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Ditemi: quanto vale la ricchezza in confronto alla vita di Federico?

mercoledì 22 febbraio 2006

Ferrara, l’omicidio del giovane Aldrovandi

Haidi Giuliani

Chi renderà a Federico il suo sorriso? E’ stato soffocato, dicono, soffocato dallo stato. Una vita vissuta, diciott’anni di vita, con tutte le speranze, i progetti, un tesoro di promesse: soffocata.

Dallo stato. Lo stato è distratto. E’ sacra la vita, dicono. Perfino un embrione è sacro, dicono. Non sapremo mai che cosa avrebbe potuto regalare al mondo la vita di Federico: Federico non è più al mondo. E il mondo è distratto. Il mondo sperpera vite, spreca il proprio futuro, con leggerezza assassina.

Ma la vita di Federico non è stata soffocata da un cataclisma, da un accidente imprevedibile, da una malattia incurabile: è stata buttata via da uno stato che ha la propria ragione di esistere esclusivamente nel proteggere, organizzare, sostenere la vita di Federico. Non ha altri motivi di esistere. Al contrario, lo stato nega il proprio stato. Era moretto, Federico, e senza documenti in tasca: questa la sua grande colpa, di questo lo accusa uno stato razzista e arrogante che non chiede perdono, uno stato tracotante che ancora si nasconde, infamando la sua vittima, buttandola nella spazzatura.

C’è n’è tanta, di spazzatura, c’è chi accumula illegalmente enormi ricchezze, con la spazzatura. Ditemi: quanto valgono tutte le ricchezze in confronto alla vita di Federico? Ma lo stato è indifferente e distratto, non risponde. Distratto a sua volta dalla ricchezza, dal potere, da singoli egoismi, da meschini giochi politici che non hanno niente a che vedere con la politica, che è governo della polis, cioè dello stato, cioè di tutti noi, cioè di Federico. Che non sorride più.

Liberazione 19 febbraio 2006