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Il Parlamento europeo vota una risoluzione a difesa dell’acqua come bene comune

giovedì 23 marzo 2006

Vittorio Agnoletto: «INVERSIONE DI TENDENZA RISPETTO AL WTO. STOP ALLE PRESSIONI DELLE LOBBY»

Strasburgo, 15 marzo 2006 - Il Parlamento europeo difende l’acqua come bene comune. Oggi è stata votata a Strasburgo una risoluzione ad hoc contro la privatizzazione delle risorse idriche, in vista del 4° Forum mondiale dell’Acqua che si svolgerà a Città del Messico dal prossimo 16 al 22 marzo.

«Un vero e proprio documento di scontro con le grandi multinazionali che controllano il mercato della privatizzazione dell’acqua - dichiara Vittorio Agnoletto, europarlamentare della Sinistra unitaria europea - in un mondo dove aumenta sempre di più il numero di persone che non ha accesso all’acqua potabile. L’asprezza dello scontro è resa ancora più evidente dal fatto che il Forum, lungi dall’essere un appuntamento della società civile, sarà presieduto da Loic Fauchon, presidente del Groupe des Eaux de Marseille, il cui capitale è detenuto al 48,3 per cento dalla Suez e al 48 da Vivendi, le due più grandi società transnazionali operanti nel mercato dell’acqua».

«L’acqua è un bene comune dell’umanità - si legge appunto nel primo paragrafo del testo approvato - e come tale l’accesso all’acqua potabile riveste i caratteri di diritto fondamentale della persona umana».

L’europarlamento ha inoltre chiesto alla Commissione Europea di negoziare, durante il Forum, il riconoscimento di tale diritto e di proporre un Trattato Internazionale sull’Acqua, nel quale l’acqua sia definita «servizio pubblico universale».

Ancora, è stata proposta la creazione di un’agenzia ONU di coordinamento sull’acqua ed è stata evidenziata la dimensione democratica che deve caratterizzare la gestione dell’acqua, oltre che il ruolo positivo delle comunità locali e della società civile.

«Finalmente - ha aggiunto Agnoletto - una risoluzione che si pone in netto contrasto con le conclusioni del recente vertice del WTO di Hong Kong, durante il quale si è cominciato a parlare di inserimento della distribuzione dell’acqua negli accordi GATS sul commercio dei servizi. L’Organizzazione mondiale del commercio vorrebbe infatti ridurre l’acqua ad una semplice merce, a disposizione del mercato».