi dove pur con le nostre molteplici attività non siamo ancora riusciti a organizzare un ciclo di incontri-dibattito così denso, i nostri gruppi si stimoleranno certo a vicenda, era ora che gli italiani all’estero, messi tutti in un solo pentolone da questa definizione, si incontrassero davvero intorno a un progetto politico. Termino con un ringraziamento di cuore alle persone, ai compagni, ormai amici che ho lasciato a Cordoba (ma è solo un arrivederci) : Alessandra, Natalio, Giuliano, Silvia, Graciela e tutti gli altri. Questa volta ho raccontato io a Cordoba la nascita, le attività e i progetti del Collettivo Bellaciao di Parigi ; speriamo ora che presto i compagni di Cordoba possano venire a Parigi a presentarci la nascita e il futuro della loro bella esperienza.

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