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Enron, il film - Esce domani il documentario sul crack finanziario del gruppo texano.

venerdì 21 ottobre 2005

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Enron, il film
Testimonianze e registrazioni rivelano i retroscena della vicenda che sconvolse la finanza Usa

di Cesare Balbo

Non è un caso che l’anteprima nazionale del docu-film di Alex Gibrey Enron: l’economia di una truffa si sia svolta nell’aula Magna dell’Università Bocconi di Milano. Il film, nelle sale dal 21 ottobre, conferma infatti quanto il cinema possa essere un grande strumento educativo e non solo di intrattenimento.

E’infatti una vera e propria lezione quella si può trarre dalla visione delle dinamiche che hanno condotto alla bancarotta la Enron, colosso dai piedi d’argilla emblema di una certa spregiudicata new economy a cavallo del nuovo millennio.

Tratto dal best seller The smartest guys in the room dei due giornalisti di "Fortune" Bethany Mc Lean e Peter Elkind, che per primi indagarono sul caso Enron, il film racconta in presa diretta il clamoroso crack finanziario del gruppo texano, il cui fallimento ha comportato la perdita di oltre 20.000 posti di lavoro oltre agli 80 miliardi di dollari persi dai risparmiatori Usa.

La storia del grande gruppo energetico è ricostruita rigorosamente, con poca fiction, grazie al montaggio di filmati aziendali dei veri protagonisti del caso, che sono anche attori in questo caso: Ken Lay, Jeff Skilling e Andrew Fastow. Gibney ( "The Trials of Henry Kissinger" 2002) porta sullo schermo gli eccessi e l’avidità delle alte cariche della Enron la cui "filosofia aziendale" fa impallidire al confronto il cinismo dello yuppismo anni Ottanta, stile Gordon Gekko espresso da "Wall Street" di Oliver Stone.

L’enronmovie si apre con il suicidio (25.1.2002) del dirigente Jeff Baxter avvenuto due mesi dopo il crollo del titolo precipitato a meno di un dollaro a indicare che dietro la storia aziendale si agitano vite umane. Continua con immagini di repertorio della scena di massa dei dipendenti costretti da un giorno all’altro a uscire dall’azienda con gli scatoloni in mano. Gibney solleva la questione di come sia potuto succedere tutto questo e con documentarismo alla Moore grazie a testimonianze scottanti e registrazioni audio e video rivela i retroscena della vicenda che sconvolse i mercati finanziari tanto che si parlò di un altro 11 Settembre per la borsa.

Retroscena riportati dai nastri con le voci dei trader della Enron che "chiariscono " la stagione dei black out sistematici in California: furono causati ad hoc per incrementare i profitti aziendali speculando sulle oscillazioni dei prezzi dell’elettricità con relativo danno dei consumatori. Nel bel mezzo di un disastro annunciato si odono le inevitabili dichiarazioni rassicuranti del direttore finanziario Andrew Fostow, che parla ancora della Enron come di una Fantasilandia, come era denominata nel gergo aziendale, sulle note di "Mr. Fantasy" dei Traffic.

Ma come il Titanic, a cui la Enron viene spesso paragonata nel film, senza alcuna cautela l’azienda va incontro alla propria rovina e a quella dei risparmiatori: alla fine di quell’anno orribile nel novembre 2001 vennero annunciate perdite record per 586 milioni di dollari con conseguente crollo dei titoli in borsa e relativo crac a fine anno. Come in "Farenheit 11/9" anche nel film di Gibney special guest star è la famiglia Bush: ma se in Moore erano rievocati i trascorsi rapporti finanziari dei Bush con la famiglia Bin Landen, in Gibney si allude al fatto che il numero uno della Enron Kenneth Lay era loro amico intimo: George W. lo chiama Kenny Boy .

E’ un film che in chiusura apre al lieto fine quando si vede qualcuno pagare per le malefatte come l’ex tesoriere Glisan e pure Fostow condannato per frode e riciclaggio di denaro oppure quando allude al tentativo di recuperare parte dei soldi persi da parte dei risparmiatori grazie alle cause con le banche: all’incirca venti centesimi per dollaro investito.

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