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DE PALACIO CONFERMA: NON CI SONO I FONDI. REQUIEM PER L’ALTA VELOCITÀ

giovedì 23 febbraio 2006

Tav, Agnoletto dopo l’audizione della responsabile per il Corridoio 5
alla commissione Trasporti:

Bruxelles, 22 febbraio 2006 - «Sono molto preoccupata per la mancanza di
fondi» ha dichiarato Loyola de Palacio, ex commissaria europea ai Trasporti
e attuale responsabile europea per il Corridoio 5 Lisbona-Kiev, ascoltata
oggi a Bruxelles dalla commissione Trasporti del Parlamento europeo.
«La redditività (della tav, ndr) si valuterà sui decenni, forse anche su
tempi più lunghi», le ha fatto eco Paolo Costa, presidente della commissione
Trasporti.

«Viene così confermato - commenta Vittorio Agnoletto, europarlamentare della
Sinistra unitaria europea - , proprio da alcuni dei massimi supporter della
tav, quanto stiamo sostenendo da tempo: ad oggi i fondi europei per la
Torino-Lione non ci sono, secondo quanto stabilito dal Consiglio europeo
(per le prospettive finanziarie 2007-2013) del 15 dicembre 2005, con il
sostegno dei governi di tutti e 25 i Paesi; né vi saranno vantaggi concreti
a meno di ragionare sui secoli, ma forse, chi lo sa, allora saranno
disponibili altre soluzioni più economiche ed ecologiche...

Tutti coloro che anche recentemente hanno dichiarato che era necessario
procedere urgentemente con i lavori, altrimenti l’Italia avrebbe perso i
soldi dell’UE, hanno quindi dichiarato il falso o per lo meno sono stati
degli sprovveduti.

Lo scopo era probabilmente quello di spezzare la volontà della popolazione e
di accusare i valsusini di far perdere risorse economiche all’Italia. È
evidente che quest’obiettivo è fallito.

La popolazione non vuole la tav e i soldi non ci sono.

In tale situazione - conclude Agnoletto - , qualunque persona di buon senso
opterebbe per l’unica soluzione possibile: potenziare la ferrovia esistente,
con costi oltre dieci volte minori ed evitare la costruzione di 52
chilometri di galleria, con i relativi rischi ambientali e sanitari. L’unico
scotto da pagare sarebbe un ritardo di 30 minuti per le merci sul percorso
del Corridoio 5 da Budapest a Lione. Un prezzo troppo alto di fronte al
risparmio di miliardi di euro e di possibili tumori provocati da amianto ed
uranio?».