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Giustizia bipolare

lunedì 23 febbraio 2004

Da Marco Travaglio su Atlantide:

"Da anni ci raccontano che in tutto il mondo le carriere del pubblico ministero e del giudice sono separate e che dobbiamo allinearci. Ma non e’ vero.
E’ la stessa cosa che ci hanno detto a proposito dell’impunita’ del presidente del consiglio, che in tutto il mondo sarebbe giudicato soltanto dai suoi pari e non dai giudici come in Italia. Anche questo non e’ vero.

Non esiste paese dove il primo ministro ha dei privilegi particolari rispetto agli altri.
In Francia il primo ministro non puo’ nemmeno essere un parlamentare e dunque non gode nemmeno delle immunita’ delle cose che dice, di cui godono i parlamentari.

In tutto il mondo la magistratura puo’ perseguire non solo il presidente del consiglio ma anche il capo dello stato, vedi gli Stati uniti dove e’ stato processato Clinton. Lo stesso in Germania dove Helmuth Kohl o altri sono stati massacrati per piccoli reati e sono stati costretti a lasciare la vita pubblica.

Gli unici paesi dove vige una cosa simile al lodo Maccanico riguardano pero’ non il capo del governo, che rappresenta una maggioranza, ma il capo dello stato, in quanto rappresentante della nazione, per esempio il presidente della repubblica italiana, il presidente della repubblica francese, la regina d’Inghilterra e il re di Spagna. Al di fuori di queste 4 figure non esiste nessuno che abbia garantite forme di immunita’.

Ugualmente non esiste da nessuna parte il divieto che chi sostiene l’accusa nei processi non possa diventare giudice e viceversa. La separazione netta tra le carriere di pubblico ministero e di giudice non esiste in quasi nessun paese del mondo.

Ci sono paesi dove non esiste la carriera della magistratura, per esempio in Inghilterra il pubblico ministero non c’e’, perche’ l’accusa la sostiene la polizia. negli Stati uniti c’e’ l’elezione diretta del prosecutor, che di solito poi va anche a a fare il giudice nello stesso distretto.

In Germania i pubblici ministeri e i giudici possono cambiare carriera dall’uno all’altro. Lo stesso in Olanda ecc.

In gran parte dei paesi il pubblico ministero e’ controllato dal governo, anche se poi c’e’ la garanzia di un giudice istruttore, come in Francia o in Belgio.

In realta’, se si stacca il ruolo del pubblico ministero da quello del giudice, il pubblico ministero diventa una specie di poliziotto e sara’ piu’ portato a cercare condanne che a cercare la verita’, mentre da noi il pubblico ministero puo’ vedere che non ci sono suffciienti prove e decidere di archiviare o assolvere, come spesso accade, come e’ avvenuto anche per il processo Andreotti a Perugia.

Qual’e’ il disegno in Italia? Separare le carriere, per poi dire che il pubblico ministero non ha abbastanza controlli e allora deve essere messo sotto il controllo del parlamento o del governo.

Il problema e’ allora che, quando vince la sinistra, sara’ controllato dalla sinistra che lo sguinzagliera’ contro la destra e, quando vince la destra, sara’ controllato dalla destra che lo sguinzagliera’ contro la sinistra.

I cittadini, che non possono sguinzagliare nessuno, prenderanno sberle da tutte le parti. E avremo dunque una giustizia molto piu’ politicizzata di quello che avviene oggi.

Il disegno e’ dunque avere un pubblico ministero che non indaga a 360° sui reti dei poveracci e dei potenti, ma un pubblico ministero che indaga soltanto sui reati dei poveracci e poi, a seconda degli interessi di chi lo comanda, compie azioni politicizzate e persecutorie nei confronti dell’uno o dell’altro.

Figuriamoci se in questo paese c’e’ bisogno di una giustizia bipolare!