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I roghi nei campi Rom sono il segno che qualcos’altro sta bruciando

lunedì 19 maggio 2008

(Roma) Preoccupa la grave ondata xenofoba contro i rom, oggetto nei giorni scorsi di misure repressive e persecutorie contro gli zingari e gli extracomunitari che quasi nulla hanno a che fare con l’affermazione della legalità, ma, come hanno affermato Rita Bernardini, segretaria dei Radicali Italiani, e Sergio Rovasio, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, “ricorda l’operato delle dittature sudamericane degli anni ’70, che intervenivano per rinchiudere negli stadi, ed eliminare, il ’nemico’".

Una vera e propria operazione di pulizia etnica, quella avviata dal governo, e il primo obiettivo sono i campi rom, in nome della legalità. Un brutto messaggio quello che viene lanciato agli italiani e cioè che i Rom sono individui pericolosi, che rubano, minacciano e stuprano, e mettono paura ai tranquilli cittadini italiani, afferma il parlamentare del Pd Franco Laratta, che accusa il governo di mostrarsi forte con i deboli. “Pronto a mandare l’Esercito. Non contro la mafia, la ’ndrangheta o la camorra. Contro i rom. Perché le nostre città non sono sicure. Veramente sarebbero molto più insicure Parigi, Londra, New York, ma questo gli italiani non lo sanno – conclude Laratta - e siccome conta far vedere che il nuovo Governo è deciso, è fatto di uomini forti, non perde tempo e si da’ da fare”.

"Le misure proposte dall’attuale governo sono demagogiche e razziste e non fanno altro che accrescere la paura". Con il centrodestra, è la tesi dell’ex ministro per la Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero (Prc), "ha vinto la semplificazione. Le loro proposte sono certo più rapide e più forti, ma solo nel tempo ne verificheremo l’efficacia. Tra due anni capiremo che è tutto fumo e niente arrosto".

Intanto fatti come quelli di Napoli (la giovane nomade che tenta di rapire il bambino, fatto che per ora ha una sua concretezza soltanto giornalistica), sfociato nel rogo dei campi Rom di Ponticelli, contribuiscono ad alimentare “una paura irrazionale e imprecisata, veicolata dal linguaggio televisivo e giornalistico che fomenta le fobie, e non consente di razionalizzare e analizzare la diversità dei casi e delle situazioni”, scrive nel suo blog, la scrittrice Milena Magnani autrice di un reportage sulla vita nei campi rom “Il circo capovolto”, che esprime tutta la sua amarezza per i fatti di Napoli e per ciò che sottendono, per “la legittimazione all’espressione rozza e violenta dell’intolleranza, la povertà di senso civile e cultura, l’abbandono delle istituzioni”.

Anche se il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ha definito ingiustificabile la violenza di Napoli, e promesso di intervenire con fermezza per evitare che la rabbia prevalga sulle regole della convivenza civile e che si possano ripetere episodi di ingiustificabile violenza come quelli che si sono purtroppo verificati a Napoli, la sensazione è che a bruciare sia ben altro, e cioè la fiducia verso il diverso, che spinge a estreme conseguenze “giustificano l’approdo al farsi giustizia da sé, come in ogni Far west che si rispetti”.

”Mi chiedo come sia possibile che il popolo italiano non gridi tutto unito allo scandalo, il popolo italiano che ha sperimentato solo pochi decenni fa il ruolo di popolo migrante, ma davvero ci siamo dimenticati che sono stati migranti i nostri padri, veneti, lunigiani, napoletani, salentini, e non solo, ci siamo dimenticati di aver avuto in casa nostra rom e sinti che ora sono perfettamente integrati? I rom abruzzesi, i sinti piemontesi, non ci fanno capire che con la dovuta accoglienza, si creano i presupposti per la convivenza e l’arricchimento reciproco? E come è possibile che insieme al tanto celebrato “pacchetto sicurezza” non sia in cantiere un “pacchetto per l’integrazione e l’intercultura” dimensione, questa sì, che rappresenta il vero obiettivo cui dovrebbe tendere una società evoluta?”, conclude Milena Magnani.

L’Unione degli Studenti, esprimendo tutto il suo sdegno per quanto sta accadendo in questi giorni nel napoletano e nel resto del paese (non solo i roghi dei campi nomadi di Ponticelli, ma anche pestaggi, come quello di Torino, su un ragazzino di tredici anni), "sono chiari sintomi del clima di intolleranza e di odio alimentato dalla politica e dai media, attraversa tutto il Paese". Gli studenti si dicono "profondamente preoccupati di quanto sta accadendo in queste ore" e pensano "che dalle istituzioni debbano giungere, e in fretta, risposte chiare ed efficaci per porre rimedio alla situazione, punendo severamente chi in queste ore si sta scagliando contro il popolo Rom".

Preoccupazione è stata espressa anche dall’Associazione Stampa Romana, soprattutto per l’eccesso di spettacolarizzazione mediatica della questione sicurezza, in particolare per cio’ che riguarda i Rom Pur non entrando nel merito dei provvedimenti del Governo nazionale in materia di sicurezza, il sindacato dei/delle giornalisti/e, chiede ai colleghi uno sforzo di attenzione professionale, specie per i soggetti deboli come donne, vecchi e bambini.”. In particolare l’Associazione richiama con forza i colleghi e le colleghe al rispetto della Carta dei doveri del giornalista, in particolare nei punti in cui si afferma che: ’’Il giornalista ha il dovere fondamentale di rispettare la persona, la sua dignita’ e il suo diritto alla riservatezza e non discrimina mai nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche”.

Ancora, l’Associazione Stampa Romana in una nota ha chiesto al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti di aprire in tempi brevi la discussione sul ’’Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti’’ denominato Carta di Roma, già approvato dal Consiglio Nazionale della Fnsi.

Per Emma Bonino, che ha apprezzato le ferme e inequivocabili parole di condanna degli attacchi contro i campi nomadi a Napoli, del ministro Maroni, "si sbaglia obiettivo se, attraverso manipolazioni politico-mediatiche, si arriva al punto di far credere ai cittadini che i loro problemi di insicurezza non derivino soprattutto dal crimine organizzato, a cominciare da quello di matrice mafiosa e camorristica, ma dalla presenza dei Rom".

Di campagna d’odio senza precedenti ha parlato ieri Tudor Lucica, la regina dei rom rumeni d’Europa, artista di talento nata in Romania ma in Italia da quasi vent’anni, da sempre impegnata al fianco del suo popolo. “ Sono la mia ragione di vita. Da Milano, dove vivo ora ospite di famiglie generose, lotto per tutelare i rom e per garantire loro i servizi indispensabili’’. ’’Vorrei che tutti sapessero che il popolo rom – ha dichiarato Lucica- non e’ un pericolo per l’Italia. Abbiamo tanto in comune con gli italiani, spesso è l’ignoranza a dividerci, chi non conosce odia. L’Italia ai miei occhi è un Paese sensibile, è il luogo che meglio mi ha accolta. Ora mi sembra di vivere un incubo, si parla di espulsioni. C’e’ un odio profondo mai sentito prima, un clima di tensione che toglie il respiro. Un attacco di questo tipo coinvolge, direttamente o indirettamente, bambini e anziani senza colpa. I rom che da generazioni vivono in Italia, amano questo Paese’’, dice ancora invitando le autorità a riflettere bene prima di prendere qualsiasi iniziativa.

Una cultura come quella dei rom va tutelata, non distrutta. Non si può trasformare un rom in italiano, non si cancella un’identità, continua Tudor lamentando l’assenza di gesti di solidarietà “dalla destra come dalla sinistra, degli intellettuali. Non uno che abbia parlato per difenderci. Ed è questo che fa più male. Le porte erano chiuse prima e lo sono ancora di più oggi. Da tempo insieme ad altri rom stiamo preparando una ’Carta dei Diritti del popolo rom’ da presentare all’Unione Europea’’. La ’regina’ dei rom rumeni d’Europa aggiunge infine ’’ per un anno intero ho aspettato un incontro con Letizia Moratti, ma non ho mai ricevuto risposta. Ora ho intenzione di chiedere un incontro al nuovo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e spero che mi ascolti, credo sia un uomo di grande sensibilità.

Di questione sicurezza se ne parlerà oggi a Sky Tg24 Pomeriggio, l’approfondimento condotto da Valentina Bendicenti in onda domani alle 14.35 sul canale 500 del bouquet SKY, con Roberto Cota, capogruppo della Lega alla Camera, il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, Maria Immacolata Macioti sociologa dell’immigrazione e Franco Pittau, autore del dossier immigrazione 2007.

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