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Iraq, a due anni dalla guerra il popolo della pace si ritrova a Bruxelles

mercoledì 16 marzo 2005

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di red

Il popolo della pace si riorganizza e questa volta lo fa su scala mondiale. Ad un mese esatto dalla marcia romana dedicata alla gioralista de il manifesto Giuliana Sgrena, il 19 marzo si replica. Questa volta "il movimento" si riunirà a Bruxelles e contemporaneamente in numerose città del mondo, tutte unite in un girotondo virtuale per manifestare contro la guerra. La proposta di questa marcia globale è stata lanciata e raccolta durante l’ultimo Forum sociale svolto a Porto Alegre in Brasile. La data scelta è fortemente simbolica: il 19 marzo del 2003 iniziava l’invasione dell’Iraq. Ma in Europa e in particolare a Bruxelles, in piazza non ci sarà soltanto il motivo antiwar. La protesta è estesa ad altre questioni. Sul comunicato che annuncia la marcia si legge infatti che si tratta di una «Manifestazione contro la guerra, il liberismo, il razzismo Per un’Europa sociale di pace. Via le truppe d’occupazione dall’Iraq. Via la Bolkestein dall’Europa. Cittadinanza, diritti sociali e del lavoro per tutte/i».

Il tema economia e direttiva Bolkestein non sono stati scelti a caso dagli organizzatori. Tre giorni dopo la manifestazione, il 22 marzo, il Consiglio europeo si riunirà per una messa a punto degli accordi di Lisbona, la strategia economica elaborata nel 2000 che avrebbe dovuto trasformare l’Ue nell’economia più competitiva e dinamica del mondo intero entro il 2010. Lo strumento per raggiungere l’obiettivo doveva essere la liberalizzazione del mercato europeo, ma dopo quattro anni di stagnazione delle principali economie del continente, sono sempre di meno i difensori delle ragioni del mercato. La direttiva Bolkenstein, di cui si parlerà il 22 marzo, rappresenta il baluardo dell’idea liberista del mercato Ue. Anche contro questa idea i movimenti scenderanno in piazza. «Ma d’altronde economia e guerra - dicono gli organizzatori - sono fenomeni intrecciati tra loro».

Il comitato organizzatore italiano che muoverà la marcia su Bruxelles è formato da associazioni, sindacati, movimenti, partiti, testate che fanno parte della Campagna Stop Bolkestein. Tutte insieme queste sigle hanno sottoscritto un comunicato in cui spiegano le ragioni della loro protesta e chiariscono il legame citato tra guerra e economia: «Guerra e liberismo si alimentano a vicenda. Producono morte, sofferenza, insicurezza e diseguaglianza, eliminano i diritti sociali e di cittadinanza, distruggono l’ambiente e minacciano il futuro dell’umanità e del pianeta. Anche in Europa stiamo vivendo tempi drammatici. Diciamo NO alle politiche europee che disegnano un’ Europa mercantile e monetaria. Diciamo NO all’Europa della libera circolazione dei capitali, della precarizzazione del lavoro, della mercificazione dei beni comuni e della privatizzazione dei servizi pubblici. Diciamo NO all’Europa che compete con gli Usa per il dominio sul sud del mondo, che vuole un forte esercito europeo, che diventa fortezza per escludere le popolazioni migranti. Vogliamo un’altra Europa».

Dall’Italia partiranno pullman da Roma, Firenze e Milano. Voli charter sono stati organizzati dai sindacati. Tutto pensato per potersi trovare alle 13 di sabato 19 marzo, a Porte d’Anderlecht (vicino alla Gare du Midi), punto di partenza della manifestazione. Alle 15 ci si muoverà per unirsi al corteo, che sarà aperto dalle organizzazioni giovanili. Seguiranno la confederazione europea dei sindacati, i sindacati nazionali e infine lo spezzone dei movimenti sociali. A loro il compito di sfilare con le gigantografie della giornalista di Liberation Florence Aubenas e il suo interprete Hussein Hanoun, ancora prigionieri in Iraq.

Per aderire all’appello (già sottoscritto tra gli altri da Arci, Legambiente, rete Lilliput, Sinistra Ds, Rifondazione Comunista, Un ponte per.... Il manifesto, Liberazione, Carta, Firenze Social Forum) si può scrivere a bruxelles19marzo@arci.it. Per informazioni consultare il sito unmondodiverso .

Contemporaneamente a quella di Bruxelles, anche a Roma si marcerà « per esigere subito il ritiro delle truppe di occupazione dall’Iraq, ribadire la sovranità dell’Iraq e la legittimità della resistenza all’occupazione militar e rilanciare le campagne per il disarmo nucleare, produzione e export delle armi, per la riduzione delle spese militari». È quanto si legge sul sito del comitato promotore della manifestazione. Vi parteciperà tutta la galassia di movimenti, centri sociali e disobbedienti provenienti da tutta Italia.

http://www.unita.it/index.asp?SEZIO...