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Il 4 giugno Bush sara’ a Roma

domenica 9 maggio 2004

Di Viviana Vivarelli

Il 4 giugno 1944 Roma fu liberata dai partigiani. In nove mesi di lotta morirono 1700 partigiani romani, 10.000 furono deportati insieme a 1024 ebrei romani, ma il 4 giugno i nazifascisti lasciarono la capitale e la V° armata americana entro’ nella citta’ liberata.

Il 4 giugno Bush verra’ a riscuotere l’ulteriore ringraziamento degli Italiani e questo ringraziamento servira’, 60 anni dopo, a negare qualunque lotta partigiana, qualunque autodeterminazione dei popoli, qualunque diritto di un paese a non essere invaso da nemici, e verra’ a riconfermare la sudditanza dell’Italia alle decisioni che un presidente americano prende unilateralmente contro il mondo.

Questo atto servira’ solo a ribadire la sudditanza unilaterale di un leader italiano al volere di un potente alleato per attivita’ internazionali, non di liberazione ma di conquista.
Significhera’ ribadire che la sopraffazione puo’ avere la meglio sulla legge, su qualunque legge, nazionale o internazionale, dei cittadini o dei popoli, laica o religiosa.

Questa esibizione di complicita’ avverra’ mentre ancora tre ostaggi italiani sono nelle mani di combattenti iracheni e mentre, ipocritamente, Palazzo Chigi chiede il silenzio stampa per non intralciare le trattative.
Niente sara’ meno riservato di una parata militare davanti a Bush !!

Bush viene a trovarci per ringraziare Berlusconi, il suo caro alleato, il suo alleato n° 2 dopo Blair, quel Berlusconi cosi’ pronto ad approvare la guerra unilaterale, i massacri vergognosi di popoli indifesi e, si immagina, anche la tortura sui prigionieri (visto che il Polo alla Camera si e’ affrettato a votare a maggioranza unita una legge vergognosa che la legalizza, sorpassando anche gli americani che almeno non la legalizzano contro i loro concittadini. E’ un eccesso di zelo ma spesso gli allievi superano i maestri).

Bush viene a dirci: "Visto che nel 44 vi abbiamo liberati, voi ci dovete riconoscenza eterna. Ubbidirete sempre ai nostri comandi"

Berlusconi parla di blindare la citta’ e creare una zona rossa a imitazione di Genova, per permettere al caro e sincero amico di visitare Roma, come vuole, dove vuole e senza contestazioni pacifiste.

Questa e’ un’occasione da non perdere per manifestare con tutte le nostre forze:
- contro la guerra irachena
- contro ogni sorta di perpetuazione di guerra illegittima
- contro il concetto stesso di guerra come strumento unilaterale di dominio e colonizzazione
- contro guerre usate come strumento per dirimere controversie internazionali
- contro la tortura ovunque applicata, a prigionieri esterni, a cittadini interni o a esseri umani in qualunque situazione o condizione
- contro l’abominio di un nuovo colonialismo planetario
- contro la degenerazione nell’uomo del senso di umanita’
- contro tutti quei partiti distorti e insensati abbarbicati all’idea folle che gli Italiani debbano restare in Irak per garantirne l’ordine, siano tali partiti di governo o di opposizione.

Bush viene il 4 giugno ed e’ venerdi’.

Il 2 giugno e’ la festa della Repubblica.

Il 2 giugno 1946, il referendum istituzionale tra Monarchia e Repubblica proclamo’ che l’Italia diventava una Repubblica. L’articolo uno della Costituzione disse che questa Repubblica era fondata sul lavoro.

Noi vogliamo che questa Repubblica sia fondata sulla pace.

Rifiutiamo che la parata delle forze armate, che sempre si accompagna a questa celebrazione, abbia il significato che anche le nostre forze armate possono essere messe a totale disposizione, per volonta’ di uno solo, di chi infama la pace, i diritti dei popoli, i diritti dei cittadini, il diritto internazionale, il senso etico e religioso, l’equilibrio del mondo.

Nel novembre scorso Londra accolse Bush con una imponente manifestazione, anche allora era giorno lavorativo ma ci fu la piu’ imponente manifestazione inglese del secondo dopoguerra. A Trafalgar Square centinaia di migliaia di pacifisti abbatterono la statua fantoccio di Bush.

Il 4 giugno gli occhi del mondo saranno su Roma. Non esserci sara’ come dire di si’ alla tortura, alla guerra, alla distruzione dell’Irak, alla nostra distruzione morale.

La patria si onora con atti onorevoli. La nostra prima patria e’ la coscienza, la seconda la nostra famiglia, poi il nostro paese se e’ degno di stare nella famiglia umana, perche’ la terza nostra patria e’ l’umanita’.

Messaggi

  • Comunicato stampa

    In occasione del viaggio del presidente degli Stati Uniti in Italia:
    Socialismo rivoluzionario convoca per venerdì 4 giugno Manifestazione nazionale a Roma
    Il corteo avrà inizio alle ore 15 da Piazza della Repubblica.
    Per informazioni e appuntamenti per le partenze dalle città, info: 055 2302015 ufficio stampa e sede nazionale

    Mobilitazione interetnica, pacifica, unitaria e di massa

    Contro Bush capo dei torturatori
    Contro il governo italiano suo complice
    Fuori subito le truppe dall’Iraq

    Basta guerre e torture
    Fine dell’occupazione
    No al terrorismo
    No all’invio di truppe ONU
    No alla persecuzione dei fratelli e delle sorelle del sud del mondo.
    Autodeterminazione!

    È evidente che anche quella italiana non è una missione di pace. In Iraq si muore ogni giorno di più. Non vogliamo più nessun morto in Iraq: né civile, né militare, né iracheno, né occidentale. La prima condizione per la pace in Iraq è che cresca un grande schieramento nella società per il ritiro immediato e incondizionato di tutte le truppe

    socialismorivoluzionario@yahoo.it