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Francia, ecologista travolto e ucciso dal treno delle scorie nucleari

lunedì 8 novembre 2004


di Marina Mastroluca

Non è riuscito a fermare il treno della spazzatura nucleare. È rimasto incatenato sui binari, da solo. La locomotiva che gli ha tranciato la carne, portandogli via la vita, è ripartita tre ore e mezza dopo l’incidente, lasciandosi alle spalle il suo corpo lacerato, quello di un ragazzo di 21 anni che voleva protestare contro il trasporto di scorie nucleari, divenuto ormai routine sulla ferrovia tra Francia e Germania. Cosa sia successo lungo i binari che portano a Avricourt, nella Mosella, non è chiaro. «Il macchinista ha visto un gruppo di persone sedute sui binari. Qualcuno si è alzato. Ha attivato il freno d’emergenza, ma una persona che era rimasta seduta ha avuto una gamba tranciata ed è morta», così Roselyne Histe-Wolff, portavoce delle ferrovie francesi ha spiegato il drammatico incidente. La prefettura del dipartimento di Meurthe e Mosella ha specificato che il treno usciva da una curva a velocità ridotta e che il conducente non ha potuto evitare l’impatto. Il ragazzo, malgrado il tentativo di rianimazione sul posto, è morto prima di raggiungere l’ospedale, l’emorragia è stata troppo violenta.

Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta. Non è la prima volta che attivisti anti-nucleari si incatenano sui binari, in genere fissandosi così saldamente che solo un intervento esterno può riuscire a liberarli: è una tattica consolidata, la polizia deve intervenire e il treno radioattivo è costretto ad attendere. Ieri, solo due ore prima, la polizia aveva dovuto bloccare lo stesso convoglio a Laneuville-devant-Nancy per liberare dalle catene due manifestanti, un ragazzo e una ragazza del gruppo «Fuori dal nucleare», che protestavano contro la «banalizzazione dei trasporti nucleari»: quello in corso in queste ore è il settimo viaggio di ritorno di materiale nucleare trattato, in base ad un accordo che prevede la lavorazione delle scorie tedesche in Gran Bretagna e Francia ma obbliga la Germania a recuperare la «spazzatura» lavorata.

Ad Avricourt qualcosa ha fatto saltare un copione ormai abituale. La staffetta in moto che precedeva il treno con tre minuti di vantaggio non ha notato nulla lungo i binari e si ipotizza che il gruppo di giovani fosse nascosto dagli alberi. È stato solo il secondo motociclista, che procedeva a breve distanza dal convoglio, a vedere il gruppo di attivisti. «Ha fatto un segnale al conducente, che non è riuscito a fermarsi in tempo», ha spiegato il procuratore di Nancy, Michel Senthille, secondo il quale il treno in quel punto viaggiava a 100 km orari.

A quanto sembra i ragazzi avevano piazzato sui binari un grosso tubo al quale era incatenati. All’arrivo del treno tre sono riusciti a togliersi le catene, il quarto è rimasto lì. Un portavoce della Cogema, la società che tratta il materiale nucleare, si è detto scioccato per l’accaduto. I verdi hanno chiesto un «credibile dibattito democratico» sul nucleare ed hanno denunciato che «una volta di troppo, una manifestazione non violenta si è conclusa in dramma».

Hanno anche annunciato che chiederanno alla Cogema la sospensione di questi viaggi. Anche il Reseau sortir, cui fanno capo 695 associazioni, ha chiesto «una moratoria totale» dei trasporti di materiale nucleare. Un responsabile ha ricordato che il gruppo spinge a dimostrare contro i trasporti di materiale nucleare, ma non a legarsi alle rotaie.

Il treno, un convoglio lungo 400 metri, con dodici container speciali che dietro il loro innocente candore trasportano i residui vetrificati della lavorazione di 600 tonnellate di scorie nucleari - quello che resta dell’alimentazione di una centrale che ha fornito energia elettrica per un anno a 25 milioni di tedeschi - era partito sabato scorso dal terminal ferroviario della Cogema, a Valognes, per raggiungere il centro di stoccaggio di Gorleben, in Germania. L’arrivo è previsto per domani e sono state annunciate manifestazioni, già sabato scorso 4500 persone hanno portestato di fronte al deposito di Gorleben.

Sotto shock, i Verdi tedeschi hanno chiesto di fare luce sull’accaduto e al tempo stesso hanno invitato gli attivisti anti-nucleari a non mettere in pericolo le loro vite. Un portavoce di Amici della terra ha comunque confermato iniziative di protesta, ricordando che tra anti-nucleari tedeschi e polizia c’è sempre stata collaborazione per impedire simili incidenti: le forze di sicurezza vengono informate in anticipo sul punto in cui si trovano i manifestanti, avendo cura di scegliere posizioni visibili. Centinaia di anti-nucleari si sono riuniti ieri sera a Hitzacker, in Germania, aspettando con fiaccole e candele l’arrivo del treno, per ricordare il ragazzo di Avricourt.

http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=39000

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