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FLORES D’ARCAIS: «Bertinotti è stato troppo moderato Una sola frequenza per ogni azienda»

lunedì 24 aprile 2006

Non c’è nessuna questione di dieta, il problema riguarda la libertà del mercato.

di Andrea Garibaldi

ROMA - Paolo Flores D’Arcais, filosofo, direttore di Micromega, animatore dei «girotondi», dice che «Bertinotti, da buon moderato, sbaglia».

Perché?

«Perché è timidissimo quando dice di volere Mediaset dimagrita. Non c’è nessuna questione di dieta, il problema riguarda la libertà del mercato. Le frequenze televisive nazionali sono di per sé una risorsa rara, tre o quattro.

La libertà (di mercato) vuole che come minimo l’oligopolio non si trasformi in monopolio. Quindi, a ogni soggetto imprenditoriale non deve essere assegnata più di una frequenza.

Meglio ancora, come in alcuni Paesi europei, nessun soggetto deve possedere più del 49 per cento di una sola frequenza».
E il dimagrimento della pubblicità?

«Anche per la pubblicità va introdotto il pluralismo: la quota massima per ogni concessionaria di pubblicità dovrà essere molto ma molto inferiore a quella attuale. I tetti di affollamento pubblicitario vanno ridotti drasticamente. Con un’automatica redistribuzione di pubblicità in altri settori, carta stampata ed emittenti locali».

Nel centrodestra si parla di spirito di vendetta da parte di Bertinotti e Prodi.

«Questi signori dicono di essere liberisti, ebbene si tratta di restituire le frequenze commerciali al mercato».

Invece a sinistra qualcuno teme che paghino i lavoratori Mediaset.

«Se le reti commerciali nazionali resteranno tre o quattro, avranno sempre bisogno di quel numero di attori, autori, giornalisti, tecnici, amministrativi. Invece di un padrone ne avranno tre o quattro. Oppure otto (con lo sbarramento del 49 per cento)».

Quanto alla Rai, Bertinotti sostiene che deve restare pubblica.

«In questo ha totalmente ragione. Per la Rai la questione è quella di una radicale departitizzazione e delottizzazione».

Tre reti, dunque?

«Anche di più, se ci fosse disponibilità: per svolgere una funzione informativa, educativa, culturale e anche di intrattenimento assolutamente non subordinata alle strette esigenze commerciali».

la nuova Rai? Chi dovrebbe gestire

«Si tratta di ripartire da zero, nonostante esistano nell’azienda risorse giornalistiche e culturali vere. Penso a un’authority, magari formata da cinque grandi giornalisti europei, che rifondi la Rai, la affidi - attraverso concorsi - a "giornalisti giornalisti", a uomini di cultura, programmisti e tecnici, e ne garantisca autonomia e indipendenza.
Modello Banca d’Italia».

Ci sono stati molti problemi in Banca d’Italia...

«Banca d’Italia prima di Fazio, modello Baffi per intenderci».

http://www.articolo21.info/rassegna.php?id=3495


http://www.edoneo.org/

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