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IL 19° MUNICIPIO DI ROMA AUMENTA LA PRECARIETA’ DELLE LAVORATRICI PRECARIE

mercoledì 26 aprile 2006

La situazione delle lavoratrici “supplenti” negli Asili Nido del Comune di Roma è già di per sè al “top” della precarieta’.

Dover passare gran parte della mattinate accanto al telefono di casa ( gli uffici competenti non sono abilitati a chiamare i cellulari) sperando di essere chiamate per una supplenza è già di per sé cosa pesante e defaticante.

Ma quantomeno ogni tanto capita di essere chiamate a sostituire una titolate malata, potendo almeno per alcuni giorni prestare servizio allo stesso nido e poter usufruire, se nel periodo capita un sabato, anche del pagamento di quella giornata.

Ma il 19° Municipio di Roma, zona Primavalle/Monte Mario/Balduina/Ottavia, in mano al centrodestra ( Presidente Marco Visconti di A.N.), ha pensato bene di negare alle precarie degli asili nido anche questa possibilità.

Per cui, anche in sostituzione delle titolari in malattia, la chiamata delle “supplenti” si fa in modo giornaliero, magari cambiando supplente tutti i giorni e non potendo quindi usufruire di contratti piu’ lunghi e degli eventuali sabati pagati.

Alla faccia della sbandierata esigenza di “continuità educativa” dei piccoli utenti del nido e alla faccia dei minimi diritti acquisiti dalle lavoratrici precarie.

In un recente comizio tenuto a Primavalle, il Sindaco Veltroni aveva indicato chiaramente il 19° Municipio come l’unico - anche rispetto agli altri gestiti dal centrodestra - che rifiuta qualunque tipo di rapporto col Comune stesso e che interpreta leggi, ordinamenti, contratti e accordi di lavoro per i fatti suoi.

Evidentemente questo è il caso anche nella gestione degli asili nido, anche se Visconti sembra paradossalmente godere, in questa sua originale gestione, anche della complicita’ dei sindacati confederali, che in qualche modo difendono pure loro le scelte del 19° Municipio, giustificandole con l’eccessivo “assenteismo” delle lavoratrici ( peraltro casomai delle titolari e non delle “supplenti” ).

Col risultato che comunque a pagare i prezzi di qualunque problema finiscono per essere sempre gli anelli più deboli della catena, le lavoratrici precarie senza contratto e i bambini/utenti con le loro famiglie.

Auspichiamo che quantomeno il Comune di Roma, non fosse altro per motivazioni elettorali, intervenga sulla questione per ripristinare un minimo di legalità e di omogeneità di trattamento delle lavoratrici.

Roma 26/4/06

Centro Documentazione e Lotta / Asili Nido Roma Nord

Messaggi

  • La politica dell’appartenenza e rappresentanza continua a dividere e immobilizzare la protesta e continua ovviamentea dividere anche le/i più deboli...Ho riconosciuto nella foto dell’articolo Danila, Sandro...i nostri figli sono cresciuti, la precarietà anche, ci navighiamo tutti dentro ...composizione del governo, attribuzione di incarichi, amministrative. Il piatto piange ...
    Con voi, come sempre
    Doriana

  • e nei giochi amministrativi e politici della sinistra-destra, tanto per creare quella "confusione" che conosciamo e "mobilita" al momento opportuno riporto da Indy un esempio di straordinario "inquinato contaminamento"..
    Doriana

    *****************
    Contenti?

    All’alba di questa mattina 27/4/2006 200 poliziotti in tenuta antisommossa si sono presentati alla palazzina occupata di via Sforza 44 nel quartiere Monti a Roma.

    Forzata la porta hanno raggiunto le famiglie che si trovavano all’interno gettandole nuovamente in mezzo alla strada.

    Solo pochi giorni fa il consigliere Nunzio D’erme aveva ordinato al prefetto Serra di sgomberare una delle 4 occupazioni del coordinamento delle OSA/CASAPOUND. Questa mattina è stato immediatamente accontentato. D’Erme ordina, la magistratura si attiva, il sindaco approva, il prefetto ESEGUE.

    La palazzina era stata occupata a marzo di quest’anno da 5 famiglie Italiane che come altre migliaia si trova a vivere in una situazione di emergenza abitativa asooluta. La palazzina era vuota addirittura dagli ANNI 50, vero e proprio schiaffo in faccia alla tremenda FAME di appartamenti che patiscono i Romani.

    La proprietà della palazzina è della solita ditta civetta che fallisce a fine anno e cede l’immobile ad una nuova ditta civetta che cambia nome ma non proprietario. Questo per non pagare le tasse e per tenere impunemente chiusa la palazzina in una logica di speculazione pura.

    I diritti di questi "signori" proprietari chiaramente valgono più di tutti i diritti di una qualsiasi famiglia italiana messa in ginocchio da prezzi degli affitti degni del peggior USURAIO e da banche che seguono logiche CRIMINALI per l’assegnazione di mutui che si tramutano sempre più spesso in vere e proprie condanne a morte.

    30.000 sfratti a Roma sono in attesa di essere eseguiti. In questa maniera. Ringraziamo chi in questi anni ha scelto di sperperare il denaro dei Romani per costruire "prestigiose" opere architettoniche, la cui bruttezza compete solo con il volto del sindaco VELTRONI, invece di costruire anche UNA sola casa popolare che avrebbe contribuito a sgonfiare il mercato degli affitti.

    Con i soldi spesi quest’anno per "Ara Pacis" e "Nuvola di Fuksas" dal pagliaccio seduto in campidoglio si potevano costruire 5.000 case di 80 Mq da destinare ai Romani con la formula del Mutuo Sociale che avrebbe risolto in maniera concreta i problemi di tante famiglie.

    • RdB SCRIVE A CIAMPI PER IL PROBLEMA DEL PRECARIATO NEI NIDI DI ROMA
      by Roberto Betti

      Con una nota consegnata il 19 Aprile scorso (riportata di seguito) RdB, attraverso i propri rappresentanti, ha sollecitato l’intervento del Capo dello Stato per tutelare i diritti previsti da norme di rango costituzionale che, per il personale precario dei servizi scolastico-educativi del Comune di Roma, vengono completamente disattesi.

      Nella nota vengono richiamati il diritto alla salute, quello della tutela della maternità e dell’infanzia, il diritto allo studio.

      Diritti cui il personale precario è spinto a rinunciare con il miraggio della stabilizzazione che – complici le norme delle varie finanziarie – appare sempre più improbabile.
      Si inducono in sostanza queste lavoratrici (in molti casi precarie da oltre vent’anni) a cedere diritti per vedere tutelati altri diritti.

      Al Presidente della Repubblica - nel duplice ruolo di custode dei valori costituzionali e di cittadino onorario di Roma - i rappresentanti sindacali si sono rivolti sia per perorare la causa del personale precario, sia per rompere il muro di silenzio eretto da una Giunta che vanta una grande attenzione al dialogo e alla partecipazione solo a parole, ma non nei fatti.

      Al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi

      Onorevole Presidente,

      Le scriviamo questa lettera in qualità di rappresentanti sindacali della RdB-CUB al Comune di Roma ritenendo di farci interpreti del sentimento di frustrazione provato dalle centinaia di precarie, che lavorano presso il nostro Ente, nel settore scolastico-educativo.

      Ci rivolgiamo a Lei nel duplice ruolo di custode dei valori costituzionali e di cittadino onorario di Roma.

      Quello che desideriamo portare alla Sua attenzione riguarda la condizione delle centinaia di precarie del settore scolastico-educativo aggravata ulteriormente dalle valutazioni introdotte dal nuovo Contratto Decentrato siglato l’Ottobre scorso – contro il quale ci siamo strenuamente opposti - e che sta producendo ora nefaste conseguenze.

      Il nuovo contratto, oltre a non aver recepito le indicazioni provenienti da questo settore lavorativo, ha previsto l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo nella graduatoria di assunzione, per quelle lavoratrici che non effettuano alcuna assenza dal servizio nel corso dell’anno scolastico.

      Siamo dell’avviso che l’attribuzione di tale punteggio aggiuntivo confligga con valori di rango costituzionale quali:

      - il diritto alla salute (le lavoratrici sono incoraggiate a non assentarsi per attendere alle proprie cure sanitarie, ivi comprese coloro che – trovandosi in condizioni di disabilità - fruiscono dei permessi previsti dalla legge 104/92);

      - il diritto alla tutela della maternità e dell’infanzia (abbiamo cognizione di lavoratrici che hanno evitato di utilizzare il periodo di congedo per maternità o le ore di allattamento per non vedersi privare del punteggio aggiuntivo);

      - il diritto allo studio (le lavoratrici rinunciano ad utilizzare le 150 ore previste per acquisire titoli di studio più elevati e accrescere le possibilità di stabilizzazione).

      Quanto Le esponiamo spinge le lavoratrici a rinunciare all’esercizio di questi diritti nella speranza di una stabilizzazione che - le varie finanziarie degli ultimi anni - rendono sempre più improbabile.

      L’Amministrazione Comunale a questo riguardo ha ritenuto di non dover valutare alcuna delle nostre segnalazioni e anzi si è chiusa in un ostinato ed ostile silenzio.

      Per questo facciamo appello alla Sua sensibilità e alla Sua autorevolezza affinché voglia perorare la nostra causa nei confronti del Sindaco.

      Le chiediamo, compatibilmente con i Suoi impegni istituzionali, una audizione con una rappresentanza del personale scolastico-educativo.

      www.entilocali.rdbcub.it

  • Consiglio Comunale Comune di Roma
    Gruppo Consiliare
    Partito della Rifondazione Comunista

    COMUNICATO STAMPA

    Ritengo importante denunciare la grave situazione che vivono le lavoratrici precarie negli asili nido della città e in modo particolare nel Municipio di Roma 19.

    Queste “supplenti a tempo pieno”, oltre a dover passare gran parte della mattinata a casa nella speranza che arrivi una chiamata per poter andare a sostituire la collega titolare assente, si sono viste togliere letteralmente la continuità educativa nell’effettuazione della supplenza sullo stesso nido grazie a una trovata del municipio Roma 19, guidato, speriamo ancora per poco tempo, dal presidente Marco Visconti.

    In pratica, anche in sostituzione delle titolari in malattia, la chiamata delle “supplenti” si fa in modo giornaliero, magari cambiando supplente tutti i giorni, non potendo così le precarie usufruire di contratti più lunghi e degli eventuali sabati pagati.

    Tale realtà mi è stata evidenziata dalle stesse lavoratrici in un’assemblea sindacale tenutasi presso la sede del municipio 19 e promossa dal sindacato di base RdB/CUB.

    Durante tale incontro sono state molte le denunce da parte delle lavoratrici presenti degli asili nido e scuole dell’infanzia dei municipi 18 e 19, così come molte sono state le richieste di avere dall’amministrazione comunale delle certezze sul proprio futuro occupazionale.

    Stiamo parlando infatti di lavoratrici che hanno alle spalle decine di anni di servizio, svolto in posizione precaria, alle quali la nostra futura amministrazione comunale dovrà dare delle risposte certe e non più procrastinabili.

    Su tale vertenza mi auguro di poter continuare a sostenere le lavoratrici precarie anche nella prossima consiliatura, così come ho fatto come consigliera comunale di Rifondazione Comunista in tutta questa consiliatura; per poter così rimettere al centro della politica capitolina il lavoro stabile e la buona occupazione, contro tutte le diverse forme di precarietà e sfruttamento.

    Roma, 11 maggio 2006

    Adriana Spera (3474867112)

    CLAUDIO ORTALE
    Ufficio stampa Gruppo PRC Comune di Roma

    06 67108178

    3396778781