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Ed ecco che vogliono sfregiare col militarismo il 25 aprile

giovedì 22 aprile 2004

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Caravaggio (provincia di Bergamo), dove nacque Michelangelo Merisi, detto appunto "il Caravaggio", non ricordato al suo paese nemmeno con una riproduzione, paese che invece è noto per un famoso santuario della Beata Vergine, ha preparato un 25 aprile fatto essenzialmente di una mostra di "mezzi militari dell’epoca" che, dopo aver sfilato, resteranno in un parco fino alla sera, perché le famiglie ci portino i ragazzini, il tutto sormontato nel manifesto da una bandiera Usa, una britannica e basta: dunque bisognerà spiegare ai caravaggesi che la seconda guerra mondiale noi l’abbiamo persa, ma che l’hanno vinta non solo Usa e Inghilterra, bensì anche Francia, Urss e Cina.

A parte tutto questo, ci manca solo che il militarismo, dopo aver occupato il 2 giugno, adesso voglia prendersi anche il 25 aprile! Festa grande, popolare, niente di militaresco, solo desiderio di pace, gioia che la guerra fosse finita e decisione che non si presentasse più; forse noi stessi che siamo stati partigiani e partigiane non abbiamo vigilato abbastanza perché della Resistenza non si desse una visione militaresca e patriottica invece che politica, si lasciasse stingere il suo profondo e duraturo senso politico, quello cioè di aver cacciato il fascismo e di aver posto così le basi della Costituzione repubblicana.

Non solo l’amministrazione leghista di Caravaggio tuttavia prova a prendersi una Resistenza sfregiata: anche Grosseto sarà "allietata" nei giorni dell’anniversario della Liberazione da una solenne manifestazione, patrocinata dalla Presidenza della Repubblica in giù, per celebrare il passaggio dal cavallo al carro (armato). Il Centro Donna di Grosseto ha pubblicato un volantino intitolato "la militarizzazione delle coscienze" e una ferma protesta è venuta anche dal Comitato Fermiamo la guerra di Grosseto.

Non è probabile che si tratti di mere coincidenze e non invece di un tentativo di cancellare il senso politico della Resistenza e di usarla per sostenere un disegno di militarismo crescente e di addormentamento delle coscienze.

La manifestazione ufficiale che si terrà a Milano è stata salvaguardata da tale scempio e anche il documento di Bastaguerra di Roma è molto chiaro nel chiedere il ritiro delle truppe di occupazione, proprio nella ricorrenza di una data che significa la lotta di reststenza del popolo italiano contro truppe di occupazione: una linea non solo ideale, ma storicamente precisa e politicamente limpida e moralmente netta. Un presente decente e un futuro pulito sta in questa continuità e trasmissione di memoria dai partigiani al movimento "un altro mondo è possibile".

Lidia Menapace (ex Partigiana, figura storica del femminismo, cofondatrice de "Il Manifesto", attivista contro la guerra)

Liberazione