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Il solare e’ necessario e possibile

martedì 29 novembre 2005

di Massimo Serafini

L’impegno del movimento dei movimenti per realizzare un modello energetico rinnovabile ed efficiente - Nel silenzio complice sui programmi dei partiti di centrosinistra, poco appare sui cambiamenti climatici o sul problema energetico. Prodi procede proponendo cupi procedimenti di tipo neoliberista (licenziamenti facili, Bolkestein, privatizzazioni e macanza di tutela dei beni fondamentali), uno dei pochi di novita’ del suo programma sembra riguardare proprio il clima e le energie (a meno che non sia una promessa vana come l’acqua alla Sicilia).

Resta comunque grande perplessita’ sull’insieme e grande diffidenza dei movimenti circa i programmi dell’Unione.

Tra le poche cose buone che Prodi ha promesso c’e’ il risparmio energetico e l’incremento delle energie rinnovabili.

Contro questa impostazione apparentemente piu’ aperta, Berlusconi ripropone un ritorno quanto mai inquietante al nucleare.
Prevenendo le proteste legittime della popolazione, che gia’ non tollera nemmeno il tipo attuale di inceneritori e mai tollererebbe nuove centrali nucleari (quando tutto il mondo civile le dismette e non ne costruisce da dieci anni), Berlusconi propone addirittura di farle in Romania, il paese piu’ povero d’Europa.

Dopo il quasi azzeramento delle quote per il Terzo Mondo e delle sovvenzioni alle ONG, dopo l’infamita’ della Bossi-Fini, dopo i tagli allo stato sociale, dopo i CPT e i modi vergognosi con cui sono trattati gli extracomunitari, ci mancava anche che il leader della Cdl addossasse le contaminazioni del nucleare alla Romania corrompendone il governo (Craxi impesto’ di scorie la Somalia). Siamo esterefatti!
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Il solare e’ necessario e possibile
di Massimo Serafini

Due eventi, di straordinaria e drammatica complessita’, sollecitano una svolta nelle politiche energetiche mondiali.

Il primo riguarda l’emergere del problema della relativa "scarsita’" delle risorse energetiche fossili non rinnovabili, e’ ormai opinione consolidata che, per un mondo che si avvia ad essere abitato, nei prossimi 25 anni, da oltre otto miliardi di persone, le risorse fossili disponibili non basteranno a soddisfare una domanda d’energia in costante crescita, sia per gli usi sempre piu’ dissipativi, che una piccola parte dell’umanita’ pretende di farne, sia per il legittimo desiderio di miliardi di donne ed uomini di uscire dalla poverta’, dalle malattie e dalla sottomissione.

L’altro evento, riguarda la drammatica accelerazione del cambiamento climatico.

Gran parte delle previsioni del terzo rapporto sul clima dell’IPCC non sono piu’ un futuro incerto, ma una drammatica realta’ dei nostri giorni.

Le 23 tempeste tropicali di quest’estate, di cui ben sette catastrofiche, dicono che dovremo convivere, se non si ridurranno le concentrazioni di gas serra in atmosfera, con il tragico ripetersi d’uragani e tifoni, cioe’ con quell’aumento degli eventi estremi previsto dal rapporto sul clima.

Altrettanto si puo’ dire per quanto riguarda il previsto scioglimento dei ghiacciai, che quest’estate ha subito un’impressionante conferma in Siberia dove e’ diventata acqua un territorio ghiacciato, grande come Francia e Germania messe assieme.

Infine l’estendersi della desertificazione, che fa prevedere duecento milioni di profughi ambientali.

Questi sono, in sintesi, i due eventi con cui ci si deve misurare e che mettono al centro dell’agenda politica la questione energetica.

Dobbiamo avere piena consapevolezza che le decisioni sull’energia, che saranno prese nei prossimi anni, influiranno pesantemente sul tipo e la qualita’ del futuro che ci attende. Se prevarranno, come stanno prevalendo, scelte in continuita’ con il passato, tese ad incentivare un modello energetico centralizzato e monopolista, alimentato da fonti non rinnovabili come petrolio, carbone, metano o in alternativa a queste lo sviluppo del nucleare, ci dobbiamo preparare ad un futuro di drammatici sconvolgimenti climatici, di guerre e terrorismi, nel quale aumenteranno, per la stragrande maggioranza dell’umanita’, poverta’ e fame e si restringeranno sempre piu’ le liberta’, i diritti, a cominciare da quello del lavoro, e la democrazia.

Se al contrario, l’azione dei popoli riuscira’ ad imporre un modello energetico democratico, partecipato e distribuito sul territorio, alimentato dalle fonti rinnovabili e dalla ricerca del massimo risparmio ed efficienza negli usi dell’energia, sara’ possibile creare le premesse e le condizioni per un pianeta piu’ giusto e democratico, non inquinato ed in pace con la natura e nel quale l’accesso ai beni comuni come l’acqua e l’energia potranno essere garantiti a tutti, eliminando cosi’ la principale causa di guerra e terrorismo.

Sono queste le ragioni forti che hanno spinto, il forum dei movimenti sociali di Porto Alegre, a decidere di affiancare, al contratto mondiale dell’acqua, quello per il clima e l’energia e di considerare una priorita’ del movimento dei movimenti lo sviluppo su scala globale di conflitti e lotte che facciano prevalere la decisione di far uscire il pianeta dalla dipendenza dai combustibili fossili e dal nucleare, per realizzare un modello energetico rinnovabile ed efficiente.

Cosi’ recita il documento conclusivo del Forum di Porto Alegre:
"Condividiamo l’esigenza di costruire un’alleanza tra movimenti sociali e reti per un contratto mondiale per il clima e l’energia: un mondo solare e’ necessario e possibile"

Su questa base una vasta rete associativa italiana (Arci, Legambiente, il Forum Ambientalista, Attac, la rete di Lilliput, Punto Rosso, Kyoto dal basso, Cepes-Sole nel Mediterraneo) ha dato vita nei mesi scorsi alla rete italiana del contratto.

Stiamo operando per cercare di costruire nel paese un vasto consenso di massa ai contenuti del contratto, cercando di coinvolgere in primo luogo la rete di comitati che in questi anni si e’ mobilitata per impedire la costruzioni di centrali a carbone, petrolio e anche a metano.

Raccoglieremo inoltre le firme a sostegno della legge d’iniziativa popolare sui beni comuni. Una prima e decisiva verifica delle nostre capacita’ di radicamento sociale e’ il contributo che sapremo dare alle popolazioni della Val di Susa, che si battono contro la TAV, un’opera inquinante, costosa ed inutile. (anche qui chiara e’ risultata la contaminazione delle amministrazione di sinistra con principi antidemocratici, ndr)

L’ambizione che coltiviamo e’ che i contenuti dei due contratti dell’acqua e dell’energia, diventino scelte prioritarie e condivise dell’intero schieramento dell’unione di centro sinistra che sfidera’ le destre per il governo del paese. In altre parole vogliamo, che la prossima scadenza elettorale, oltre a liberarci da Berlusconi e dalle destre, liberi il paese dalla loro politica liberista, che ha impoverito il popolo, demolito la coesione e lo stato sociale e devastato le risorse ambientali.