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Berlusconi, oggetto di tutti gli attacchi e di tutte le prese in giro in Italia

lunedì 19 dicembre 2005

Fulmini su Silvio

Quando i giornalisti non fanno il loro mestiere i buffoni li sostituiscono. Nel momento in cui arriva sui nostri schermi (prima su Canal+, poi in sala il 21 dicembre), il pamphlet di agit-prop Viva Zapatero ! sarà già stato visto da più di 500 000 italiani.

La regista e personaggio principale, l’umorista Sabina Guzzanti, vi racconta come Raiot, il programma satirico che le era stato affidato dalla Rai, è stato cancellato dopo la prima puntata. Motivo: crimine di leso Berlusconi. La giovane regista non si accontentava di una simpatica imitazione del primo ministro (con falsa calvizie e sorriso dai denti bianchi), ma denunciava la nuova legge sulla radiotelevisione che favoriva le reti dell’amico Silvio.

Concepito come un’inchiesta divertente, Viva Zapatero ! mette in luce il controllo di Forza Italia, partito al potere, su tutta l’informazione. Secondo la cineasta è la stampa nel suo insieme che non la smette di tacere. "Alla fine del film, pongo la domanda: c’è stato un vecchio accordo, tacito o no, fra la sinistra e Berlusconi, per proteggere gli interessi economici di quest’ultimo? Mi riferisco ad un discorso molto
curioso pronunciato nel 2003 dal leader dei Democratici di Sinistra. Nessun giornalista è venuto a metterci il naso...".

Altri comici si uniscono alla fronda augurandosi forse un cambio di atmosfera a qualche mese dalle elezioni politiche. A fine Ottobre la trasmissione Rockpolitik
concepita e presentata dal cantante Adriano Celentano, ha battuto tutti i record di ascolto, raccogliendo 16 milioni di spettatori. Quella sera, il "Johnny Halliday transalpino" riceveva Roberto Benigni.
"Abbiamo fatto un vero numero da circo, racconta quest’ultimo. Era commedia dell’arte!" L’intoccabile Benigni sarebbe il solo buffone autorizzato? Nella stessa trasmissione, due settimane più tardi, Sabina Guzzanti è stata, lei, ridotta al silenzio mentre cercava di evocare il processo Andreotti. Giudicato colpevole di collusione con la mafia, il vecchio senatore democristiano ha beneficiato della prescrizione dei fatti. Ma la stampa italiana non ha fatto altro che parlare di assoluzione pura e
semplice. Argomento vietato: Celentano stesso ha fatto alzare la musica per coprire la voce della sua ospite.
Durante lo show, la censura continua...

Aurélien Ferenczi
Télérama 17/12/2005
Tradotto dal francese da karl&rosa (Bellaciao)

Messaggi

  • La satira ha potenziato questo infimo uomo dalle doti di prestigiatore, nasconde reati, trasforma leggi, in soap opere, fantastico, e come non si fa a non fare della satira su un individuo così goliardico. Ha smantellato l’Italia in poco tempo, ci abbiamo messo anni per tirarla su e lui in poco tempo ha messo una bella squadretta di individui che vanno premiati per il loro zelo.

    RINALDO SIDOLI

    • Purtroppo l’unico posto in cui si possa dire la verità è Internet.In Televisione è un silenzio di tomba sulla catastrofe berlusconi
      Non cisi riesce a capacitare come dall’oggi al domani,con Berlusconi al governo,il Paese si sia piegato alla sua volontà di uomo di mafia e sia stata imposta la censura alla Televisione,soprattutto.Eppure eravamo un paese libero,decente
      Censura ordinata dalla Bulgaria,in diretta,per Biagi e Santoro e Luttazza.Automatica e silenziosa in casi di personaggi meno conosciuti.A che cosa è dovuto questo piegamento di schiena dei giornalisti? Paura del boss?Processi inquietanti ne ha veramente tanti e i suoi legami con la mafia sono provati.
      Paura della mafia,di perdere il lavoro,paura del precariato?Molti giornalisti sono precari e quindi soggetti a ricatti e minacce e devono scrivere e dire ciò che gli editori vogliono.
      Un caso disgustoso di vasallaggio giornalistico è rappresentato da Bruno Vespa,con la sua quasi quotidiana Porta a Porta.Là parla solo la destra:gli oppositori vengono zittiti o hanno pochissimo spazio.
      Come stasera.Berlusconi si è presentato senza vergogna con disegnini e tabelline a decantare miracoli del suo governo truffaldino.Come se non avesse devastato tutto nel Paese.
      A sorpresa l’unica voce che lo ha zittito è stato quello dell’imprenditore Della Valle che ha ammonito:
      Attento Silvio,gli italiani non sono analfabeti:

      Porta a Porta: scontro Berlusconi-Della Valle Il patron dei viola al premier: hai tentato di criminalizzare il Corriere, non ti rendi conto che per le famiglie la vita è dura

      ROMA - È scontro aperto tra Silvio Berlusconi e l’imprenditore Diego della Valle, componente del patto di sindacato di Rcs Mediagroup, l’azienda editrice del Corriere della Sera. Il campo di batatglia: lo studio di «Porta a porta», dove era in corso di registrazione la puntata che andrà in onda questa sera. Le ostilità vengono aperte dal patron delle Tod’s che rimprovera al premier di aver tentato di «criminalizzare» il «Corriere della sera», per l’editoriale di Francesco Giavazzi di domenica scorsa contro l’esecutivo sulla questione Bankitalia. «Quanta demagogia», sbotta Berlusconi.
      DELLA VALLE DIFENDE IL CORRIERE - È a questo punto che Della Valle fa partire la sua stilettata: «Il Corriere della Sera è un giornale che decide in piena libertà. Capisco che avendo altre abitudini in casa tua pensi che succeda dovunque», dice alludendo abbastanza scopertamente all’attività di editore del presidente del Consiglio. Poi il patron della Fiorentina passa a criticare la campagna elettorale del premier, fatta con «foglietti» in cui si vantano i successi del governo, ma non tenendo conto che, specialmente per le famiglie, «la situazione è dura». «Abbiamo bisogno - ha insistito Della Valle- che metta come primo fatto il rispetto delle regole, della morale, se non facciamo queste cose questo paese non ripartirà mai. Noi abbiamo bisogno che chi ci governerà ci dia la credibilità di sostenere noi e di conseguenza anche chi lavora con noi. Se io ti vedo arrivare con un foglietto dove fai 4 disegnini, mi cascano le braccia». «Sarei più contento- dice Della Valle - se il presidente del Consiglio di presentasse dicendo "queste cose non le ho potute fare, io Berlusconi ho sbagliato una serie di cose"...». Il premier, che fino ad allora aveva ascoltato sorridendo innervosito, interrompe: «Nessuna, nessuna, nessuna». E prosegue togliendo la parola all’imprenditore: «Sono imbarazzato dal modo in cui Della Valle ha impostato la questione. Non credevo che un imprenditore potesse scendere a questo livello di demagogia».
      BERLUSCONI: NESSUNO SBAGLIO - Insomma, a dire che ha sbagliato qualcosa, il presidente del Consiglio proprio non ci sta: «Non ci sono decisioni importanti assunte da me e dal mio governo di cui io debba pentirmi», dice Berlusconi facendo un lungo elenco di cose negative - dall’euro al prezzo del petrolio - su cui lui non era potuto intervenire. «Non c’è niente che nessun governo potesse fare per cambiare questa situazione», insiste. Passano alcuni minuti e l’attenzione generale è attrata dall’entrata del sondaggista Mannheimer, ma Berlusconi la questione Della Valle se l’è legata al dito: «Se il signor Della Valle volesse fare uno scontro con me ne uscirebbe con le ossa rotte», dice. Stiamo solo parlando, lo invita alla calma l’altro. In realtà, conclude Berlusconi, «stiamo dicendo sciocchezze, non io per la verità».

      Patrizia