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Fiducia con sfiducia

giovedì 28 aprile 2005

"MEN IN BLACK"

di Giancarlo Pacchioni

Il centrodestra ha deciso di aggrapparsi alle poltrone, sarà Berlusconi bis, o più correttamente sarà Pio Tutto IO Secondo.

Berlusconi bis, non è una ovazione, bensì una tragica realtà nella quale viene ignorata la richiesta degli italiani. La maggioranza (sarebbe più corretto dire minoranza) rilancia il solito programma, aria fritta bis, se non ci fosse da piangere, verrebbe perfino da ridere. Il piccolo Silvio più che un capo di governo, sembra essere un comico, un grandissimo comico, senza dubbio il miglior comico italiano.

Il nuovo governo parte con la polemica: Tremonti vuole vendere le spiagge, ma ovviamente è stato frainteso. Raccolti i cocci, ora il centrodestra deve riuscire a governare e lo farà a colpi di fiducia e di “sono stato frainteso”. L’Italia una per An e trina per la Lega, cambierà nome in Titanic.

Intanto la cattolicissima Spagna, oltre ad avere una legge sulla fecondazione assistita di grande respiro (è consentita giustamente anche la fecondazione eterologa), ha intrapreso il cammino che porterà ai matrimoni gay, nonché consentirà ai coniugi gay di adottare bambini. La Chiesa è contraria, i liberali del centrodestra sono contrari, Tremonti e Del Noce sono contrari, ma progettano un viaggio in Spagna, Berlusconi è contrario anche se è più truccato di una adolescente in piena tempesta ormonale ed ha fatto più lifting di Elizabeth Taylor, a dire il vero ha anche le scarpe con il tacco.

La cattolicissima Italia dovrebbe modernizzarsi copiando dalla Spagna la legge sulla fecondazione assistita, ma anche permettendo matrimoni gay. Trovo anche giusto che i gay possano adottare bambini, a tal proposito vorrei aggiungere che in Italia le adozioni sono molto difficili da ottenere: sarà perché c’è un giro di soldi notevole intorno agli orfanotrofi?

Messaggi

  • Storace : tutto d’un pezzo !

    "Non è giusto ipotizzare una mia nomina a ministro. Il rispetto degli elettori e la dignità personale impongono che si pensi all’Italia più che ai singoli. Non soffro della sindrome da perdita del potere" (Francesco Storace, 9 aprile 2005).

    "Come si dice a Roma, a me di andare al governo nun me ne po’ fregà de meno" (Francesco Storace, 10 aprile 2005).

    "Non ho nessun ministero da chiedere per me, faccio già il consigliere regionale e non cerco posti. Quando Berlusconi mi ha invitato l’altra sera offrendomi di entrare nel governo, sa io che gli ho risposto? Grazie, presidente, sono onorato, ma forse hai trovato l’unico italiano che ti dice di no" (Francesco Storace, 17 aprile 2005).

    "Non devo inseguire una poltrona avendone persa un’altra. C’è una fila di aspiranti ministri e io non ci sono. A me la Sanità? Così riformo la psichiatria e curo Berlusconi..." (Francesco Storace, 18 aprile 2005).

    (28 aprile 2005)

  • a proposito di Storace io, residente a Roma, sto seriamente pensando che forse dovremmo, noi tutti residenti ed elettori del Lazio, chiedere scusa al resto d’Italia: ci siamo liberati di lui a scapito di tutti gli italiani. è succeso quello che succede talvolta con alcuni tumori i quali, se al momento dell’asportazione si rompe la membrana che li racchiude, provocano una metastasi in tutto il resto del corpo.
    saluti,

    michele