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Francia/ "Petrella libera", Liberation dedica prima pagina a ex Br

mercoledì 6 agosto 2008

MARINA PETRELLA: firmate la petizione di sostegno qui

Francia/ "Petrella libera", Liberation dedica prima pagina a ex Br

Il processo di estradizione non è sospeso

Roma, 6 ago. (Apcom) - "Petrella libre" (Petrella libera), sullo sfondo la foto di un manifestante che lo scorso 24 aprile a Parigi mostrava un cartello che chiedeva di non estradare l’ex militante delle Brigate rosse. Il quotidiano francese Liberation dedica oggi la prima pagina a Marina Petrella, della quale la Corte d’Appello di Versailles - come richiesto dalla Procura - ha ordinato la scarcerazione per motivi di salute.

"La magistratura", scrive Liberation ancora in prima pagina, "ha disposto la rimessa in libertà dell’ex militante delle Brigate rosse, ricoverata in ospedale, che resta sotto la minaccia di un’estradizione verso l’Italia".

Petrella, 54 anni, era stata arrestata a fine agosto 2007 ad Argenteuil. Nel 1992 la corte d’appello di Roma l’aveva condannata all’ergastolo per complicità in omicidio. L’ordine di scarcerazione non interrompe l’iter del processo di estradizione. In preda, secondo i medici, a "gravi turbe depressive e suicide", sofferente di "denutrizione", Petrella è ricoverata in reparto psichiatrico dell’ospedale Sainte-Anne di Parigi.

La figlia di Petrella, Elisa, si è accontentata di questa decisione ma ha mostrato prudenza: "Abbiamo vinto soltanto una battaglia. Questo ci dà speranza per il seguito, ma occorre che Sarkozy vada in fondo a questo processo". Ha ricordato che molti altri rifugiati italiani sono in una situazione identica a quella della madre e che la Francia dovrà fronteggiare le stesse problematiche se il governo non accetterà di tenere un discorso più generale sulla questione.

I due principali sindacati di magistrati francesi hanno avuto commenti opposti sulla notizia. L’Usm (centro) ha espresso "totale sostegno alle istituzioni giudiziarie italiane"; il Sindacato della magistratura (sinistra), citando il titolo di un noto film di qualche anno fa, ha denunciato "piccoli accordi tra amici", Sarkozy e Berlusconi.

In un articolo che si limita alla cronaca, il quotidiano conservatore Le Figaro ricorda che la corte d’appello richiede a Petralla, una volta dimessa dall’ospedale, il rispetto della residenza al domicilio di Argenteuil, l’obbligo di firma settimanale e quello di non lasciare la Francia. Il 9 giugno scorso, il primo ministro Francois Fillon ha firmato il decreto d’estradizione verso l’Italia; la difesa ha depositato un ricorso davanti al Consiglio di Stato che ancora non è stato esaminato. Il ricorso non è sospensivo ma l’uso vuole che la Francia non proceda all’estradizione fin quando non sarà esaminato.

Ma il caso fa scalpore perchè sembra indicare un addolcimento della Francia nei confronti dei numerosi terroristi italiani che fuggirono in Francia negli anni di piombo in virtù della cosiddetta "dottrina Mitterrand". Negli anni ottanta e novanta l’allora presidente socialista della Repubblica francese promise protezione a quei terroristi italiani che avessero "abbandonato la macchina infernale della lotta armata".

Negli ultimi anni di governo conservatore la Francia ha cambiato indirizzo (e i governi Berlusconi lo hanno richiesto con particolare insistenza). Così per esempio il caso di Cesare Battista, ex membro dei Pac (Proletari armati per il comunismo) riciclatosi in giallista in Francia, latitante dopo l’ok francese alla sua estradizione.