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LA BESTIA NEL CUORE

lunedì 12 settembre 2005

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di Enrico Campofreda

Che adulto può essere chi ha avuto l’infanzia negata non solo per una violenza subita ma per la possessività di rapporti familiari che motivati da immenso “amore” fanno invece davvero male? Ne sono piene le cronache nere, nerissime e i lettini degli analisti. Ne sono piene miriadi di case dove la bestia che è in noi è celata perché fa paura e rimossa perché bisogna sopravvivere. Cristina Comencini, con un’operazione civile e coraggiosa, mette il dito nella piaga della famiglia che negli ultimi anni sembra l’ultimo baluardo d’una società in cui molti valori zoppicano o si smarriscono e che cerca in questa istituzione un’àncora di salvezza senza risolverne ataviche tare perpetuate per generazioni. Non è sempre così, non è così per tutti, ma dentro molte famiglie “normali” c’è l’anormalità che assume il fantasma della sopraffazione, tout court o sessuale o psicologica.

In queste famiglie o si soccombe travolti dagli eventi oppure si vive nell’angoscia e non si riesce più ad andare avanti, come accade alla protagonista Sabina, ex attrice e poi doppiatrice, convivente con l’attore Franco. Entrambi avrebbero voluto fare i veri attori, magari di teatro, ma le difficili condizioni del lavoro di recitazione teatrali e cinematografiche in Italia li costringe ad accettare ruoli che mai avrebbero pensato di ricoprire. Franco si piega a farlo con le fiction televisive e scopre di non essere solo, il regista con cui lavorerà ha propri sogni e sceneggiature nel cassetto. Sabina in assenza di ricordi infantili scopre d’avere un incubo notturno, da sola non riesce a comprendere cosa sia e cerca aiuto nell’amica d’infanzia Emilia che è rimasta cieca e vive piuttosto isolata anche per le sue scelte omosessuali.

Col suo aiuto Sabina fa alcuni passi ma ha bisogno di volare sino in America dove vive il fratello Daniele e verificare l’essenza di quell’incubo. Il fratello insegna in una prestigiosa università, è padre affettuoso ma ha molte difficoltà a manifestare sul piano fisico i sentimenti, anche con un semplice abbraccio. Con lui Sabina scoprirà il motivo del blocco psichico che grava su entrambi: la presenza d’un padre, il loro padre che, pure persona colta e teoricamente capace d’ogni bene, di notte s’aggirava nelle loro stanze e si chinava sui loro letti, mentre la madre sapeva e taceva.
Quel passato continua a pesare sulle vite di ciascuno in maniera angosciosa. Da quel passato ricostruire un’esistenza è possibile ma è impossibile dimenticare e cancellare un dolore tanto profondo. Daniele c’è riuscito solo dopo anni di durissima analisi, la sorella dopo l’incontro rivelatore prova a trovare un senso al rapporto col compagno attore che sembra inclinarsi nonostante il prossimo arrivo d’un bambino. Ci riuscirà traendo forza proprio dal fratello Daniele che gli rivela anche d’aver compiuto il gesto estremo di avere assistito e aiutato a morire il padre irreversibilmente malato. Chi ha la bestia nel cuore può sopravvivere stringendo i denti, essendo un genitore diverso e cancellando il bambino che lui era e che gli è stato rapito per sempre.

Regia: Cristina Comencini
Soggetto e sceneggiatura: Francesca Marciano, Giulia Calenda, Cristina Comencini
Direttore della fotografia: Fabio Cianchetti
Montaggio: Cecilia Zanusso
Interpreti principali: Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Alessio Boni, Stefania Rocca, Angela Finocchiaro, Giuseppe Battiston
Musica originale: Franco Piersanti
Produzione: Cattleya, Rai Cinema
Origine: Italia, 2005
Durata: 112’