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Ciao, piccola GRANDE Ramona: caminar preguntando!

domenica 8 gennaio 2006

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Marcos piange la sua Ramona addio alla Pasionaria del Chiapas Il "subcomandante" interrompe il suo tour pre-elettorale in Messico

di OMERO CIAI

Divenne famosa al termine della prima marcia degli indios del Chiapas su Città del Messico nella primavera del 2001 quando dal palco nella piazza dello Zocalo prese la parola e disse: "Da oggi tutto il Messico deve fare i conti con i suoi indios, mai questo paese dovrà essere governato senza di noi". La comandante Ramona, morta venerdì in Chiapas a 46 anni per un tumore ai reni, era stata sul finire degli anni Ottanta la prima donna india tzotzil ad unirsi al movimento zapatista fondato a San Cristobal de las Casas da un gruppo di intellettuali bianchi d’ispirazione maoista fra i quali c’era Sebastian Guillen che, anni dopo, sarebbe divenuto il "subcomandante Marcos".

E del "sub", che ieri ha interrotto la sua nuova marcia lungo il Messico per tornare nella Selva Lacandona e partecipare ai funerali, Ramona era presto diventata la "compagna di lotta", nel senso di amica, consigliera, madre, sorella, segretaria, braccio destro. Tanto che, il primo gennaio del 1994, fu a lei che venne affidato il compito di guidare militarmente la rivolta contro il Nafta, l’accordo di libero commercio tra Messico e Stati Uniti, in seguito alla quale l’esercito zapatista (Ezln) divenne noto in tutto il mondo. E, più tardi, fu l’unica donna che prese parte alle trattative con il governo messicano, fu il delegato dell’Elzn al primo Congresso degli indios del Messico e, in numerose occasioni, la portavoce del "sub".

Piccolissima, tanto che dietro il passamontagna sembrava poco più di una bambina, dolce e indifesa, la Comandante Ramona, prima di unirsi agli zapatisti, era una sartina che lavorava per le fabbriche Maquilladoras, quelle dove le multinazionali Usa producono a basso costo in Messico jeans e t-shirt da vendere sul mercato globale. Invece di «combattere con un marito e dei figli», scrivono i giornali messicani, Ramona (il suo vero nome non è pubblico), «aveva scelto la causa della difesa dei diritti delle donne» trasformandosi in una Pasionaria del Chiapas. E fin dall’inizio si era battuta per il diritto all’educazione delle donne indigene e per la difesa del patrimonio culturale delle comunità del Chiapas, il lavoro artigiano contro l’industria di massa.

Nata a San Andres, nel Chiapas, nel 1959, la comandante Ramona aveva subìto dieci anni fa una prima operazione di trapianto di reni. Annunciando la sua morte, venerdì sera, Marcos ha detto che con lei il Messico «ha perso una donna dal carattere straordinario» e a noi - ha aggiunto - «ci hanno strappato un pezzo di cuore». La relazione tra loro due - scrivono ancora i giornali messicani - è sempre stata di estrema tenerezza e affetto. "Piccola furia", l’aveva chiamata a volte il "sub" per sottolineare la caparbietà di questa donnina ritratta spesso accanto a lui col passamontagna e i vestiti tradizionali del Chiapas. I suoi funerali, dopo due giorni di lutto, si svolgeranno oggi.

Alle condoglianze si è unito anche il rappresentante del governo nella Commissione per il dialogo in Chiapas, Luis Alvarez: «La sua voce rivendicò sempre con chiarezza i diritti delle donne più povere ed emarginate del Messico».

Fu lei che proclamò:"Mai più il Messico senza di noi".